La scienza conferma la profezia maya

Segnalato da Antonio Urzi Gli scienziati credevano che queste tempeste avvenissero nella corona solare a causa dello scontro di onde associate a eiezioni di plasma. Tuttavia, questa volta sembra avere avuto origine stranamente all’interno dell'astro re, secondo quanto ha affermato il professore Robert Lin, dell'Università della California.
L’avverarsi delle dettagliate predizioni dell’antica cultura maya riguardo al periodo che va dal 1992 al 2012 del nostro calendario solleva un profondo mistero e una domanda inquietante: stiamo realmente vivendo la fine di un'era cosmica e vedremo fra sette anni l'alba di un'altra era molto diversa?
Gli scienziati non sanno cosa sta accadendo al Sole. Il 30 gennaio di quest'anno una sorprendente tempesta solare ha colpito la Terra ed ha raggiunto il suo picco massimo di radiazione solo 15 minuti dopo l'inizio di una serie di esplosioni; nella normalità ciò avviene dopo 2 ore. Secondo Richard Mewaldt, del California Istitute of Technology, è stata la piú violenta degli ultimi 50 anni. Anche la più misteriosa.
Gli astronomi sono rimasti perplessi. Il professore Lin -principale investigatore del satellite Reuven Ramaty High Energy Solar Spectroscopic Imager (RHESSI), ha concluso la sua dichiarazione con una frase molto significativa: “Questo significa che non sappiamo realmente come funziona il Sole”. In poche parole: l'insolito fenomeno del 30 gennaio ha polverizzato i modelli predittivi della nostra scienza.
Sorge un’altra domanda: perchè si sta verificando un'attività così intensa e anomala in questo momento? Il picco massimo di attività della nostra stella -nel suo ciclo principale di 11 anni- si è verificato nel 2000. Nel 2004 i fisici solari osservarono un'assenza totale di macchie, un fatto che preannuncia sempre l'avvicinarsi di un picco minimo di attività.
Questo picco minimo doveva avvenire tra il 2005 e 2006, circa 4 anni prima del nuovo massimo, previsto per l’anno 2010 o 2011, precisamente alla vigilia della data che gli antichi maya hanno identificato come la fine dell’era che corrisponde al “Quinto Sole” e l’inizio di un altro ciclo cosmico chiamato “Sesto Sole”.
I Maya sapevano qualcosa che la nostra scienza attuale ignora? I loro testi sacri potrebbero aiutare gli scienziati, sconcertati dallo strano e inquietante comportamento dell’astro re?
E soprattutto: per quale motivo quell’antica cultura ha prestato così tanta attenzione all’attivitá solare dei nostri giorni in tempi così antichi?
Il calendario maya termina il sabato 23 dicembre 2012, 5.125 anni dopo l’inizio dell’era del “Quinto Sole”.
Secondo le loro profezie, la causa fisica scatenante sarebbe un raggio che il Sole riceverebbe proveniente dal centro della galassia e che emanerebbe un’immensa “fiammata raggiante”, trasmettendo quella radiazione alla Terra e al resto del sistema solare.
Questo evento dovrebbe precedere l’inizio di un nuovo ciclo cosmico. Secondo il loro calcolo, stanno per completarsi 5 cicli di 5.125 anni, completando una serie di 25.625 anni, un periodo che si avvicina molto a quello della “precessione degli equinozi”, conosciuto come “Anno Platonico” o “Grande Anno Egizio” e che corrisponde a un ciclo completo formato dalle 12 ere astrologiche (25.920 anni).
Secondo i Maya, ogni ciclo di 5.125 anni la Terra è stata lo scenario dell’avventura di un’Umanità –“una razza” in questo suo concetto- e si sarebbe concluso con la propria autodistruzione, susseguita da una rigenerazione portata da un successivo ciclo o “ Sole”. All’inizio del quale avviene una sincronizzazione della “respirazione” di tutte le stelle, pianeti ed esseri.
L’11 agosto del 3.113 a.C. i Maya fissarono la nascita del “Quinto Sole” -l’era attuale- che si concluderebbe nel 2012. L’era dell’ Acqua si sarebbe conclusa con il Diluvio, la successiva con un diluvio di fuoco e la nostra, denominata “di Movimento”, si concluderebbe con violenti terremoti, eruzioni vulcaniche e uragani devastanti.
La mitologia delle culture antiche più diverse tramanda la memoria di inondazioni catastrofiche che sono avvenute circa 12.000 anni fa e misteriose piogge di fuoco, oltre 5.000 anni fa, che ricercatori come Maurice Cotterell associano a una grande cometa che avrebbe sfiorato l’atmosfera terrestre. La predizione Maya descrive anche i 20 anni che precedono il primo giorno del “Sesto Sole” piuttosto dettagliatamente. Questo ciclo minore, che loro denominavano Katum, ha già consumato due terzi della sua durata totale.
Ciò rende possibile verificare fino a che punto si sono compiute le loro profezie fino al momento attuale e, di conseguenza, valutare se le loro predizioni esatte meritano credibilità e quindi maggior considerazione.
L’ultimo Katum, che loro hanno denominato “il tempo del non tempo”, sarebbe cominciato nel 1992 del nostro calendario, in seguito ad un eclisse di sole che questa cultura aveva pronosticato l’11 luglio 1991 e che si è compiuto puntualmente. Per i Maya si tratta di un periodo di transizione, caratterizzato da profondi cambiamenti cosmici, tellurici e storici.
È curioso osservare che a settembre del 1994 si sono verificati forti perturbazioni nel magnetismo terrestre, con alterazioni importanti nell’orientamento degli uccelli migratori e dei cetacei insieme al funzionamento dell’aviazione.
Nel 1996, la sonda spaziale Soho scoprì che il Sole non presentava più dei poli magnetici bensì un unico campo omogeneo. Nel 1997 si verificarono violente tempeste magnetiche nel Sole. E nel 1998, la NASA individuò l’emissione di un potente flusso di energia proveniente dal centro della galassia che nessuno ha saputo spiegare.
Un’altra data importante delle profezie Maya è stata l’eclisse totale di Sole dell’11 agosto del 1999, che si verificò anch’essa puntualmente. Secondo il Chilam Balam –un libro sacro Maya- sette anni dopo l’inizio dell’ultimo Katum (1999), inizierebbe un’era di oscurità e le convulsioni della Terra –scosse, uragani, eruzioni vulcaniche – aumenterebbero sensibilmente.
L’ 11 settembre del 1999, solo un mese dopo questa eclisse, una misteriosa esplosione proveniente dallo spazio eclissò per ore la luminosità di alcune stelle. Le radiazioni di onde radio, raggi gamma e raggi X moltiplicarono la loro intensità di 120 volte.
Astronomi come Richard Berendzen e Bob Hjellming, dell’Osservatorio Radioastronomico del Nuovo Messico (USA), classificarono questo fenomeno come un enigma “degno di un’accurata investigazione”.
Il raggio e la fiammata raggiante
Di fronte a questi fatti sorgono alcune domande: quella misteriosa e inspiegabile radiazione del 1999 potrebbe essere il raggio proveniente dal centro della galassia che, secondo i Maya, avrebbe raggiunto il Sole prima del 2012, dando origine allo scatenarsi di fenomeni sismici? E l’altrettanto enigmatica e anomala esplosione solare del 30 gennaio del 2005”, che ha lasciato perplessi e senza risposte gli scienziati, non sembra evocare “la fiammata raggiante” che, secondo i Maya, il Sole emetterebbe dopo aver ricevuto questo “raggio”?
L’eclisse dell’11 agosto del 1999 che precedette la forte radiazione proveniente dallo spazio del 15 settembre del 2005 inauguró un periodo di cataclismi naturali.
Il giorno 7 dello stesso mese si verificò un terremoto del 5,9º (scala Richter) in Grecia, che causò 218 morti; l’8 ci furono inondazioni catastrofiche in Cina, con migliaia di morti; il 17, un terremoto del 7,4 in Turchia, con 15.000 morti; il 20, un terremoto del 7,6º a Taiwan, con 2.000 morti; il 22, una catena di terremoti meno distruttivi, tra il 2º e il 5,2º, in tutto il pianeta; il 30, un terremoto a Oaxaca (Messico), seguito da grandi incendi dovuti a esplosioni di gas, con piú di 100 morti e il 10 ottobre le piogge provocarono oltre 300 morti e 500.000 furono colpiti dal disastro in Messico.
Non si tratta di fare un elenco delle catastrofi, niente di tutto ciò, ma dimostra come alcuni fenomeni molto distruttivi sono avvenuti nei due mesi seguenti all’eclisse di agosto. Se dovessimo includere i conflitti umani esplosi in quei due mesi e altre catastrofi naturali necessiterebbe un sostanzioso volume. Inoltre bisognerebbe aggiungere altri dati riguardo l’aumento spettacolare di sismi, eruzioni vulcaniche e meteoriti violente. Se comparati questi eventi con quelli di periodi antecedenti, troviamo un incremento spettacolare in questo periodo che i Maya hanno denominato “il tempo del non tempo”.
Dopo la potente e anomala radiazione emessa dal Sole il 20 gennaio di questo anno si sono scatenate le eruzioni vulcaniche che già avevano registrato un incremento notevole dopo l’eclisse del 1999. In tutto nel 2004 sono state registrate 31 eruzioni significative.
Soltanto tra gennaio e aprile del 2005, ne sono state rilevate 21. E se aggiungiamo le informazioni sulla nuova attività dei vulcani che hanno registrato eruzioni significative dal 1999, esse sono già 43
Oltre a questa bisogna aggiungere altre conferme alle predizioni Maya.
Secondo queste profezie, a partire dell’eclisse del 1999 sarebbero aumentate le guerre e la distruzione. Il cono di ombra di questa eclisse si è proiettato precisamente sul Medio Oriente, Iraq, Iran, Afghanistan, Pakistan e India, indicando una zona sconvolta dai conflitti più sanguinosi e dalla minaccia permanente di un confronto tra Pakistan e India, entrambi provvisti da arsenale nucleare.
Con l’avvicinarsi del 2012 un’onda di calore farebbe aumentare la temperatura del pianeta dando origine a cambiamenti climatici, geologici e sociali senza precedenti, ad un ritmo incalzante. Siamo nel bel mezzo di questa dinamica. L’accelerato scioglimento dei ghiacciai di tutto il mondo e l’apparizione di zone verdi nell’Antartide è un fatto confermato scientificamente. Hanno predetto inoltre i mutamenti inattesi dell’attività del Sole che gli scienziati stanno costatando.
Le profezie Maya pronosticano la comparsa di una cometa, con un’elevata probabilità di impatto con la Terra. Curiosamente, anche nell’ Apocalisse di San Giovanni si profetizza l’arrivo di questa cometa denominata “Assenzio”, un segno della “Fine dei Tempi”.
Un’altra coincidenza che chiama l’attenzione è che l’11 agosto del 1999, non solo si è verificato l’ultima eclisse totale del millennio, ma è avvenuta anche la formazione di una configurazione astrologica molto rara: la Grande Croce Cosmica, formata dai segni del Toro, Leone, Scorpione e Acquario, per il Sole, la Luna e i tre pianeti (Año/Cero, 102).
Questa croce ci riporta all’ Apocalisse perché evoca i “quattro viventi custodi del Trono”.
Il primo è descritto “somigliante ad un leone”, il secondo “somigliante ad un toro”, il terzo “con sembianze umane” (Acquario, l’acquaiolo) e il quarto somigliante ad un’aquila (Scorpione).
Ci troviamo di fronte ad una simbologia complessa che inquadra perfettamente con le profezie Maya sull’inizio del “Sesto Sole”: una nuova era che, secondo la loro predizione, significa “la fine del tempo della paura” e un’Umanità rinnovata cosmicamente, che costruirà una civiltà superiore all’odierna.
Questa convergenza di aspettative, indipendenti l’una dell’altra, che avvallano le profezie Maya è un’altra realtà da tenere in considerazione.
È inevitabile ricordare maestri come Sri Aurobindo che, insieme alla sua compagna Madre e al suo discepolo Satprem, hanno promosso una trasformazione fisiologica, convinti che in un essere umano superiore debba avvenire “il risveglio” del corpo a livello cellulare e anche negli atomi.
Aurobindo insegnó che “la luce superiore sarebbe discesa ai livelli più inferiori della natura” e avrebbe favorito l’ascensione dell’essere umano a un livello di conoscenza più elevato di quello attuale.
Potrebbe questo cambio essere attivato o favorito da questo grande evento cosmico annunciato dalle profezie Maya? Potrebbe questo salto vibrazionale dell’ universo, trasmesso dall’ Universo al Sole e da quest’ultimo alla terra, alimentare “la grande trasformazione” che, secondo i Maya, raggiungerà il nostro pianeta definitivamente il sabato 23 dicembre del 2012?
In qualunque caso, tutte queste profezie sono molto eloquenti per quanto riguarda il suddetto salto qualitativo nell’evoluzione della coscienza.
Il cambio cosmico crea le condizioni, ma il mutamento interiore può solo essere frutto di una decisione libera e di un lavoro interiore individuale.
In questo tempo finale dell’ultimo Katum del calendario Maya il Cielo ci mette di fronte ad un bivio: autodistruzione o trasformazione. Ci troviamo per tanto in una specie di “ terra di nessuno”: una fase definitiva che non appartiene più alla vecchia era, ma che non appartiene nemmeno all’alba della nuova era che avverrà fra sette anni, quando si aprirà “la porta” cosmica di un tempo rinnovato.
Tuttavia, ci sembra evidente che i fatti corroborano le profezie Maya al punto da prenderle sul serio e studiarle senza pregiudizi alla luce delle nostre conoscenze attuali del mondo. L’evoluzione biologica e psicospirituale risponde ad una programmazione cosmica intelligente?
Questo è senza dubbio il grande mistero che ci si prospetta.
Traduzione da: atinachile.cl
Fonte: 
Scoperto il «T-Rex »dei mari
l predatore era lungo 15 metri, con un cranio lungo 3 metri
«Predator X» è il nome dato al fossile di un mostro marino gigante ritrovato al Polo Nord

(Atlantic/Zoo)
Quarantacinque tonnellate per quindici metri di lunghezza e una fila di denti aguzzi come coltelli: queste sono solo alcune delle caratteristiche del temibile predatore marino ritrovato dai paleontologi nei pressi delle Isole Svalbard, vicino al Polo Nord. Predator X (così è stato soprannominato per ora il rettile marino, del genere Pliosaurus) dominava i mari del Giurassico superiore e in quanto a potenza avrebbe potuto stracciare il T-Rex, dominatore incontrastato delle terre emerse nel Cretaceo.UN MORSO PODEROSO - I ricercatori dell’Università di Oslo, protagonisti dell’eccezionale scoperta, già due anni fa avevano trovato nella stessa zona il fossile di un altro pliosauro, chiamato The Monster. Sono così ritornati sul luogo della fortunata scoperta, confidando che il terreno ghiacciato custodisse nuove sorprese; e infatti dopo due settimane di scavi hanno trovato l’enorme cranio del grande predatore: una testa di tre metri le cui dimensioni denotano una potenza offensiva eccezionale. Secondo i calcoli dei ricercatori i denti affilati del colosso marino potevano stritolare le prede con una forza pari a undici volte quella di un Tyrannosaurus rex e tredici quella di un alligatore (l’animale che attualmente detiene il primato del morso più potente).
VELOCE NELL’ATTACCO - Jørn Hurum, paleontologo a capo della ricerca, durante l’annuncio della scoperta tenutosi ieri a Oslo ha dichiarato: «era il più feroce predatore mai esistito. Si trattava di un carnivoro veramente molto grande. È come un cacciatore col motore turbo». Infatti, anche se questo pliosauro non raggiungeva le dimensioni del ciclopico ittiosauro, erbivoro acquatico di 23 metri, era comunque unico tra i predatori marini. In quanto a dimensioni e a forza può essere paragonato solo ad alcuni squali preistorici. Ma a differenza di questi non possedeva solo un temibile equipaggiamento offensivo, era dotato anche di straordinaria agilità natatoria: sembra infatti che al momento dell’attacco le pinne posteriori aggiungessero una propulsione eccezionale alla spinta già poderosa delle pinne anteriori, rendendo micidiali i suoi assalti. Gli scienziati per capire meglio come si muovesse in acqua hanno ricostruito la nuotata del rettile preistorico utilizzando un simulatore robot.
CERVELLO DA SQUALO - Con uno scanner infine i paleontologi hanno analizzato il cervello dell’animale, che è risultato lungo e assottigliato, molto simile a quello del Grande squalo bianco, attualmente il più grande pesce predatore del pianeta. Un’ulteriore conferma della somiglianza tra il rettile giurassico che è considerato la creatura più pericolosa che abbia mai popolato i nostri oceani e il pescecane.
Valentina Tubino
17 marzo 2009(ultima modifica: 18 marzo 2009)
fonte: Corriere della sera
Il potere della volontà
Che dire?
Incredibile? Però é reale!
Ognuno vi legga dentro un messaggio...
A me fa solo molta tenerezza... sono sempre i nostri fratelli minori.... che dovremmo aiutare ad evolvere...
Mi sono messa a ridere guardando la prima foto... lo farai anche tu. Però scorri più in sotto e potrai condividere questa storia sul Potere della Volontà. Eccola:
Hai pensato che il cane stia imitando il signore...
O stia divertendo i ragazzi del liceo...vero?
Adesso guarda più da vicino....
Hai colto il messaggio ???
Nonostante sia un animale, lui si guadagna il rispetto...
Ed è caldamente benvenuto in ogni luogo...
Ottiene manciate di affetto...
LUI VALE PER QUELLO CHE E'
le porte sono sempre aperte per chi crede in se stesso e nella forza della propria volontà, che fa che un quadrupede cammini su due zampe...!!!
Non ti suggerisco di farla circolare....So che lo farai.
Il Sesto Senso
fonte: Kabbalah
Russia: Alieni i Misticismo in orbita?
di Svetlana Kuzina (Trad. di Cinzia Caiani) Anche Jurij Glazkov ha confermato questo effetto: "Stavamo sorvolando il Brasile e all'improvviso vedo lo stretto nastrino di un'autostrada! E ci passava anche un autobus, che sembrava sull'azzurro." tratto da: Edicolaweb
Gli astronauti odono strane voci, hanno "visioni" e vengono addirittura catapultati in altri mondi. Le rivelazioni della "Komsomolskaia Pravda".
Il lapsus di Gagarin
In poco più di quarant'anni il cosmo è stato visitato da oltre 400 individui di varie nazionalità. Queste persone hanno vissuto molte esperienze. Persino esperienze mistiche. Di solito però preferiscono non parlare di fatti inspiegabili. Gli astronauti non vengono certo incoraggiati a raccontare apertamente questo genere di cose.
Tuttavia corre voce che persino Jurij Gagarin una volta si sarebbe lasciato sfuggire che avrebbe potuto raccontare "qualcosa di molto interessante sul suo volo" se gliela avessero permesso. E il Professor Kiril Butusov è riuscito a sapere qualcosa di "top-secret" dai frammenti che compongono le testimonianze degli astronauti.
La città di Soci si vede persino dallo spazio
Il primo a notare "l'effetto dell'ingrandimento degli oggetti terrestri" fu l'astronauta americano Gordon Cooper che ha raccontato che sorvolando il Tibet riusciva a vedere ad occhio nudo le case e altre costruzioni. Eppure sembrerebbe assolutamente impossibile distinguere oggetti del genere da una distanza di 300 km!
Ma ecco la testimonianza dell'astronauta Vitalij Sevast'janov: "Alla fine oggi ho visto Soci. Ho visto distintamente il porto e la nostra casetta a due piani."
E Georgij Gretchko vide e fotografò sotto le nuvole "un banco di ghiaccio" che galleggiava nel cielo.
"A volte dal cosmo lo sguardo diventa incredibile - ha raccontato Georgij Mikhajlovic - per esempio, stavamo sorvolando la Mongolia e all'improvviso abbiamo visto l'immagine di una persona! La grandezza era pari a cento o duecento chilometri. In lontananza si potevano osservare distintamente la testa, il cappotto, le gambe. lo e Jurij Romanenko, col quale volavo allora, lo abbiamo chiamato 'l'uomo di neve', perché era proprio la neve ad aver creato questo gigante."
Latrati nei cieli
Degli enigmatici suoni nel cosmo ha parlato molto poeticamente l'astronauta Vladislav Volkov (1): "Sotto di noi volava la notte terrestre. E all'improvviso da questa notte è giunto il latrato di un cane. Mi sembrava la voce della nostra Lajka (morta in orbita). E poi ho cominciato a udire distintamente il pianto di un bambino! E certe voci. Non so spiegarmelo. Ma le ho sentite!"
Vjaceslav Meshcherin, leader di una band elettronica, ricorda che, mentre ascoltava un concerto del suo gruppo, Jurij Gagarin avrebbe raccontato che trovandosi in orbita gli risuonava nelle orecchie una musica molto simile. In seguito questa impressione fu confermata anche dal pilota e astronauta Aleksej Leonov.
Una volta mentre ero in orbita mi è successo un fatto strano - ha raccontato Georgij Gretchko - mentre sorvolavamo il terribile Capo Horn, dove in passato si schiantava la maggior parte delle navi, improvvisamente ho avvertito un senso di pericolo. Era come se una tigre stesse per aggredirmi alle spalle. È stata una sensazione davvero spaventosa e ho faticato moltissimo a liberarmene."
Un essere invisibile alle spalle
A volte in orbita si ha "l'impressione di una presenza". A un certo momento, improvvisamente, l'astronauta sente che un essere invisibile lo fissa alle spalle con uno sguardo estremamente opprimente. Poi l'essere invisibile si fa riconoscere, si ode un sussurro.
Il "testo", proveniente da un qualche luogo immerso nelle profondità della coscienza, suona più o meno così: "Sei giunto qui troppo presto e ingiustamente. Credimi, sono un tuo antenato. Figliolo, voi non dovreste essere qui, torna sulla Terra, non infrangere le leggi del Creato."
E spesso per dimostrare la propria "attendibilità" la Voce racconta ancora un piccolo episodio riferito a questo antenato noto soltanto alla famiglia dell'astronauta.
Chi sussurra a centinaia di chilometri dalla Terra?
Queste informazioni le ha fornite un astronauta russo che ha chiesto di non citare il suo cognome - chiarisce Kiril Butuzov. - Ma ha assicurato che questo fenomeno gli è accaduto personalmente. E sa che anche altri hanno udito questo "sussurro". E che hanno persino elaborato un'ipotesi fantastica secondo la quale il "sussurro" proverrebbe da una Mente per noi straordinaria, prodotto di una civiltà di altri pianeti, che si servirebbe dell'ipnosi per scacciare di proposito gli uomini dal cosmo da essa acquisito nella notte dei tempi, "leggendo" dalla loro coscienza e dal loro subconscio fatti noti soltanto a loro allo scopo di rendersi credibile.
E, a questo proposito, avrebbero ulteriormente dedotto che essa conosce i terrestri molto bene e da molto tempo, e che pertanto studia la nostra civiltà restando in qualche modo nascosta. Forse da migliaia di anni.
Trasformati in dinosauri
Il primo ad investigare apertamente questo fenomeno nel 1995 presso l'Istituto Internazionale di antropoecologia cosmica fu l'astronauta - collaudatore Sergej Krichevskij. Risultò che durante il volo più di un astronauta aveva sperimentato sensazioni assolutamente sorprendenti. Come, per esempio, uscire improvvisamente dalla propria normale forma umana e trasformarsi letteralmente in un animale!
E per giunta, entrare in qualche modo in "contatto" con una qualche fonte di informazioni e ricevere da essa avvertimenti relativi a pericolose avarie.
Come se non bastasse gli astronauti in questione avevano continuato a percepirsi nella nuova forma o si trasformavano in una entità ancora più terribile. Per esempio, un collega aveva raccontato a Krichevskij della sua "permanenza" nella forma di un dinosauro!
Sentiva anche di camminare su un qualche pianeta superando burroni e precipizi. L'astronauta aveva descritto le "sue" zampe, le scaglie, le membrane tra le dita, gli artigli enormi. Gli sembrava che sulla pelle della schiena in corrispondenza della colonna vertebrale si sollevassero placche cornee.
Accadeva anche che una persona si trasformasse in un'altra personalità che poteva anche rivelarsi extraterrestre.
Durante il volo molti astronauti tengono giornalmente degli appunti personali, compresi quelli riguardanti visioni enigmatiche, ma rifiutano categoricamente di rendere pubblici questi documenti unici. Temono di essere presi per pazzi.
Il collaudatore-astronauta Sergej Krichevskij la pensa diversamente e crede che sia necessario studiare attentamente gli "stati di sogno fantastici", come propone di chiamare questi fenomeni sottili. Tali studi non solo contribuirebbero ad aumentare la sicurezza dei voli nello spazio, ma potrebbero anche sollevare un velo sui più misteriosi segreti dell'Universo.
Una citazione
L'astronauta Georgij Gretchko: "Sono convinto che nell'Universo esista un'altra intelligenza, e che sia più sviluppata della nostra. Studio seriamente la storia dell'umanità e ne deduco che anche sulla nostra Terra sono sempre esistite civiltà parallele - quella dei celti e dei druidi, degli egizi coi loro sacerdoti. Penso che Qualcuno ci abbia dato !'impulso all'evoluzione, un aiuto artificiale a superare !'intelligenza dello scimpanzé. E in rapporto a noi sarebbe veramente come un Dio, un Dio che ci ha creato davvero a sua immagine e somiglianza."
Curriculum
Kiril Pavlovich Butusov è dottore in fisica e matematica e professore. Ha lavorato al Dipartimento di radioastronomia dell'Osservatorio astronomico centrale di Pulkovo e presso l'Istituto di Ricerca Scientifica di calcolo matematico e processi di automazione dell'Università Statale di San Pietroburgo. Oggi insegna presso la cattedra di fisica dell'Accademia di fisica dell'aviazione civile. È membro dell'Associazione Russa di Fisica e membro dell'Accademia Internazionale delle scienze ecologiche per la sicurezza delle persone e dell'ambiente.
Il commento dello specialista, il Dr. in Scienze Mediche Aleksandr Volkovitch:
«Bisogna studiare a fondo questi fenomeni!
Probabilmente gli astronauti sono soggetti ad allucinazioni. Queste sopraggiungono a causa della permanenza in un ambiente esterno insolito per l'uomo: assenza di gravità, alto livello di radiazioni, presenza di un campo magnetico.
Comunque la fonte delle visioni si trova all'interno dell'uomo. In caso di permanenza prolungata in stato di assenza di gravità improvvisamente dalle profondità del subconscio possono emergere informazioni sotto forma di frammenti delle vite di organismi diversi o di lontani antenati del soggetto. Da qui le visioni di tigri e dinosauri. Questi fenomeni possono essere provocati dalla situazione: il silenzio prolungato è nocivo per l'uomo.
Le prove a cui si sono sottoposti i candidati astronauti nella camera insonorizzata lo hanno dimostrato. Dopo 30 ore di isolamento uno degli esaminandi "vide" un televisore che fluttuava nell'aria e alcuni volti fra gli strumenti del pulpito di comando. Ad un altro sembrò che il cruscotto "si sciogliesse e cadesse gocciolando sul pavimento". Situazioni per gente dai nervi d'acciaio.
Si può anche supporre che questi "sogni" siano innescati da un flusso di radiazioni proveniente dalle profondità della Galassia. Se una navicella capita all'interno del campo di azione di questo "raggio" l'astronauta entra in uno stato di torpore rilassato e il fenomeno si manifesta.»
UNA "SINDROME DI SOLARIS"?
Questo articolo dell'importante organo di stampa russo "Komsomolskaia Pravda" pone Il problema dei fenomeni anomali che hanno avuto per protagonisti in passato i cosmonauti russi in orbita.
Il manifestarsi di apparenti "locuzioni interiori" ovvero di "voci" apparentemente espresse da intelligenze estranee costituisce un dato inquietante che, associato a quello degli avvistamenti di UFO nello spazio (confermati da Belayev, Leonov, Strekalov, Popovich, Kubasov, KovaIionok, Gretchko e altri), suggerisce indubbiamente la possibilità di inquietanti "interferenze aliene".
Naturalmente per gli scettici è facile collegare il tutto a possibili sindromi allucinatorie ovvero a tensioni e stress effetto delle condizioni di confinamento nello spazio per periodi di tempo prolungati. Ma è davvero questa, banalmente collocata al limiti della psichiatria, la giusta chiave di lettura di tali accadimenti? Viene da dubitarne.
Si ricorderà che, nel suo "Solaris", il film di Andrei Tarkovsky che oltre 30 anni fa fu indicato come "la risposta russa a '2001: Odissea nello Spazio' di Kubrick", nell'atmosfera raccolta (caratterizzata da una dimensione quanto mai individuale ed intima) di un veicolo spaziale orbitale l'astronauta protagonista registra fenomeni per così dire simili indotti da una Intelligenza allena del sottostante pianeta Solaris che interagisce variamente con la sua psiche. Tale situazione descritta dagli astronauti russi, questa "Sindrome di Solaris", ha dunque cause endogene o non piuttosto esogene?
Torneremo prossimamente sull'argomento.
Note:
1. N.d.R. Morto nel 1971 durante un rientro dall'orbita insieme a G. Dobrovol'skij e a V. Pazaev.
L'UFO Congress dissipa i dubbi sulla vita extraterrestre
di Michael Salla, Ph.D.
Il Congresso annuale è la conferenza sugli UFO più grande negli Stati Uniti che continua per sette giornate e nottate di presentazioni, film e attività che si concentrano sul fenomeno UFO. Eccellentemente promossa e organizzata da una Board of Directors (
) internazionale, il Congresso si avvale di molti tra i principali investigatori e casi relativi agli UFO e alla vita extraterrestre.
Molte presentazioni mi hanno impressionato per le implicazioni di politica pubblica del materiale presentato. Questa è parte del campo emergente dell' esopolitica che incoraggia attivamenti i ricercatori in ambito UFO a concentrarsi sulle implicazioni delle evidenze relative alla vita extraterrestre. Diversi membri dell'Istituto di Esopolitica delle Hawaii (
) hanno partecipato al Congresso e hanno presentato. Io sono stato invitato a osservare e a presentare per la terza volta dal 2005. Questo mi ha dato ancora la possibilità di vedere un evento che è divenuto un rito di passaggio per quelli che esplorano il fenomeno UFO per la prima volta. La prima presentazione del Congresso è stata di Paola Harris (
) che siedeva tra i direttori sia per l'International UFO Congress che per l'Exopolitics Institute. Ha discusso il ruolo di Hollywood e le sue varie rappresentazioni degli UFO come mezzo di educazione sulla realtà della vita extraterrestre. La sua presentazione ha puntato fermamente ad una politica pubblica segreta per preparare l'umanità a futuri annunci sulla vita extraterrestre.
Molti presentatori hanno offerto documentazione persuasiva ed evidenze filmate di UFO. Questi comprendevano Ed Grimsley (
) che ha mostrato foto nell'infrarosso e filmati di ciò che appaiono UFO in combattimento. Il giornalista Messicano Jaime Maussan (
) ha mostrato flotte di UFO su Mexico City.
Inoltre ha mostrato filmati persuasivi di un contattato Italiano, Antonio Urzi, che possiede alcune delle foto più chiare e immagini filmate di dischi volanti, come mai registrate prima. Haktan Akdogan, altro direttore sia del Congresso che dell'Istituto di Esopolitica, ha mostrato alcuni degli avvistamenti di UFO più significativi (
). Questi venivano da una località del Mar Nero, Kumburgaz, a 20 miglia da Instanbul, nel 2007-2008. Gli avvistamenti di Kumburgaz/Istanbul, hanno mostrato chiaramente un disco volante metallico con quelli che sembravano essere due esseri extraterrestri che osservavano da una apertura.
Per leggere il resto dell'articolo in inglese: 
tratto da Altro Giornale
Le vaccinazioni obbligatorie: sperimentazione senza vergogna!!!
Avevo già affrontato l?argomento “pericolosità dei vaccini” in questo altro post, ma torno a sottoporre alla Vostra attenzione un argomento che a me è molto familiare, leggete leggete…
Breve descrizione della nostra tragedia
Premetto che i tre miei figli, colpiti da reazione da vaccino, sono nati perfettamente sani e che le manifestazioni di una possibile malattia sono comparse solo dopo la prima vaccinazione antipolio Sabin. A Marco, il mio primogenito, sulla cartella clinica fu descritta la sintomatologia che presentò dopo l’antipolio Sabin. I disturbi manifestati (nistagmo oculare, tremori e difetti alla parola) erano stati messi in correlazione al Sabin dal pediatra, mentre altri medici avevano supposto diagnosi diverse quali tumore al cervello o encefalopatia degenerativa, mai confermate da alcun’analisi eseguita sul bambino.
di Giorgio Tremante
Per dimostrare quanto male possono fare le vaccinazioni, usate così indiscriminatamente sulle famiglie d’ogni parte del mondo, penso sia doveroso da parte mia narrare la mia vicenda, precisando però che purtroppo la mia storia non è da considerarsi un caso unico sporadico a se stante, ma è solo la punta di un iceberg che tenta di smascherare quella categoria di “scientismi” che impongono ancora col terrore l’uso delle pratiche vaccinali.
La tragedia che ha colpito la mia famiglia, si è abbattuta su tre dei miei quattro figli.
Morì nel 1971 all’età sei anni.
Col secondo figlio, nato nel 1970, non ci furono problemi. Ma il dramma si ripresentò con la nascita, avvenuta nel 1976, di due gemelli monoovulari. Nonostante la mia ferrea opposizione ad una legge che mi imponeva una assurda e pericolosa obbligatorietà, senza nessun accertamento preventivo, vennero vaccinati e il giorno successivo iniziarono già ad affiorare i primi sintomi di qualche alterazione. Sottoposi le cartelle cliniche dei primi ricoveri subiti dai miei figli a varie Università: negli Stati Uniti, in Inghilterra e perfino in Russia, proprio in quest’ultimo paese s’ipotizzò una malattia su carenze immunitarie che avrebbe confermato la responsabilità specifica delle vaccinazioni.
Nella mia città, Verona, fu posta la diagnosi di “leucodistrofia di tipo metacromatico”, una malattia degenerativa del sistema nervoso, tale diagnosi non fu mai confermata dagli esami anche genetici ai quali ci sottoponemmo. Più tardi Andrea, uno dei due gemelli, si aggravò e venne ricoverato per disidratazione; nonostante la mia raccomandazione di non far uso di farmaci immunosopressori, in quanto il bimbo era un immunodepresso, fu usato del cortisone in vena ed in cinque ore la mia creatura morì. In seguito venni a sapere che lo stesso farmaco era stato somministrato anche al mio primo figlio prima del decesso.
Neppure con l’autopsia riuscimmo ad avere elementi utili per salvare la vita al gemello rimasto, giacché ci fu negata la presenza di un medico legale di parte, per questo tale esame non poteva risultare attendibile alle nostre ricerche. Ad un mese dalla morte di Andrea, anche Alberto, il gemello rimasto, dovette essere ricoverato. Nonostante il parere dei medici fosse quello di lasciarlo morire, fu portato, su nostra richiesta, in rianimazione e interpellato un virologo di Napoli, che in precedenza aveva già esaminato il bambino, questi ci consigliò degli immunostimolanti. Sottoposto a terapia con “interferone”, il bimbo cominciò lentamente a migliorare.
Dopo sei mesi di degenza il bimbo fu portato a casa senza lettera di dimissione. Qualche tempo dopo, richieste le cartelle cliniche, mi accorsi che erano difformi da quelle che fotocopiavo giornalmente durante il ricovero. Per questo presentai un esposto alla magistratura. In conseguenza a tale fatto fu emessa da un Giudice una comunicazione giudiziaria nei confronti del Direttore Sanitario dell’Ospedale in cui era stato ricoverato il bambino, estesa successivamente al primario della Pediatria per “Falso in atto pubblico”. Alla fine questo procedimento è stato archiviato.
Molti altri ricoveri subì Alberto, sia nello stesso Ospedale di Verona che in altre rianimazioni: al Policlinico di Milano, a Merate in provincia di Como, a Melegnano, in provincia di Milano, e per ultimo fu trasferito d’ufficio da Melegnano al Policlinico di Verona. Durante tutti i vari ricoveri il mio compito era quello di far sì che venissero praticate terapie immunostimolanti che ci avevano dato i primi risultati positivi. Queste terapie ci venivano sempre consigliate dal professor Tarro di Napoli, che era stato allievo del Professor Sabin.
Era sempre difficile se non impossibile far praticare questo tipo di terapia ad Alberto, poiché la classe medica compatta aveva sentenziato ormai che mio figlio dovesse morire. Ciò era sostenuto perché non fosse scoperta la responsabilità delle vaccinazioni usate su un soggetto, parzialmente immunodepresso. Nonostante del nostro caso si fosse interessato l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, facendo pressione perché il Ministro della Sanità Renato Altissimo istituisse una Commissione Ministeriale, questa senza mai aver visto Alberto stese una relazione fasulla per nascondere la verità del danno subito dai vaccini.
L’ultimo ricovero Alberto lo dovette subire al Policlinico di Verona dove, secondo il parere dei sanitari, mio figlio doveva morire a breve tempo. Cercai disperatamente di portarmi a casa il mio bambino, visto quale era il loro modo di pensare perché l’unica soluzione del problema per loro era l’epilogo nefasto di tutta la nostra vicenda. In quel frangente, perché non riuscissi nell’intento di far sopravvivere la mia creatura, addirittura mi fecero togliere la “patria potestà” dal Giudice dei minori di Venezia, al quale mi rivolsi subito per fargli capire che stava commettendo un macroscopico errore.
Riuscii a convincerlo e a farmi reintegrare nella potestà parentale, iniziando così fin dall’ormai lontano 1984 a gestirmi mio figlio a domicilio, creandomi una “sala di rianimazione” dove in precedenza era sistemata la nostra stanza matrimoniale. Durante tutti i ricoveri mia moglie Franca ha sempre seguito Alberto, rimanendo con lui giorno e notte, al fine di proteggerlo da ogni sopruso che la classe medica cercava di porre in atto.
Molti altri soprusi dovemmo subire da parte della Sanità, anche quando Alberto non aveva più messo piede in un ospedale, polemiche di ogni tipo da parte delle Istituzioni sanitarie perché non si voleva ammettere che le vaccinazioni erano state la causa della sua malattia e della morte dei suoi fratelli.
Finalmente, nel 1995, facendo ricorso alla legge 210 del 1992, vidi riconosciuto dallo Stato il “nesso di causalità” del danno patito sottoponendo i nostri figli alle vaccinazioni d’obbligo.
Durante tutti questi anni mi adoperai per fondare associazioni in Italia per aggregare persone come me che avessero patito danni dalle pratiche vaccinali;
inoltre cercai di far passare una legge, che avevamo messo a punto con dei Parlamentari, per togliere l’obbligatorietà di queste pratiche; ma questo traguardo in Italia non è stato raggiunto, poiché, secondo me, la politica sanitaria che viene attuata è rimasta succube ancora del potere delle Multinazionali dei Farmaci. Tutto ciò sta dimostrando che, anche in questo settore, una certa pseudoscienza, con la prepotenza del suo scientismo, privo d’ogni scrupolo, calpesta continuamente, con azioni il più delle volte illecite, ogni diritto umano e civile. Essa impone il suo potere basato essenzialmente su interessi speculativi che fondano il loro progredire non su un’aperta e corretta informazione, ma piuttosto su una voluta e completa disinformazione fino ad arrivare anche all’occultismo di certe realtà e spaccia per prevenzione queste pratiche di profilassi che tutto possono, tranne che prevenire alcunché.
La nostra amara esperienza l’ho voluta descrivere in modo esteso pubblicando un libro dal titolo: “Maggiorenne e vaccinato o... diritto alla vita?”
Giorgio Tremante (Sito Web:
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