Contro l'abbandono 2009

Questo filmato è stato creato per cercare almeno un minimo di sensibilizzare quanti durante le vacanze.. o comunque quando sono stufi di tenerlo... abbandonano il proprio Amico Animale! Credo che al giorno d'oggi sia inaccettabile che ci sia ancora chi pensa di poter prendere un animale "a tempo determinato" per poi disfarsene quando gli diventa "scomodo"! La speranza è che un giorno la gente capirà... che quando abbandona il proprio Amico.. non è detto che troverà presto una nuova casa o che qualche canile lo accudirà... purtroppo quasi sempre incontrano prima la morte! Le parole che ho adoperato sono volutamente pacate.. sii pacato anche tu e porta con te il tuo Amico.. vedrai che ti divertirai di più senza il peso della coscienza!! Salbra79 ti ringrazio per questo video se ci uniamo nella lotta forse questo orrore un giorno avrà fine Zoagli
Per un mondo SENZA GUERRE
Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

Concetti Alieni: Intervista col Dr.John Mack

 

Il Giornale Onlinedi Andrew Lawler
New Age Journal
Luglio 2001

La ricerca di John Mack sulle abductions aliene lo ha spinto lontano dal mondo accademico, ma lo Psichiatra di Harvard e il suo Program for Extraordinary Experience Research costruiscono la "scienza del sacro".
"Area di Virginia - emozionante", John Mack scrisse in una nota del 1964. Si riferiva ad una possibilità per sviluppare nuovi metodi per la cura mentale all'ospedale del Massachusetts. Però questo entusiasmo e questo spirito per il rischio è un riassunto pulito della lunga e controversa carriera dello psichiatra di Harvard, come scienziato e attivista.
Mack non ha mai evitato l'esplorazione di frontiera. Mentre molti dei suoi colleghi lavoravano tranquilli nella torre d'avorio di Harvard, Mack protestava contro i test nucleari nel Nevada, volava verso le guerre in Libano per dare aiuto alla diplomazia in Medio Oriente e collaborava con i colleghi Sovietici durante la Mosca della guerra fredda. Fatto più famoso, ascoltava le persone che gli raccontavano storie di visite aliene e di abductions e credeva in loro.
Il suo comportamento, inusuale per un accademico di alto livello, lo ha trasformato in una figura divertente di 71 anni per il mondo ufficiale, un moderno Don Chisciotte per quelli di orientamento progressista e un cavaliere sul cavallo bianco per quelli che credono che gli alieni siano fra noi. Persino quegli amici e colleghi contrari alle teorie sulle abductions di Mack, riconoscono il suo profondo impegno nell'affrontare i problemi a tutti i livelli personali, sociali e spirituali.

"La sua visione davvero importante è che le persone possono cambiare, possono aprirsi", dice un amico accademico.
Un altro amico dice che nel cuore di Mack c'è la passione del comprendere e alleggerire la sofferenza umana. Ironicamente, l'insolito viaggio di Mack nel reame alieno gli ha portato la sua quota di sofferenza, dai danni alla sua credibilità professionale, alla perdita di vecchi amici e alla rottura di un lungo matrimonio.
Mack stesso sembra faticare a spiegare il perchè è quello che è, data la mancanza passata sia nell'attivismo sociale che nelle materie spirituali. Un bambino introspettivo come si descrive, nato in una famiglia di accademici Ebrei Tedeschi a New York. Suo padre legge la Bibbia, ma solo come letteratura in questa famiglia atea.
Però la sofferenza non è stata un concetto astratto nella sua giovane vita. La madre biologica di Mack è morta per appendicite quando lui aveva solo 8 mesi. La sorella di sua madre si sposò più tardi con un sopravvissuto all'Olocausto, un uomo che divenne un esperto nel processo di gruppo e nella psicoterapia. Un altro zio era malato di mente e venne lobotomizzato. "Questo fu un grande fattore nella mia scelta di entrare in psichiatria", dice. Il manicomio che vedeva durante i viaggi verso il paese lo catturò. Per l'età di 12 anni, stava divorando libri di psicologia nella libreria della sua scuola.
Dopo aver finito la scuola di medicina e sposato Sally Stahl nel 1959, partirono per un'esperienza di due anni in cui Mack servì come psichiatra dell'Air Force in Giappone, dove il primo dei loro tre figli nacque. Lo shock culturale fu intenso. La vita in quel posto, ricordò più tardi, gli insegnò quanto "fantasticamente etnocentrici ed ecologicamente distruttivi possiamo essere noi Americani". La famiglia tornò negli Stati Uniti e Mack entrò in psichiatria ad Harvard negli anni '60, quando le idee sulla salute mentale erano state revisionate. Lui giocò un ruolo chiave nel creare una nuova clinica psichiatrica sia per pazienti esterni che interni nel vecchio ospedale di Cambridge di cui Harvard aveva preso il controllo.
La passione di Mack per T.E.Lawrence lo portò a scrivere una approfondita biografia dell'enigmatico uomo che giocò un ruolo chiave nella politica del Medio Oriente e nel 1977, lo sforzo lo portò al Premio Pulitzer. Lawrence visse una visione creativa del cambiare il mondo, cosa che fece appassionare, uno dei suoi amici dice ossessionare, Mack.
Per i primi anni '80, quando entrò in quella che per molti professori sarebbe la confortevole mezza età, Mack, sotto la spinta dei suoi figli, venne attirato in due altri territori vergini, il regno dei quesiti spirituali e il mondo dell'attivismo politico. Sperimentò la respirazione olotropica e le droghe psichedeliche. Venne attirato nella politica del Medio Oriente, incontrandosi con Yassir Arafat a Beirut per discutere prospettive di pace. In seguito si lanciò in un crescente sforzo antinucleare durante gli anni di Reagan, esplorando gli aspetti psicosociali della minaccia di guerra nucleare e testimoniò davanti al Congresso un problema come gli incubi infantili di un olocausto nucleare. Infine si spinse in un ruolo più attivo; la sua intera famiglia venne arrestata nel 1986 nel Sito di Test governativo del Nevada per aver protestato sulle detonazioni nucleari sotterranee.
Il suo lavoro respiratorio in particolare, impostò le basi per il suo interesse sugli alieni. "Ero aperto alla possibilità che esistesse un mondo oltre quello che possiamo vedere", ricorda. Mack iniziò a vedere pazienti che descrivevano una varietà di incontri alieni e creò il Programma per la Ricerca sulle Esperienze Straordinarie (PEER) nel Centro di Harvard per il Cambiamento Psicologico & Sociale. (Correntemente il Centro e il PEER non sono affiliati con Harvard.) Il suo libro del 1994 sul soggetto ( Abduction), che si concentra su interviste che descrivono le esperienze di un gruppo di 70 persone che affermarono di essere state addotte, provocarono la ridicolizzazione e l'indignazione nei media ufficiali e una investigazione di Harvard nei suoi metodi scientifici.
Imperterrito, Mack rimase fermo, raccogliendo altri dati e intervistando persone da tutto il mondo, pubblicando Passport to the Cosmos: Human Transformation and Alien Encounters nel 1999, che si concentrava su miti relativi agli alieni ed esperienze nelle culture native, dall'Amazzonia all'Africa del Sud.
Di persona, Mack ha i tratti cauti di uno studioso, la combattività di una figura attaccata dai media e l'entusiasmo innocente di un giovane studente di college che scopre sè stesso. Durante una lunga intervista nei centri del PEER, Mack ha parlato con New Age sulla sua ultima frontiera. Quello che segue è un riassunto dell' intervista.
Domanda: Qual'è stato il primo incontro con il fenomeno alieno?
Risposta: Ho letto un articolo che trattava il fenomeno come emergenza spirituale e un collega nel mio corso di respirazione, mi portò a vedere Budd Hopkins (autore di diversi libri sugli alieni) nel Gennaio 1990. All'inizio io non credevo che fosse possibile incontrare esseri esterni alla Terra, ma divenne chiaro che non avevo altro modo per spiegare cosa stesse accadendo: se diverse persone che non sono connesse hanno le stesse dettagliate esperienze, allora non hai a che fare con un effetto generato internamente. Quindi divenni curioso.
D: Come verifichi l'attendibilità di queste affermazioni?
R: Faccio una valutazione psicologica accurata dei loro stati mentali, prendo la loro storia psicologica, gli esami clinici standard e, in alcuni dei primi casi, batterie di test psicologici. Valuterò se abbelliscono la verità. C'è altro, con cui ancora combatto. La sensazione che una persona stia parlando come se sia stata lì, questa viene dal linguaggio del corpo, lo sguardo nei loro occhi, dal non avere altri piani. Sto lavorando per definire meglio questi punti.
D: Quindi vedi quello che stai facendo come scienza?
R: Devo essere aperto al fatto che ci sono reami di dimensioni della realtà che non conosco. La conoscenza non è la stessa quando non puoi creare un esperimento controllato, ma rimangono ancora vie affidabili per conoscere. Non posso creare un esperimento che raccoglie un gruppo di UFO. Però credo che esista una qualità d'apertura di mente e rigore che possiamo applicare. Possiamo sviluppare degli standard di autenticità, attendibilità, molteplicità di testimonianze. Questa può essere considerata una scienza del sacro o dell'esperienza umana.
D: Quali tipi di standard visualizzi per tale scienza?
R: Abbiamo un progetto sulle esperienze anomale al PEER, che deriva da un workshop del 1999 sull'argomento che ha incluso teologi, antropologi, astrofisici e filosofi. Non guardiamo solo il fenomeno delle abduction, ma le esperienze di pre- morte e altri fenomeni simili che non cadono in una singola disciplina. Noi vogliamo esplorare le tradizioni dove esistono, se non standard, tradizioni sulla testimonianza oculare e sulla verità, metodi sul come decidere chi prendere seriamente. Le tradizioni Buddiste e Cattoliche affrontano questo in dettaglio, per esempio nel determinare cosa sia miracolo e cosa no.
Padre Corrado Balducci, un gentiluomo vicino al Vaticano, una volta mi colpì dicendo che la Chiesa prende molto seriamente questi rapporti sugli UFO e sulle abductions, perchè sembrano esserci molte testimonianze attendibili. Ho iniziato a pensare a questa nozione del testimone sacro o del testimone del sacro. Non vogliamo prendere, per esempio, gli standard Cattolici o Buddisti, ma possono essere delle guide.
D: Quindi questi standard possono essere applicati ad ogni sorta di esperienza anomala?
R: Il mondo New Age è pieno di persone che lavorano su tutto dalle esperienze aliene al channeling, ma non ci sono criteri reali per dire cosa prendere seriamente. Abbiamo molte critiche appropriate sul lavoro new age. Solo perchè qualcuno dice che può canalizzare qualcosa, non significa che sia vero. Il metodo scientifico ha mezzi per decidere sull'attendibilità di evidenze fisiche. Però se non ci sono evidenze fisiche, segni fisici sul corpo per esempio, ci devono essere modi per raccogliere dati e determinare la validità.
D: Stai cercando con forza di portare la scienza in un'area che è dominio della religione?
R: Barbara McClintock, vincitrice del Premio Nobel in genetica, ha descritto il suo modo di conoscere come altamente soggettivo. Lei potrebbe cadere in amore con spighe di grano; si è fusa con quello su cui lavorava. Chiaramente, dopo aver appreso in questo modo interconnesso e soggettivo, allora puoi usare la tua mente razionale per trovarne un senso. Però il tuo strumento di conoscenza è il tuo intero sè, il tuo sè intuitivo, la tua piena coscienza. Quello che i bravi scienziati e quelli che ci portano "oltre il velo" hanno in comune, è il pieno impegno con questo altro sè.
D: Dici che il lavoro respiratorio ti ha aperto ad altre visioni del mondo. Come si è rivelato questo?
R: Ho realizzato che non ero bloccato nella mia torre accademica e psicoanalitica, mi sono espanso oltre il guscio. Ho avuto questo senso di connessione con tutte queste persone, che era inspiegabile per me. Questo senso per cui ognuno di noi è in qualche modo una persona aperta e che ama e che eravamo una sola cosa in un certo modo, che in condizioni naturali possiamo connetterci in un modo molto differente dal solito isolamento competitivo in cui viviamo.
D: Come si relaziona questo con gli alieni?
R: Siamo esseri spirituali connessi con altre forme di vita e col cosmo in modo profondo e lo stesso cosmo contiene una intelligenza. Non è solo materia morta ed energia.
D: Le tue idee sulle abductions, sono più accettate ora nelle vie ufficiali, rispetto al 1994?
R: No, al contrario. Ci sono coloro che hanno paura di quello che vedono come il pericolo del ritorno dell'irrazionale. Però agli estremi c'è una crescente eccitazione e un interesse nel comprendere una realtà non conosciuta tramite il metodo scientifico tradizionale. Quindi c'è come un riscaldamento, non per una guerra di paradigma, ma un discorso non molto amichevole tra visioni in contrasto.
D: Gli "sperimentatori" del contatto alieno, vengono considerati pazzi nel mondo ufficiale. Li vedi come una minoranza oppressa?
R: La ridicolizzazione di questi individui e la negazione delle loro storie ha profonde implicazioni morali. Una società non può sopravvivere a lungo se chi racconta la verità viene respinto. Io credo che questi testimoni dicano la verità, nonostante il fatto che quello di cui parlano non può essere vero secondo la visione materialista dominante nel mondo. Il fatto che vengano respinti non li rende una minoranza soppressa. Ho iniziato a vedere che l'errato respingimento delle testimonianze di attendibili testimoni era dovuto al fatto che ciò che riportavano non combaciava con la visione dominante del mondo.
D: Come reagisci alle strane varietà di alieni descritti dagli addotti?
R: L'intero discorso della demografia aliena è piuttosto ironica in un certo modo, alcuni biondi, altri rettiliani, altri come insetti, altri come mantidi religiose e chiaramente i grigi. L'intero discorso in un certo modo è comico. Quindi arrivi sulla loro provenienza stellare. Sembra uno scherzo cosmico. Quando una cultura diviene sterile e limitata nella sua visione, arriva qualcosa che strappa l'intero sistema.
D: Quindi credi personalmente in questo fenomeno?
R: Non serve sforzo. Non si può spiegare in modi puramente interpsichici. Molte persone hanno queste esperienze nel mondo, spontaneamente. Deve arrivare da qualche luogo, quella che James William ha chiamato "provocazione dall'esterno". Lo vedo nel contesto della crisi ecologica globale. La Terra è una fonte di creazione e vita e per ignoranza, avidità e aggressione, la stiamo distruggendo. Vedo un risveglio delle coscienze in questo, una riconnessione spirituale col sacro, col divino.
D: Il pedaggio personale e professionale per aver scavato nel fenomeno abductions, è stato troppo alto?
R: Non ho rimpianti. Nonostante le critiche e gli attacchi, ho incontrato così tante incredibili persone aperte alla conoscenza. Ho probabilmente guadagnato più colleghi e amici da quando ho iniziato questo lavoro, rispetto a quelli che avevo nel periodo precedente, sono semplicemente differenti. Non risuono allo stesso modo con un numero di altre persone. E' stata come un'espansione dei miei orizzonti e un'apertura a connessioni e possibilità eccitanti, più che una sofferenza. Quello che mi ha portato a sentirmi bene è che le persone hanno iniziato a cercare in anomalie di altro tipo. Ci sono stati molti altri pionieri prima di me.
R: Vuoi avere un'esperienza di abduction?
R: Non penso. Una ragione è che spesso è spaventoso, ma penso che potrei gestirla. Secondo, la mia attendibilità e il mio ruolo come testimone dei testimoni, dipende sul mio essere pulito in questo punto. Ho visto esempi in cui investigatori che hanno avuto esperienze o hanno riconosciuto le loro esperienze, hanno perso credibilità come investigatori. Sento di avere un ruolo diverso. Non mi permetto di pensare troppo a questo.
Andrew Lawler è il corrispondente da Boston per il magazine Science.
Fonte:
Tradotto da Richard per Altrogiornale.org

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NELL'ESSERE VERSO IL DIVENIRE

di Giuseppe Bufalo
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Tutto passa, tutto va... Nulla è stabile nel lento fluire dell'attimo Eterno. Piccole particelle, atomi permanenti, granelli di sabbia che si rincorrono e si ritrovano nell'Eterna manifestazione del Tutto che ogni cosa ingloba.

Siamo piccoli individui che abitano un piccolo pianeta e viviamo in un meraviglioso universo che è caratterizzato da ordine ed armonia perfetti.
Consapevole di questo, il Viandante sul Sentiero si chiede: "Chi sono io in questa trama distesa sull'ordito dell'esistenza?"
Una Voce da lontano gli risponde: "Chi potrà trovare una risposta oltre te stesso?"
Nessuno; la risposta risiede in lui ed in nessun altro posto.
Egli non appartiene a nessun periodo storico in particolare e nessuna epoca può vantarsi di rivendicarne la sua matrice; l'Anima vive la sua Eterna esistenza noncurante dei luoghi, delle epoche e delle personalità che l'hanno ospitata fornendogli l'abito temporaneo.

Vive il suo Essere dirigendosi verso il suo Divenire e così facendo si arricchisce di nuove esperienze e, ad ogni svolta d'angolo sul Sentiero della Consapevolezza, non sarà mai la stessa.
Alte e basse maree, cadute e risalite, gioie e dolori, amori, passioni e misticismo, ricerca interiore del senso della vita, profonde meditazioni in contatto con gli abissi più profondi dell'essere e con le cime innevate dello Spirito, albe e tramonti...
...e l'Anima sperimenta attraverso il suo sofisticato meccanismo, non sempre pronto ad eseguire pienamente i suoi propositi.
Partecipa coscientemente all'essere e sintonizza la sua andatura in relazione all'ambiente che lo circonda.

Oramai libero da molte catene, il Viandante cavalca il "destriero" domato e parla d'antiche esperienze facendo risuonare, in chi l'ascolta, la Voce del Silenzio che sopita si risveglia.
Ogni essere umano è suo fratello, ogni cultura gli è cara, ogni fede religiosa lo invita alla sua conoscenza e comprensione.
Ma a nulla ed a nessuno egli appartiene e nulla e nessuno vuol possedere.
Come può appartenere ciò che è Eterno?
E cosa potrà mai farsene d'ogni forma Colui che non conosce nascita o morte?
Eppure, nulla volendo e tutto possedendo... Infatti, Tutto vien dato a colui che nulla brama e che di nulla è schiavo.
Vaga e prosegue il Viandante, lasciando piccole particelle di se stesso in coloro che incontra sulla sua via, accogliendone altre in cambio, ampliando l'esperienza consapevole dell'Anima sua.
E continua ad interrogarsi, a studiarsi, a prendere coscienza d'ogni cosa che lo circonda, a viaggiare per conoscere i Luoghi Sacri dentro e fuori se stesso cercando di penetrare la natura intima della propria Anima attraverso pensieri e riflessioni.
Il mondo delle forme e delle apparenze illusorie, un tempo oggetto dei suoi interessi e desideri, non lo coinvolge più.
Un altro Mondo ben più importante inizia a fare capolino nella sua esistenza: il Mondo delle Cause e dei Significati.
Oramai ha appreso l'Arte della Comprensione ed in ogni evento percepisce il lato nascosto ai più, quella parte accessibile solo ai Pochi, nella quale risiede la Verità, quella che rende liberi dalle illusioni.
Egli ora comprende che ogni mutamento nella coscienza è governato dalla Legge esoterica secondo la quale l'Energia segue il pensiero.
Vedrà quindi più chiaramente le situazioni e si renderà conto dei fatti per quello che sono, dissipando le sue vane illusioni; in tal modo la Luce splenderà sempre più radiosa sul suo Sentiero.
A quel punto riconosce che il suo lavoro è duplice: da una parte quello su se stesso per migliorarsi ed eliminare ciò che impedisce l'avanzamento sul Sentiero e dall'altra, aiutare tutti coloro che incontra e che gli chiedono sostegno, nel vivere quotidiano.
A tal proposito ecco una frase del Maestro-Poeta-Scrittore Kahlil Gibran che ha prodotto in chi scrive un espansione di coscienza considerevole:

"Una lacrima per purificare il nostro cuore e per renderci consci dei Segreti e dei Misteri della vita, un sorriso per collegarci al nostro prossimo e un simbolo dello splendore degli Dei. Una lacrima per unirci a coloro il cui cuore è spezzato e un sorriso come segno della nostra gioia del vivere."

Questa è la Via che conduce il Viandante sul Sentiero verso la Porta della Rinascita dell'Uomo Nuovo.
Ma giunto alla Porta egli s'arresta e tace. Varcarla significa abbandonare per sempre ciò che fino a quel momento, per Ere e vite incalcolabili, gli è servito per percorrere il Sentiero.
Il suo servo fedele che in silenzio si fa da parte.
E' l'attimo Eterno e meraviglioso che ripaga abbondantemente tante vite vissute per la ricerca della Verità che rende liberi.

...nell'Essere verso il Divenire...

fonte:Luci dei Maestri

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Un Ufo ha attraversato l’Argentina?

 

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Un forte bagliore luminoso di origine sconosciuta è stato osservato all’alba nel firmamento dagli abitanti di almeno dieci province nelle regioni di Cuyo, Centro, nordest e Litorale argentino. Mentre i testimoni parlano di un forte “riflesso luminoso” di colore bianco o azzurro che avrebbe illuminato la superficie, gli astronomi speculano sulla possibilità che il fenomeno sia derivato dall’entrata nell’atmosfera di una meteorite di enormi dimensioni.

Secondo la radio di Cordoba, Cadena 3, che ha molti ripetitori in diversi punti del paese, nelle ultime ore si sono ricevute diverse informazioni dalle province di Tucumán, Catamarca, Misiones, La Rioja, Mendoza, San Luis, Córdoba, Santa Fe, La Pampa e Buenos Aires. Ricardo, un camionista che si trovava vicino alla località cordobesa di Laguna Larga, ha descritto il fenomeno come “una luce molto intensa che si accendeva e si spegneva” all’improvviso. “È stato molto breve. Si è illuminano tutto, è stato come un flash. Non sapevo cosa pensare e quando ho sentito che lo avevano visto da diverse località mi sono spaventato un po’ ”, ha dichiarato il camionista.

È stato un riflesso azzurro, ho pensato ad uno scontro frontale perché non c’era luce sulla strada, ne veicoli vicini. È successo prima delle 6 del mattino”, ha detto.

Il coordinatore dell’Area di Astronomia del Planetario, Marino Ribas, ha formulato due ipotesi: la vicinanza del pianeta Venere o un meteorite. Riguardo a Venere, ha detto che in questi giorni a partire dalle ore 4:30 “è l’oggetto che brilla di più” in cielo e si può vedere anche Marte come “un punto rosso” visibile ad occhio nudo.

Ma non esclude che possa trattarsi di una meteorite.

Edición Impresa Diario Jornada

Giovedì, 25 Giugno 2009 ore12:05

fonte: Associazione Culturale Giordano Bruno

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L’esercito della Polonia sulle tracce degli UFOs

 

Il Giornale OnlineEcco uno stralcio di intervista al Colonnello Ryszard Grundman, ex capo del Traffico Aereo e dell’Air Force Air Defense Land polacco. Le forze aeree raccolgono e analizzano rapporti dei piloti relativi ad incontri con oggetti volanti non identificati. Nella cartella “unknown” (sconosciuto) sono raccolte decine di segnalazioni. Entro 90. Inestimabili prove sono scomparse dal personale.
Sapete che la maggior parte delle persone che sentono parlare di “dischi volanti” si mette a ridere?
Lo so (risponde il Colonnello). Tuttavia, i piloti militari che hanno visto con i propri occhi degli UFOs ci pensano a lungo prima di ridere. Non dico che c’è stata una riunione di extraterrestri, ma sento che qualcosa è successo a loro, che è difficile spiegare razionalmente. Immagina che durante un volo un pilota avvista un “saucer”, una macchina variabile, con luce lampegginate che incomincia ad eseguire delle manovre, con leggi della fisica sconosciute. E dici? In che modo è rimasta integra la “padella”?
Non so. Ma questi casi si sono realmente verificati?

In questi 80 anni, quando ero responsabile dell’Head of Air Traffic Services Air Force e dell’Air Defense della Polonia, relazioni di oggetti volanti spiegati convenzionalmente arrivavano in maniera frequente. Nel periodo che portava alla fine del mio servizio, che durerà fino al 1992, ne arrivavano almeno varie decine. Tutti inseriti in una speciale cartella con su scritto “on the unexplained”. Assieme al Colonnello George Topolnickim, che era allora il mio immediato superiore, ha cercato di analizzare, ma ha potuto fare poco per via dell’eliminazione dei pochi rapporti dei piloti. Abbiamo riconosciuto, tuttavia, che se non capivamo qualcosa, c’era comunque gente che in 50 anni ancora non aveva le idee chiare per spiegare questi fenomeni. Non riuscivo a chiudere gli occhi su eventi che potevano mettere a repentaglio la sicurezza dei voli. Questo è stato il mio ruolo di servizio.
Nell’Esercito Polacco, nel passato oppure ora, mai nessuno ha raccolto segnalazioni di UFOs?
Sono stato il primo militare, che si è interessato a questo argomento serio. Se hai nelle mani rapporti provenienti da un esperto pilota militare, da un ufficiale e hai dei dubbi per mancanza di competenze per la valutazione delle condizioni meteorologiche, di veicoli atterrati oppure aspetto di aeroplani, non puoi gettare tutto nel cestino. Le istruzioni militari non includono un corso sugli UFOs, a causa della data di introduzione di un documento ufficiale, il quale afferma che l’esistenza di UFOs è riconosciuta non sono dall’Esercito Polacco, ma da parte della Forze Armate di tutto il Patto di Varsavia. Le disposizioni dei militari sono standardizzate su questo accordo. Nessuno, tuttavia, vieta la raccolta di dati sugli strani fenomeni del cielo. L’ho fatto e spero che il mio lavoro continui.
E continuerà?
Purtroppo no. Nessuno dell’Esercito Polacco si occupa di oggetti volanti non identificati. Gli ufologi, a volte, dicono che l’Esercito Polacco occulti le informazioni sugli UFOs. Non ne nasconde, perchè le informazioni non esistono. Dopo la mia partenza, il personale non raccoglie più rapporti sistematici sul tema. Peccato. Gli Eserciti occidentali indagano sugli inusuali fenomeni. Anche i Russi lo fanno.
E cosa è accaduto alla raccolte delle segnalazioni?
Dopo la mia partenza dal personale, le cartelle sono scomparse.
Scomparse?
Scomparse. Non ci sono.
E che fine hanno fatto?
Non lo so. Forse qualcuno ha preso questi rapporti. Nessuno tratta la questione seriamente. Desideravo a continuare a collezionare questo tipo di segnali. Sarebbero disponibili dati che avrebbero coperto un periodo di più di 20 anni. Si potrebbe essere tentati ad analizzarli e cercare di catturare l’emergere della regolarità del comportamento degli UFOs. Ma dal momento che non c’è materiale non si può analizzare nulla.
Quando ha avuto il primo rapporto sugli incontri tra aerei militari e UFO?
Non ricordo la data esatta, ma la maggior parte dei segnali erano relativi ad eventi accaduti l’11 dicembre 1982. Quella notte, numerose stazioni radar, in diverse parti della Polonia, cominiciarono a rilevare numerosi oggetti in movimento, a grande velocità. In totale, sopra al nostro territorio, ne furono individuati 16. Ad aerei da caccia fu dato l’ordine di intercettare gli oggetti, ma una delle macchine fallì nel localizzare i “targets”. Strani oggetti apparvero sulla Germania dell’Est, Cecoslovacchia e nella parte orientale dell’Unione Sovietica. Temevo che avrebbero iniziato ad attaccare la NATO. In questo caso, non c’è stata l’osservazione di un singolo pilota militare, ma un evento che ha coinvolto tutto l’apparato militare ed ha coinvolto centinaia di persone. Tutti non potevano essersi sbagliati. Ed in più non si potevano sbagliare i radar.
Le stazioni radar rivelano spesso questi oggetti?
No. La maggior parte non ha rilevato nulla. Il radar solo un paio di volte ha avuto un quadro completo. Ho anche un rapporto risalente al 1955 del Patto di Varsavia, in cui in corso di una esercitazione che si svolgeva nel Golfo di Gdansk (Varsavia), le stazioni radar rilevarono due oggetti. Si spostavano ad una velocità di 2.300 km/h ed ad una altitudine di circa 20 mila metri. In quel periodo non esistevano aereomobili con quelle prestazioni. Ad un certo punto questo oggetti invertirono la rotta a 90°, da un luogo ad un altro senza raggio di sterzata. Questa manovra, a tale velocità, non può essere fatta. Oggi sono in grado di farlo molti nostri aeromobili. Ma questo caso è accaduto 50 anni fa.
E poi cosa è accaduto a questi oggetti?
Poi sono apparsi in Lituania, poi sono stati avvistati nei pressi di Leopoli e poi sono scomparsi da tutti gli schermi radar delle stazioni. E nessuno ha inviato caccia militari per intercettare gli oggetti. Ma nell’autunno del 1983, per esempio, un oggetto dalla forma di “sigaro” è stato inseguito da due elicotteri e poi da un caccia SU-20.
Cosa accadde allora?
L’unità di Łęczyca rilevò un oggetto che procedeva ad altà velocità, a bassa quota, dalla forma che ricordava un “sigaro”. Al suo inseguimento furono inviati due elicotteri e mandò in allarme l’aeroporto militare di Powidzu. I due elicotteri, tuttavia, non sono stati in gradi di raggiungere l’oggetto a meno di una distanza 30 chilometri. Quando questo oggetto sorvolò l’aeroporto militare di Powidzu, andarono in “blackout” tutti gli equipaggiamenti elettrici e le comunicazioni. L’oggetto brillante, dalla forma di “sigaro” fu visto da dozzine di soldati. L’oggetto venne fino alla città. Dalla base di Krzesiny fu inviato un caccia militare. Ma non fu in grado di rilevarlo, sembrava “scomparso”. La commissione militare indagò sull’incidente e sentì tutti i testimoni. La relazione non contiene nessuna conclusione definitiva. E’ stato accertato che il materiale verrà sottoposto ad ulteriori analisi, con una particolare attenzione ad eventi simili. Comportava, in maniera vigile, segnalazioni di segnalazioni di oggetti strani, non solo quelli avvistati da piloti.
Vale a dire?
Talvolta le pattuglie andavano in perlustrazione, dopo aver ricevuto il segnale che “qualcosa” di strano era atterrato nella foresta o sul prato. Ricordo di un rapporto di un ufficiale del WSW Central Command Posts. Questa relazione, sempre del 1983, annuncia che una pattuglia del WSW era nei pressi di Varsavia, nel Kobyłce, come riferiscono dei civili. Inviata in una foresta, perchè all’interno c’era qualcosa di strano, si poteva vedere un pò di luce. Non so quali erano le intenzioni dei civili, ma la relazione afferma che la pattuglia, dopo poche centinaia di metri nel bosco, nota una forte luce. I soldati avevano l’impressione di un bagliore di fuoco. Una volta avvicinatosi, la pattuglia nota sospeso a circa 10 metri dal terreno, un oggetto a forma di “sigaro”. Era lungo circa 50 metri. I soldati erano sconvolti. Non spararono, non dissero nulla, furono solo in grado di guardare. L’oggetto poi cambiò sfumature di colore, fino ad arrivare al verde, blù e, per ultimo, emise una forte luce pulsante rossa. Poi nel completo silenzio, il “sigaro” salì a grande velocità in alto ed in verticale. La pattuglia andando poi nei pressi dov’era l’oggetto, non trovò nessuna traccia.
Queste relazioni vennero trattate in maniera interessante dall’Esercito?
Spesso. Volli aiutare le autorità come supervisore. Così andai dal Colonnello Topolnickiego. Gli dico che di tanto in tanto, su zone della Polonia avvengono fatti misteriosi e cosa ne pensasse lui di ciò. Egli mi rispose: “aspetta. Ti faccio vedere qualcosa.” Mi spiegò che due piloti, mentre si trovavano nei pressi delle coste del Mar Baltico, per poco non spararono ad un UFO. Sia visivamente che sui radar videre un oggetto che si avvicinava ai piloti da caccia, a meno di 200 metri di distanza. Una volta in prossimità visiva, l’oggetto era di forma allungata, in modo da formare un cilindro, dalla lunghezza di circa sei metri. Era di colore nero, senza nessun contrassegno, motori, fori, senza strisce o numeri. Quando il pilota chiese al comando di terra di utilizzare le sue armi, il misterioso oggetto cominciò una rapida manovra e l’equipaggio lo perse di vista. Scomparso dai radar. E’ stato molto strano. Ricordo ancora i nomi e cognomi dei piloti: Capitano Zbigniew Praszczałek e secondo Marek Jacewicz. E’ difficile in questo caso parlare di illusioni o miraggi.
In ambito di ambiente militare, c’è impazienza di raccontare gli incontri con gli UFOs?
Piuttosto il contrario. Raccontare storie circa incontri con “dischi volanti” può metterli più facilmente in ridicolo coi colleghi e la perdita del prestigio. Molti preferiscono mettere tutto nel dimenticatoio. Anche se numerosi piloti hanno visto gi UFOs, una volta a terra quasi nessuno riferisce di ciò che hanno visto.
Situazioni in cui numerosi aeroplani hanno avuto nei pressi dei “dischi volanti”?
Si. Una volta. Nel 1980, un UFO fu intercettato da sette aeroplani. Fu visto sopra la base militare di Mierzęcicach. Numerosi caccia andarono, uno dietro l’altro, all’incontro visivo. Notano un oggetto pulsante, a forma di “piatto”, dalla luce variabile, con una cupola di colore blu-grigio. Aveva le dimensioni di tre aeromobili. Ruotava e manovrava attorni ai nostri aeroplani, utilizzando manovre sconosciute alle nostre leggi fisiche. Cambiava rapidamente direzione di volo e a livello verticale. I piloti furono scoraggiati, perchè tali manovre non sono possibili con oggetti aventi una massa. Un pilota, vedendo l’oggetto dal suo aereo, scattò qualche foto.
Che ne è stato di quelle immagini?
Le fotografie sono state fatte ad una distanza di 800 metri e si può vedere solo un punto nero e bianco. Tuttavia, il comportamento dei piloti durante l’atterraggio dimostra che l’incontro con tale struttura ha fatto una grande impressione. Tutti i piloti erano molto esperti. Ma una volta atterrati alla base non fecere nessuna menzione dell’incontro col “disco volante”. Solo quando ne feci menzione, incominciarono a parlare di un qualcosa che non avevano mai visto. E’ risultato che le stazioni radar hanno captato l’oggetto, ma i soldati hanno dichiarato che una volta apparso sui radar è poi improvvisamente scomparso, probabilmente commesso da un errore oppure da una avaria all’attrezzatura.
Questo di cui sopra è il riassunto di un articolo, apparso in lingua polacca sul sito . Un articolo molto interessante, che dimostra ancora una volta che gli UFOs sono una realtà incontrovertibile ed un problema per le forze aeree di tutto il mondo. Il Colonnello Pilota Ryszard Grundman è stato pilota di caccia militari, uno dei primi ad aver volato su aerei a reazione polacchi. E’ stato Comandante dell’Aviazione militare di Varsavia e capo dei servizi del traffico aereo militare e dell’apparato di Difesa Aerea del paese. Attualmente è in pensione.
In foto il volto dell’anziano militare che ha rilasciato l’ intervista

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