L'ex sargente maggiore Robert Dean racconta alla stampa spagnola cosa la NASA trovò sulla Luna.
Nonno Dean la sa lunga. Lunga vita a nonno Dean!
da filodv31
L'ex sargente maggiore Robert Dean racconta alla stampa spagnola cosa la NASA trovò sulla Luna.
Nonno Dean la sa lunga. Lunga vita a nonno Dean!
da filodv31
L'Italia brucia, ma non è l'unico stato ove si sono sviluppati terrificanti incendi. Anche la Francia (ivi compresa la Corsica), la Spagna, la Turchia, la Grecia ed il Portogallo hanno subìto roghi devastanti e difficili da estinguere. Un particolare ringraziamento va al nostro amico Arturo, per la ricerca bibliografica.
I media di regime, come sempre, non ci svelano le reali cause degli incendi che, in modo incredibilmente sincronizzato, sono divampati anche quest'anno in varie aree d'Europa. Come sempre, si addossa la responsabilità ai soliti fantomatici piromani. Quasi fa sorridere la dichiarazione secondo cui è stata ritrovata intatta una scatola di fiammiferi, che sarebbe servita da miccia, in una zona laddove è visibilmente tutto cenere e devastazione. Intanto in Francia alcuni militari sono stati visti appiccare il fuoco con alcuni razzi di segnalazione. L'identità dei responsabili è a tutt'oggi ignota. Anche in Italia, nel 2007, furono avvistati elicotteri lanciare razzi sui terreni sottostanti.
L'agronoma californiana Rosalind Peterson notava che gli incendi di questi ultimi anni sono impossibili da spegnere, poiché le piante sono cosparse di biossido di zolfo che viene diffuso con gli aerei. Sì, quelle scie in cielo non sono condensa, ma una mistura micidiale di elementi chimici e metalli come il trimetilalluminio, il bario, il biossido di zolfo, il titanio e, casualmente, sono elementi e composti dannatamente infiammabili. Che cosa avviene allora se le temperature aumentano sensibilmente (grazie anche alle emissioni elettromagnetiche) e se, magari, qualcuno e con metodi da commando, appicca il fuoco alle sterpaglie ed ai boschi? Vale la pena ricordare episodi precedenti.
Anche in quella occasione, stranamente, le immagini satellitari non furono più disponibili nei giorni successivi alla pubblicazione di un nostro articolo dedicato alla questione. Quest'anno i gestori del "MODIS Rapid Response System" (mappe satellitari ad alta risoluzione fornite da due satelliti gestiti dalla N.A.S.A.) hanno pensato bene di non correre i rischi del 2007, così hanno reso irraggiungibili i server per alcune ore, giusto il tempo necessario per rimuovere e sostituire le satellitari scomode.
Le cause di questi incendi risiedono in due fattori principali:
a) le irrorazioni aeree (a bassa ed alta quota) di prodotti infiammabili
b) le emissioni di microonde
Una volta create le condizioni idonee, intervengono squadre addestrate per scatenare l'inferno.
Intanto il programma di legittimazione delle irrorazioni prosegue, grazie anche alla provvidenziale spinta mediatica fornita dal burattino, presidente degli Stati Uniti, Barak Obama: egli ha recentemente affermato che la geoingegneria è l'unico mezzo per contrastare (sic) il "riscaldamento globale". Sulla Rete, in televisione, sulle riviste e sui quotidiani troviamo quindi articoli come questo.
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Pumping sulfur dioxide into the stratosphere to block the sun, brightening clouds with reflective sea salt, or fertilizing the oceans with iron are just some of the way-out schemes some scientists have proposed to fight global warming if all else fails.
This week, the American Meteorological Society issued a final version of its policy statement on geoengineering Earth’s climate system. The organization warns against the potential risks but also endorses research into the feasibility of such efforts, along with their ethical, social and political implications.
“Geoengineering will not substitute for either aggressive mitigation or proactive adaptation, but it could contribute to a comprehensive risk management strategy to slow climate change and alleviate some of its negative impacts,” the statement says.
President Barack Obama’s science advisor, physicist John Holdren, has previously said, “We have to keep geoengineering on the table...because we might get desperate enough to use it.”
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Sì, avete letto bene. Si ammette tranquillamente che è necessario diffondere, con gli aerei, "sulfur dioxide", ovvero biossido di zolfo. Stupisce il fatto che si voglia ignorare l'elevato potere da "effetto atmosfera" del biossido di zolfo, decine di volte superiore al CO2. In pratica si disperdono (sì, "si disperdono" già da anni e non "si vorrebbero disperdere") biossido di zolfo[1] ed esafluoruro di zolfo[2] con la motivazione ufficiale di limitare l'effetto atmosfera, quando tale composto sortisce l'effetto contrario.
Osservate il cielo: è di un azzurro pallido, molto vicino al bianco? La luce è accecante? Il sole appare circondato da un alone opaco? Non c'è una sola nuvola? Dove sono i cumuli? Fa un caldo insopportabile e l'aria è irrespirabile? Di sera avete a volte avvertito l'inconfondibile odore della capocchia di un cerino? E' lo zolfo e badate bene che questo viene diffuso in atmosfera da anni! Il motivo? Fornire credibilità e forza alla teoria dell'effetto serra da CO2, in modo tale da promuovere l'introduzione di nuovi balzelli su chi "inquina", producendo CO2 ed indurre i politici e gli scenziati riottosi (pochi, in verità) ad adottare tecniche di geoingegneria per contrastare gli effetti indotti proprio dalla geoingegneria. E' folle? No. Dietro a questo paravento gira un fiume di denaro e si nasconde una molteplicità di interessi, sia militari sia civili. In tal modo, si potranno nel contempo legittimare le irrorazioni e si potrà disperdere praticamente di tutto in atmosfera, senza dover fornire alcuna spiegazione.
Sì, perché le persone cominciano a vedere e chiedono spiegazioni e ciò è un ostacolo rispetto ai piani, perciò, nei paesi dove esiste maggiore informazione sulle scie chimiche, gli avvelenatori sono costretti a dissimulare e questo inficia la piena efficienza del progetto. Su Francia, Italia, Grecia, Spagna, infatti, stanno concentrando le operazioni nelle ore notturne. Le satellitari mostrano fitte nebbie composte da particelle autolevitanti,[3] create ad hoc con scie chimiche di tipo non persistente (scie quindi non visibili da satellite), nebbie che si diradano durante la giornata, per poi caricarsi elettricamente con i raggi solari. Da qui la quasi totale assenza di voli diurni, non necessari con l'alta pressione, anche se questa "evoluzione" nelle tecniche di avvelenamento della biosfera risulta sempre un compromesso che ridimensiona il conseguimento di alcuni obiettivi.
Sulla Francia del Nord Ovest, la mattina del 26 luglio, la situazione appare differente, a causa di una perturbazione atlantica in arrivo durante la notte. Ecco quindi che sono state, di prima mattina, stese scie chimiche di tipo persistente a mo' di barriera per bloccare il fronte nuvoloso. Pare che ci siano riusciti.
Il nostro problema, ora, consiste nel fatto che qualcuno vuole un pretesto per attuare indisturbati ed alla luce del sole progetti di bioingegneria e bio-nanotecnologia, sulle nuove armi (al plasma e non solo), sulla disgregazione e ricomposizione molecolare (vedi bang sonici), sulle comunicazioni militari basate sulla luce laser etc.
Le operazioni di aerosol nel mondo sono rimaste sino ad ora un segreto proprio perché a condividerne interessi e scopi sono in molti. Sul carro dei militari sono salite le aziende O.G.M., le aziende farmaceutiche, i centri universitari, i governi etc. Gli interessi e gli scopi raggiungibili sono dunque innnumerevoli. Escludiamo categoricamente l'opzione "per il vostro bene" e prediligiamo l'opzione "sfoltimento della popolazione ed indebolimento psicofisico della rimanente". L'aumento vertiginoso di patologie legate ai metalli pesanti (Alzheimer, S.L.A., Parkinson, linfomi) è l'effetto voluto ed in questo modo si ottengono due risultati:
a) aumento del fatturato per le aziende farmaceutiche
b) sfoltimento della popolazione, lento, ma inesorabile.
La geoingegneria diventerà il cavallo di Troia ideale e non è lontano il giorno in cui verrà imposto un nuovo balzello per finanziare quelle stesse operazioni che, per ora, restano ancora clandestine e che sono definite nel mondo "chemtrails". In definitiva pagheremo per venire avvelenati ed un giorno, forse, dovremo invidiare coloro che non sono sopravvissuti.
"Vi sarà un giorno in cui l'uomo bianco non avrà altro cibo che le sue banconote".
Capo tribù HOPI
[1] Biossido di zolfo (SO2)
Il biossido di zolfo, o anidride solforosa (SO2), è un gas dall’odore pungente, la cui presenza in atmosfera deriva dalla combustione di prodotti organici di origine fossile contenenti zolfo, quali carbone, petrolio e derivati.
In natura l’anidride solforosa viene immessa in atmosfera al seguito delle eruzioni vulcaniche, mentre le principali sorgenti antropiche sono costituite dagli impianti per il riscaldamento e la produzione di energia alimentati a gasolio, carbone e oli combustibili. Il traffico contribuisce alle emissioni complessive di biossido di zolfo solo in minima parte.
L’esposizione a SO2 - che peraltro è un inquinante caratterizzato da una soglia di percezione molto bassa - provoca nell’uomo irritazione e lesione al tratto superiore dell’apparato respiratorio e aumenta la predisposizione a episodi infettivi acuti e cronici (tracheiti, bronchiti, ecc.). I danni alla vegetazione (maculatura fogliare e arresto della crescita) e ai materiali (corrosione) sono dovuti essenzialmente alla partecipazione di questo inquinante nella formazione delle cosiddette “piogge acide”.
[2] Esafluoruro di zolfo (SF6)
L’esafluoruro di zolfo è un gas che possiede caratteristiche dielettriche notevoli, perciò è largamente impiegato nei sistemi radar militari (es. AWACs) come medium per la propagazione delle onde.
Attualmente gli standard militari usano esafluoruro di zolfo puro, e nessuna alternativa viene proposta. L'esafluoruro di zolfo cattura efficacemente la radiazione infrarossa, e vista la sua relativa inerzia chimica, non viene rimosso velocemente dall'atmosfera terrestre. Queste proprietà lo rendono un potente gas serra.
Diversi esperimenti fanno largo uso di SF6 come gas tracciante per lo studio delle peculiarità chimico-fisiche delle nubi. Uno di questi è “Studio dell'elemento tracciante nello scambio verticale dei cumulonembi”.
[3] Da un documento del C.F.R.:
"So far, launching reflective materials into the upper stratosphere seems to be the easiest and most cost-effective option. This could be accomplished by using high-flying AIRCRAFT, naval guns, or giant balloons. The appropriate materials could include SULFATE AEROSOLS (which would be created by releasing sulfur dioxide gas), ALUMINUM OXIDE DUST, or even SELF-LEVITATING and SELF-ORIENTING designer particles engineered to migrate to the Polar Regions and remain in place for LONG PERIODS".
Intervista pubblicata su "Area 51" n° 19 - Aprile 2007
Intervista esclusiva a Maurizio Cavallo: «Il tempo non esiste e una grossa parte dell'intervento alieno nella storia dell'umanità, è stata condizionata da noi stessi nel futuro... che torniamo nel passato»
Paola Harris e Lavinia Pallotta hanno incontrato Maurizio Cavallo, un caso di contatto fra i più interessanti e controversi. La lunga intervista è stata realizzata nell'abitazione di Cavallo, a Vercelli il 16 e 17 Febbraio 2007. P.H.: Io conosco questo concetto in inglese. Non ci crederai, ma queste erano le parole del figlio di Michael Wolf. Tu sei simile a Wolf. Mio Dio! Diceva: "il senso della vita è solo la vita stessa".
Maurizio Cavallo: «Quando si modificherà la conoscenza degli esseri umani ci sarà soltanto una scelta: la follia o la luce accecante da una visione completamente nuova, perché noi non conosciamo ancora nulla e tutto quello che crediamo di conoscere è falso. Scrivilo pure.»
Paola Harris: È difficile camminare in questo spazio!
M.C.: «Non esiste nel cosmo una forza più distruttiva della proiezione del nostro alter ego. Noi siamo i creatori e al contempo i distruttori. Siamo noi che abbiamo creato questo mondo».
P.H.: Con la nostra energia? Con la nostra mente?
M.C.: «Noi abbiamo creato le cose che vediamo ogni giorno, che tocchiamo, che crediamo essere lì. È una visione completamente nuova. Forse, invece, l'uomo intuisce queste cose. Un tempo, nell'antichità l'uomo intuiva molto, almeno di queste cose. Sapeva di essere legato, di essere tessuto in maniera determinante all'universo che stava vivendo e continuava a vedere la creazione come un aspetto magico, una proiezione magica. Quest'uomo lo ha perso, ha perduto la realtà magica e quindi non conosce più né il mondo, né l'universo, e neanche se stesso».
P.H.: Non posso parlare per gli altri, ma sin da piccola sentivo che questa non era la mia casa... quando guardo la televisione, ascolto le notizie e osservo ciò che accade intorno a me, non mi ci riconosco, mi sento un'estranea! Non posso immaginare quello che sta succedendo intorno a noi. Sono consapevole che lo abbiamo creato noi e che siamo malati di testa!
M.C.: «L'umanità ha subito uno shock, un trauma fortissimo, l'umanità si è allontanata dalla magia divina della creazione ed è precipitata nella consapevolezza illusoria, ha perduto il senso della vita e cerca di darle un senso. Può sembrare un concetto banale, ma non è così. Il senso della vita è molto semplice: la vita basta a se stessa».
M.C.: «E non c'è altro senso».
P.H.: Cosa ha provocato il nostro distacco dalla creazione, a differenza di eventuali civiltà aliene che non se ne sono distaccate?
M.C.: «A noi è capitata l'umanità terrestre. È avvenuto in un impeto di presunzione e di orgoglio quello che poi, egoisticamente...».
P.H.: ... la caduta?
M.C.: «L'umanità, allora, si era creduta all'altezza, la migliore umanità, quella perfetta, ma così non era. Orgoglio e presunzione non le hanno permesso di continuare a guardare la luce dalla quale era scaturita perché siamo tutti figli dello stesso... La vita sulla Terra è stata importata, noi siamo usati, siamo stati manipolati. La manipolazione aliena non è un meccanismo degli ultimi tempi. Noi siamo i figli dei Creatori».
P.H.: Noi siamo alieni.
MC.: «Noi siamo già alieni, siamo impastati. Quello che sta succedendo è solo la continuazione del programma e, durante questo processo, l'umanità si è inorgoglita, ha pensato di poter fare a meno della luce di quella che, religiosamente, si chiama Verità. Se sarà possibile, amplierò la questione nel secondo libro. Ora ho solo accennato a questo disastro, apocalisse cosmica. Il Sole di allora, che era Giove, venne scalzato, nacque un nuovo Sistema Solare, sorse un sole nuovo che gli egiziani chiameranno Ra, il Sole che Vive. Quindi c'è stata una distruzione apocalittica.
Quell'umanità, a causa di queste durissime prove, perse la memoria e la coscienza e rinacque con brandelli di sapere atavico che oggi sono percepiti soltanto nel sogno. Da questo sono scaturiti le religioni, i miti e le leggende, da questo sapere antico che l'umanità non possiede più. Questa è la perdita di... quella Grazia Divina nella quale l'uomo viveva quando usava completamente i due emisferi cerebrali, il sinistro e il destro. A grandi linee è stata una ribellione».
P.H.: Nella cultura occidentale prevale il pensiero scientifico cartesiano logico. C'è l'annullamento dell'emisfero destro. Tra i nativi americani c'è tutta un'altra cultura, loro usano il lato destro dove si trova la verità.
M.C.: «Infatti, i nativi americani hanno continuato a recuperare perché anche loro, come gli Incas, i Maya, i Toltechi, hanno continuato a recuperare attraverso quella che era la tradizione orale, hanno continuato a recuperare il sogno dei propri avi. Quindi, pur vivendo in questa dimensione, non l'hanno mai reputata reale. Loro sono ancora un popolo magico. Noi abbiamo paura della magia perché, quando ne parliamo, parliamo di qualcosa di negativo».
P.H.: È tutta colpa della Chiesa.
M.C.: «È colpa della perdita di memoria ancestrale perché, vedi, quanto hai detto è esatto. A me risulta, però, che il problema non derivi dall'eliminazione della parte destra. Essa è stata, in realtà, inibita dai Creatori stessi che hanno interrotto la trasmissibilità di questa capacità a livello di DNA. Noi non potremmo in nessun caso usare la parte destra».
P.H.: Ma chi l'ha fatto?
M.C.: «I Creatori, gli Alieni».
P.H.: L'hanno fatto?
M.C.: «Sì, perché eravamo diventati troppo pericolosi a causa di quell'atto di orgoglio. Avevamo la conoscenza ma non avevamo la saggezza. L'uomo era diventato pericoloso quindi è un'interruzione voluta. È banale, ma è come se tu affidassi un fucile carico ad un bambino. Se sei saggio non lo farai e toglierai il fucile dalla portata del bambino. Loro hanno tolto, hanno inibito questo segmento di DNA. Anche la scienza dice che il nostro DNA è carente; manca qualcosa e sono stati Loro a disattivarlo».
P.H.: A tutti?
M.C.: «Di massima, l'hanno disattivato all'umanità in tempo. Infatti, se ci venisse data la Verità, se potessimo guardare oltre l'illusione, impazziremmo perché la Verità è un fuoco che brucia. Questo tu lo sai, i Nativi americani lo sanno. Ecco perché il processo di allargamento della coscienza è individuale e non può essere collettivo. È come se fossimo sottoposti ad una ennesima prova. Se riusciamo, attraverso la volontà ad arrivare ad un certo punto... adesso molti saranno i cambiamenti che stanno per giungere e tra non molto sarà di nuovo attivato il completo funzionamento del nostro DNA perché il codice genetico si dovrà mutare per poter sopravvivere in una dimensione nuova».
P.H.: Non mi piace tirare giudizi, ma l'umanità ha problemi adesso.
M.C.: «Neanche a me piace, infatti, non mi sento né prescelto né superiore agli altri, però mi sento diverso, migliore o peggiore non lo so, ma mi sento in ogni caso diverso e desideroso di conservare questa mia differenza, questa diversità. Qualcuno mi reputa folle, può anche darsi che lo sia, ma amo questa follia perché ho iniziato a comprendere... a cambiare la mia esistenza, tornare indietro nel tempo anche se non ho mai vissuto, come dicevi tu poc'anzi, amalgamandomi col mondo, nemmeno da bambino. Mi sentivo un pesce fuor d'acqua, mi sentivo in un mondo... sin da bambino non capivo la logica degli adulti, non comprendevo i loro discorsi; vedevo gli adulti che si scannavano per risolvere un problema che per me, nella mia mente di bambino, era già risolto. È stata una crescita molto lenta, a fasi alterne, sempre dolorosa perché anche da bambino mi estraniavo dai coetanei e non mi sentivo bene, non stavo bene con gli altri, quindi questa differenza c'è sempre stata, fin dall'inizio. Poi è diventata una differenza cosciente. Ho preso coscienza del perché di tante cose, del perché rifiutassi l'educazione scolastica, del perché quando mi si diceva che gli egiziani avevano costruito le piramidi io, istintivamente, sapessi che non era vero. Non avevo risposte, non potevo fornire una risposta alternativa e contraddire quegli assurdi precetti, ma sapevo che erano falsi».
P.H.: Sei stato educato con una fede?
M.C.: «Sì. I miei genitori erano cattolici e mi mandavano all'oratorio. Ho fatto il Battesimo perché mi hanno battezzato senza chiedermelo. Ho fatto la Comunione ma, quando è arrivato il momento di fare la Cresima, ho rifiutato, anche se non sapevo bene perché. Poi mi sono sposato senza Cresima, il sacerdote non voleva sposarmi, voleva procedere prima alla Cresima e io dissi: "Allora non mi sposo" e mi ha sposato senza Cresima. Mi sono sposato senza avere questo sacramento. C'era già una diversità. Era, comunque una diversità non compresa, era larvale, latente. Poi, piano piano, dopo l'81 c'è stata una presa di coscienza. C'è stata la prima volta che mi sono guardato allo specchio, dopo l'81, e non ho più visto il mio volto, non mi sono riconosciuto... comunque non lo dico con spirito di compassione nei miei confronti perché, ripeto, oggi rifarei tutto ciò che ho vissuto. Ieri ho dubitato di queste entità, continuavo a metterle in discussione, forse questo mi ha salvato dalla follia. Cercavo di arrampicarmi, di aggrapparmi a qualche cosa di solido perché Loro sono entrati nella mia vita polverizzando tutto ciò che sembrava, che io credevo fosse, reale. Mi hanno tolto la terra da sotto i piedi, mi hanno denudato, spogliato, scorticato e li ho odiati e, mentre li odiavo, senza saperlo cominciavo ad amarli. Non è un problema per me anche se... tu hai detto una cosa giusta: "Le fotografie avranno senso", sì un senso forse, ma non per tutti».
P.H: Io ho visto sul sito le astronavi di luce e qualcosa mi hanno comunicato... l'impatto è stato qualcosa di grandioso... insomma, ci sono rimasta di sasso.
M.C.: «Questo è il motivo per cui mi hanno fatto fotografare e continuano a farmi fotografare. Io la prima foto la chiesi per me stesso. In un secondo contatto, quando mi prelevarono per la seconda volta, io avevo bisogno di una qualche prova materiale, altrimenti sarei impazzito perché, quando tornavo a casa, quando mi lasciavano, io non credevo più a nulla. Mi stava sfuggendo di mano la realtà quotidiana che avevo avuto fino al giorno prima. Quest'altra realtà non riuscivo ancora a comprenderla e mi sono trovato senza supporti. Ho tentato di parlare con delle persone, ho tentato di raccontare perché avevo bisogno di sfogarmi, di cercare aiuto, avevo bisogno di aiuto. E ho visto sguardi di sufficienza; qualcuno mi guardava e diceva: "Questo qui è malato"! Ciò ti porta a nasconderti, a tacere e questo mi faceva ancora più male. Quindi ho chiesto a Loro di poter portare a casa qualcosa che, anche a distanza di giorni dall'accaduto, potesse dire al mio cervello: "Non stai impazzendo perché qui c'è una foto che testimonia che non è stato tutto un sogno ". Ho fatto una foto e l'ho portata a casa. Se avessi visto che la foto era nera e che non era venuto fuori nulla dallo sviluppo avrei capito che la mia follia era ormai galoppante. Per questo ho chiesto loro di poterli fotografare e mi hanno fatto fotografare nella base in cui sono stato portato».
P.H.: Nel Mar Tirreno?
M.C.: «No, tu devi leggere il mio libro».
P.H.: Non ho potuto ancora leggerlo, mi dispiace.
M.C.: «Quando mi hanno prelevato la prima volta, quando mi hanno rapito, mi hanno portato in una base nel sottosuolo amazzonico. Una base sotterranea che hanno in Amazzonia. La seconda volta, ho avuto il coraggio, pur tremante, di chiedere di fare una fotografia e loro mi hanno risposto di sì (anche se con Loro parlare era superfluo, visto che erano in grado di leggere direttamente nella mia coscienza; non avevo neanche il tempo di formulare un pensiero che Loro già sapevano cosa avrei detto). La comunicazione era immediata».
P.H.: Bello.
M.C.: «Non si può parlare neanche di telepatia, è quasi una connessione simultanea. La loro mente era nella mia e probabilmente il mio cervello era tutto in balia del loro potere. Quindi questa trasmissione è immediata, nel momento in cui sto riflettendo e dico: "Adesso chiedo... adesso chiedo... " mi hanno risposto di sì immediatamente. Ho sentito il sì, non so se riesco a spiegarmi».
P.H.: Posso interromperti un momento? Tu oggi sei molto diverso da ieri. Oggi sei arrivato subito al sodo della tua esperienza; in una maniera così bella e incisiva, netta... cercherò di fare un buon lavoro.
M.C.: «Stai tranquilla, la parola è comunque energia. Stai tranquilla».
P.H.: Sono molto emozionata ed è importante che io sia fedele alla tua esposizione. È importante che il messaggio arrivi integro a quelle persone che ne hanno bisogno.
M.C.: «Sai perché hai percepito la mia diversità oggi? Perché io sono più in sintonia».
P.H.: Sto pensando a chi c'è dentro di te. Ieri eri così diverso.
M.C.: «Se vuoi continuiamo, dal momento in cui chiesi di fare le foto, per mio bisogno personale. E mi venne dato il permesso. Dopo aver scattato le foto ero contentissimo perché il mio pensiero era: "Adesso si che quando... "ed era un pensiero istantaneo. Capita a tutti di pensare un discorso intero in pochi istanti e io sapevo già che quelle foto ora avrei potuto mostrarle ad altri e quindi farmi credere. Mi sarebbero state d'aiuto per convincere altri che stavo vivendo un'esperienza reale... ma, subito dopo aver fatto questi scatti mi fu comunicato, sempre in maniera istantanea, che dovevo tenere le fotografie per 10 anni senza farle vedere a nessuno e, quando mi capitava - e mi è capitato diverse volte - di discutere con delle persone, parlare con delle persone, sentire lo scetticismo, sto parlando di 20... dall'81 quanto tempo è passato? Sono un po' di anni... Allora c'era più scetticismo. Oggi sembra che l'umanità si sia aperta un po' di più... Allora, quando mi trovavo in mezzo a questi contrasti il mio pensiero era: "Ora vado di là, prendo le foto e... ", ma poi mi costringevo a non farlo. Ho obbedito per 10 anni, quindi il rapporto che ho con le foto non è mai stato improntato alla necessità di usarle come testimonianza della mia esperienza. Mi importava di più raccontare, lasciare che poi le persone analizzassero le mie parole e che qualcosa, in quelle parole giungesse alla coscienza dell'individuo. Bastava che ci credesse oppure no. Quello che ho vissuto e che sto vivendo non me lo può togliere nessuno, quindi le foto per me non rappresentano una testimonianza, un avallo alla mia esperienza».
P.H.: Gli ufologi non perdonano ai testimoni il fatto che essi si trovino a vivere esperienze che loro inseguono...
M.C.: «Il mio cruccio, ultimamente, da un pò di tempo è anche il cruccio da parte... quasi aborro le persone che si creano dei contatti attraverso i canali».
P.H.: II channeling.
M.C.: «Perché, in realtà, anche se è vero che tutti siamo canalizzatori, che tutti possiamo percepire, ricevere, è altrettanto vero che il nostro cervello elabora questi dati, li trasforma e li inquina. Oggi abbiamo una grande mole di materiale e di concetti espressi anche in molti dubbi... un oceano di confusione creata anche da tutto il gran parlare che si fa di Grigi, Rettiliani etc... non c'è da aver timore, non c'è da aver paura. Non c'è da scegliere se ci sono i buoni o cattivi. È molto semplice. Noi siamo comunque proprietà di esseri che giungono da altrove».
P.H.: Mio Dio, che parole! Non ha un significato troppo negativo? Invece che "di proprietà" possiamo dire che "siamo imparentati con ..."?
M.C.: «Noi siamo loro proprietà e lo abbiamo sempre saputo, solo che il nostro orgoglio, l'orgoglio dell'individuo e della razza umana è così grande da sottovalutare questa verità assoluta».
P.H.: Definisci proprietà.
M.C.: «Quando diciamo che siamo figli di Dio, che Dio è il nostro creatore, non siamo forse proprietà di questo Dio? Non siamo forse creature del Creatore? Apparteniamo ad un Creatore quindi siamo sempre stati proprietà di qualcun altro. Secondo le religioni i nostri giorni sono sempre legati alla volontà del Creatore. Questo lo accettiamo, lo diamo per scontato, non ci riflettiamo perché è scontato, solo che noi abbiamo reso questo Creatore a nostra immagine e somiglianza. Lo abbiamo fatto così come ci conveniva. Noi preghiamo Dio quando ci serve qualcosa e non ci ricordiamo di Lui quando stiamo in buona salute e ci facciamo i fatti nostri. Questa è l'astuzia dell'essere umano. Oggi è tempo di uscire da questi parametri. Oggi abbiamo una grande speranza, in tanta distruzione, in tanta desolazione c'è una speranza, ma essa passa attraverso la volontà individuale. Dobbiamo cambiarci, dobbiamo guardare oltre quella finestra, dobbiamo essere leali con noi stessi, dobbiamo assumere le nostre responsabilità. Questo è un processo difficile ed è tanto più difficile perché lo abbiamo rifiutato per molto tempo. Il mio non è un discorso mistico, non è un discorso religioso, è un discorso reale, però non si rivolge all'intelligenza dell'individuo, vuole solo toccare la coscienza, vuole aiutare soltanto a far riflettere così come io ho riflettuto, così come mi hanno imposto di riflettere. Posso fare solo questo e non mi interessa convincere che la mia esperienza è reale; anche se ho tanto materiale, li ho fotografati, ho dei messaggi, e ho la loro voce, tutto questo non mi interessa perché arriva al cervello e non al cuore».
P.H.: Affermo sempre che l'uomo rifiuta il fatto che non siamo soli per sfuggire all'enorme responsabilità che ciò comporta.
M.C.: «Questo è l'unico prezzo del biglietto».
P.H.: Un enorme prezzo perché ti sfascia la vita!
M.C.: «Non ti sfascia la vita».
P.H.: Però ti portano a spogliarti di tutto, strato dopo strato.
M.C.: «È' quello che hanno fatto con me».
P.H.: La gente preferisce guardare la partita.
M.C.: «Non possiamo farci nulla, è una scelta individuale. C'è tanta confusione attraverso questi vari messaggi, queste comunicazioni, perché nella realtà è semplice: noi siamo comunque proprietà di qualcuno che viene da altrove. Siamo stati importati e la vita è stata creata. Noi apparteniamo ad un processo di miglioramento perché, così come siamo venuti dalle stelle, così dobbiamo tornare alle stelle, o almeno alla coscienza stellare. Questo è un processo che passa attraverso l'individuo, quindi è un'accettazione individuale dei propri limiti. Anche la propria responsabilità è necessaria. Non possiamo demandare ad altri le nostre responsabilità e continuare a farci trasportare. La maggior parte dell'umanità si è lasciata trasportare, lamentandosi quando i punti in cui si arrivava erano negativi. Noi abbiamo bisogno di una religione che ci guidi a livello spirituale e la religione ci ottenebra la mente; l'uomo si abitua a non pensare perché è tutto già preparato, già pronto, già detto: c'è un Paradiso, c'è un Inferno, c'è un Purgatorio... tu devi fare questo e questo per meritartelo oppure non devi fare questo e quest'altro... se lo fai poi c'è anche la Santa Inquisizione che non è terminata ancora. Un po' come la democrazia: noi viviamo in democrazia, ma il fascismo, la dittatura, non sono finiti; hanno solo cambiato aspetto. Quando hanno visto che gli individui e la collettività stavano pensando e stavano alzando la testa hanno escogitato la strategia di non sottometterli con la forza, cosa che non funzionava più, ma di sottometterli con l'astuzia. Così ci hanno dato la democrazia, la libertà, ma tu sai benissimo che non siamo liberi di pensare, soprattutto di dire, oltre che fare, tutte le nostre cose. Il 70%, forse sono pessimista, dell'umanità pensa solo con la televisione. Alcune persone che conoscevo, gente che, quando avevo accennato alla mia esperienza e ad altre simili aveva alzato le spalle dicendo "Ma no, non è possibile" si sono ricredute e sono tornate da me tutte contente dicendo: "Ma sai che quello che mi dicevi l'ho sentito in televisione?". La televisione li ha convinti, capisci? Perché se lo dice la televisione vuol dire che è vero. La prima volta che mi sono arrischiato ad andare ad un'intervista televisiva io mi sono conquistato tutta Vercelli. Tutti mi volevano bene, ma non perché avessi raccontato cose interessanti (forse non avevano neanche capito di cosa parlavo), erano tutti con me solo perché ero stato in televisione».
P.H.: Erano autorizzati a crederti.
M.C.: «A credermi, capisci? L'importante è che ero in televisione».
P.H. Parliamo di Profezie. Per quale ragione avviene il cambiamento di frequenza? Non mi parlare di catastrofi. Con le grandi disgrazie (Tsunami, le Torri Gemelle) tutto il mondo diventa più buono.
M.C.: «È sempre stato così. Dopo il Diluvio Universale tutto il mondo è diventato buono, dopo la guerra è diventato buono! La frequenza è la partecipazione cosciente ad una programmazione, cioè una persona ti ascolta e non sta ascoltando te, quello che dici, ma sta facendo suo quello che possiede dentro perché non puoi dare ad altri quello che non posseggono già, puoi solo risvegliarlo».
P.H.: Questo è il nocciolo.
M.C.: «Io non posso convincere con le foto come prove, devo solo parlare dicendo della mia esperienza. Se qualcosa è già dentro la persona che ascolta, è presente un seme che le mie parole possono far germogliare».
P.H.: Quante persone pensi che siano pronte a ricevere l'acqua?
M.C.: «Troppo poche. Anche per questo da parte Loro, da quelli provenienti da altre sfere, dagli extraterrestri o non so come preferisci chiamarli, negli ultimi tempi, e tu che sei nell'ambiente lo sai già, c'è stata un'amplificazione nei rapimenti, anche se ultimamente sembra che non se ne parli più. Tale amplificazione avviene perché hanno tentato, stanno tentando di selezionare, di innescare un processo di apertura alla nuova genetica su molte più persone».
P.H.: Quando parliamo di rapimenti stiamo parlando di diverse razze?
M.C.: «Certo! I Grigi, per mia esperienza personale, non ti fanno male. II trauma, il male, sei tu stesso che lo provochi. Vedi, neanche nel mio rapimento qualcuno in realtà mi ha fatto del male, eppure la mia vita è cambiata in maniera drammatica. Sono stato alle soglie del suicidio, ma ero io che mi facevo del male, o meglio, era la mia condizione umana di rifiuto verso una realtà che mi procurava del male. I Grigi in molti casi sono soltanto gli esecutori di un programma».
P.H.: I Grigi, in particolare, come diceva il Col. Corso, sono una razza clonata.
M.C.: «Sì, sono un tipo di automi».
P.H.: Non hanno l'anima e Corso diceva che al Pentagono temevano che i loro creatori fossero la razza umana proveniente dal futuro. Noi dal futuro stiamo cercando di evitare una catastrofe di origine nucleare. I grandi avvistamenti infatti sono avvenuti a White Sands quando abbiamo giocato con la Bomba Atomica. II tempo non esiste, noi dal futuro dobbiamo cambiare gli eventi del presente che accadranno in un prossimo futuro per evitare gravi mutazioni genetiche. Se questo fosse vero abbiamo una grande responsabilità, cioè quella di cambiare quel preciso evento per evitare la catastrofe. È tutto legato allo spazio-tempo.
M.C.: «Non è solo questo. Anche se condivido pienamente quanto stai dicendo. Io sono convinto che il tempo non esiste e che una grossa parte di questo intervento alieno, nella storia dell'umanità, venga condizionata anche da noi stessi nel futuro che torniamo nel passato. Ne sono convinto».
P.H.: Questo è difficile da digerire...
M.C.: «È' difficile anche da concepire».
P.H.: Sì, Io concepisco ma solo perché ho conosciuto un microbiologo, Dan Burisch, un genio che il governo americano ha usato per effettuare un prelievo cellulare su di un Grigio nell'Area 51. Questo Grigio, chiamato J-Rod, aveva una famiglia, una compagna e un figlio e si è prestato per lo studio del DNA in quanto lui era una mutazione dell'umano del futuro a causa di un problema nucleare. Dan Burisch io l'ho incontrato due volte a Las Vegas e non stava mentendo. II governo lo aveva avvertito di non guardare né toccare il Grigio perché avrebbe immediatamente ricevuto delle immagini. Dan mi spiegò che, quando entrò nell'Area 51, nella zona sterile... (interviene bruscamente Cavallo)
M.C.: «Sono viaggiatori nel tempo, viaggiatori temporali e usano i loro veicoli per farlo. È naturale perché lo spazio e il tempo coesistono e, nel momento in cui si forma o si cerca di modificare il tempo, si crea o si modifica anche lo spazio. Spazio e tempo sono correlati, senza spazio non potrebbe esserci il tempo, senza il tempo non può esserci lo spazio. Sono due entità che nascono dall'illusione perché, in realtà, il tempo non esiste e non esiste neppure lo spazio. Noi abbiamo l'infinito come misura dello spazio ed eternità come misura del tempo. Tra eternità e infinito creiamo, attraverso la psiche, attraverso la falsa visione della realtà, creiamo lo spazio e il tempo. Immagini atemporali che coesistono. Per me sono sempre stati viaggiatori nel tempo».
P.H.: Anche Corso li definiva viaggiatori nel tempo.
M.C.: «Una volta mi hanno spiegato che, se noi viaggiassimo alla velocità della luce e volessimo dirigere una nostra astronave verso un pianeta distante, diciamo, cinque anni luce, non riusciremmo mai a raggiungerlo perché quel pianeta che ci appare a cinque anni luce non è realmente lì, ma si tratta di una distorsione spazio-temporale. Se noi viaggiamo nello spazio non raggiungeremo mai un pianeta posto nel tempo».
P.H.: E pensare che quei poveri scienziati stanno studiando come raggiungere Marte! Senza contare che forse l'uomo su Marte ci è già arrivato.
M.C.: «Su Marte sì, perché fa parte del nostro spazio-tempo. Marte, Venere... io parlo di una realtà fuori dallo spazio-tempo che ci compete, dove la nostra realtà si chiude, la nostra realtà finisce. All'esterno del nostro spazio-tempo noi vediamo una stella lontanissima, la vediamo anche con gli occhi, ma la scienza ci spiega che la luce emanata da quella stella non esiste più da qualche miliardo di anni. Quindi noi per raggiungere quel punto dovremmo tornare indietro nel tempo. È questo il concetto di cui stavo parlando. Quindi noi, se usassimo un'astronave, anche viaggiando alla velocità della luce, non potremmo raggiungere quella stella che oggi vediamo con gli occhi perché non si trova nello spazio ma si trova nel tempo. È un'equazione assai semplice e diventa difficile per la scienza. È difficilissima per la scienza perché la scienza continua a credere che l'universo, il cosmo, sia sensibile, sia tattile, che sia fisico, ma non lo è. Il cosmo è un'emanazione psichica».
P.H.: È difficile... io sono Toro con ascendente Sagittario... ho i piedi per terra.
M.C.: «Illusione non vuol dire che non esista, è un errore che facciamo nella nostra mente. Quando diciamo "Illusione" il nostro cervello trasmette subito l'idea di un qualcosa che non esiste. "Illusione" non vuol dire che non esiste. Illusione vuol dire soltanto che quella cosa non esiste così come la vedi. Quindi non è che non esiste, tu esisti, il tavolo esiste, lo tocchiamo però è illusione. Forse questo non è così come lo vediamo... Se riuscissimo a vederlo nella realtà forse riusciremmo a vedere noi stessi nella realtà e potrebbe essere completamente diverso».
P.H.: Qual è lo scopo degli extraterrestri? Vogliono farci raggiungere una certa potenzialità, vogliono salvarci la vita, vogliono far sì che noi si appartenga ad un qualche gruppo cosmico... Ho notato su una parete la foto di Ashtar Sheran...
M.C.: «Sì, me l'ha regalata Eugenio Siragusa».
P.H.: Siragusa diceva di aver conosciuto i Venusiani e che esiste una confederazione...
M.C.: «Sì, c'è una confederazione dei mondi. Clarion ne fa parte, infatti loro lavorano assieme ad abitanti di altri pianeti e ad altri abitatori di uno spazio-tempo diverso».
P.H.: Si combattono tra loro?
M.C.: «No».
P.H.: Ci sono i malevoli... non mi piace questa parola...
M.C.: «Ci sono i malevoli però, tranne qualche errore (perché anche Loro possono commettere errori, non è che la loro evoluzione sia perfetta, almeno per quelli che conosco io), tranne qualche problema che può presentarsi come è accaduto in passato, la confederazione interstellare non permette che alcuno di questi esseri malevoli possa entrare in questo spazio-tempo. Però a volte entrano perché sono entità psichiche ed entrano attraverso un richiamo del cervello umano».
P.H.: Hai mai incontrato quelli malevoli?
M.C.: «No».
M.C.: «Forse perché io non li attiro, forse perché c'è anche una difesa da parte di quelli che... siamo noi che li attiriamo, capisci?».
P.H.: Ci credo, credo che dipenda da noi.
M.C.: «L'unica possibilità, per entità aliene, di penetrare in questo spazio-tempo, soprattutto in questo momento, è la psiche umana».
P.H.: Un richiamo... un invito.
M.C.: «Quando sei arrivata, stavo dicendo che non credo ai contattisti se non dopo averli sottoposti ad un vaglio molto accurato. Bisogna andarci con le molle... mi fanno paura anche i canalizzatori perché... ecco, quello potrebbe essere un rischio perché invitano, si predispongono, capisci? E accettano qualunque forma di...».
P.H.: II mondo del contattismo è quello. Nell'intervistare certe persone a volte mi rendo conto che vogliono la fama, come se da piccoli non avessero avuto sufficienti attenzioni e ora, da contattisti, si atteggiano a guru.
M.C.: «Forse è un desiderio di esprimersi, di raggiungere il successo, la fama, di realizzarsi in qualche modo, di apparire, forse da piccoli hanno subito delle angherie e sono passati inosservati... io diffido ...».
P.H.: Anche per quelli veri come Billy Meier, che ho incontrato in Svizzera, si formano intorno dei culti, delle persone così devote che diventano la loro protezione o, almeno, così credono. In realtà diventa un gruppo che si riunisce e rovina il contatto.
M.C.: «ll gruppo, in realtà, quando c'è qualcosa di vero nel contatto, non difende il contattista, ma lo distrugge».
P.H.: Perché gli da meno credibilità.
M.C.: «Non solo, lo distrugge anche a livello fisico e psichico. ll gruppo è un insieme di volontà completamente diverse dalla volontà del contattato. Ognuno del gruppo sta intorno al contattato, nella maggioranza dei casi, per fini personali».
P.H.: Qualcosa che gli manca e che spera di trovare lì.
M.C.: «E quando il contattato, o il messaggio reale, raggiunge i vari componenti del gruppo, ogni volta che passa attraverso la bocca di uno del gruppo, perde qualche cosa, si modifica. E così quando il messaggio esce fuori dal gruppo non è più quello che era arrivato in origine».
P.H.: È come nel casa di Gesù Cristo, no?
M.C.: «Molte volte mi è stato chiesto: "Perché non fai un'associazione?". No, è una cosa che disprezzo, ma non in senso negativo. Io apprezzo molto la libertà che in qualche modo sento dentro di me e quindi voglio, per prima cosa, rispettare la libertà presente in ogni individuo. Io non potrei mai trascinare dietro di me delle persone attraverso la mia vicenda personale. Posso parlare a queste persone, posso raccontare la mia esperienza, ma voglio che queste persone, poi, si assumano le proprie responsabilità come io mi sono assunto le mie. Ognuno di noi è libero. Il dono più grande della vita, secondo me, è la libertà che ogni individuo dovrebbe sempre avere. Io non posso, non voglio condizionare nessuno. Quando vedo una persona che, mio malgrado, si condiziona a causa di quello che dico perché ci crede... ad esempio capita che mi chiedano: "Ma tu confermi che nel 2012...?", io non confermo niente. Non si può vivere con dei concetti che poi diventano granitici; diventa una religione e la religione, secondo me, è una posizione della coscienza che porta a mettere le proprie responsabilità sulle spalle di altri, come abbiamo detto prima, Paola. Il cambiamento di frequenza deve essere un cambiamento individuale. Il cambiamento di frequenza è un processo salvifico. È' un processo di trasformazione che passa solamente attraverso la responsabilità individuale. Sai che non sono io a dire queste cose, le ha dette Gesù Cristo: "Chi non prende la propria croce non potrà seguirmi"... quindi il discorso è che la responsabilità personale, la volontà personale...».
P.H.: Gesù ha parlato di amore, tante persone dicono "Dio è amore"...
M.C.: «Dio non ha parlato di amore, è la chiesa che ha parlato di amore».
P.H.: Gesù ha detto: "Vi do due comandamenti: prima amate Dio, poi amatevi l'un l'altro". Se la gente si amasse non farebbe più guerre, non ci sarebbe più la pedofilia... qual è il messaggio degli alieni sull'amore?
M.C.: «L'amore è la legge del cosmo. Il cosmo si basa sulla legge dell'amore. L'amore è equilibrio. Gesù non ha parlato di amore, dell'amore ché intendiamo noi, Gesù ha parlato di "amare" e amare vuol dire entrare in equilibrio frequenziale. È trasmutare le proprie frequenze nella legge dinamica dell'amore che è la legge creativa».
P.H.: L'astronauta Edgar Mitchell dell'Apollo 14 ha usato la stessa parola, «equilibrio». Ha detto che il mondo è squilibrato e che, finchè non raggiungerà l'equilibrio, noi non avremo né pace né consapevolezza. Questa parola, equilibrio, a me interessa...
M.C.: «Per questo dico che è una questione individuale. L'equilibrio non può dartelo nessuno se non sei tu stesso a trovarlo. La responsabilità è individuale. L'equilibrio può essere portato attraverso la sintonia, quello scambio di cui parlavamo prima, quella sintonia di frequenza. Quindi io parlo, ti racconto un'esperienza, tu senti che questa esperienza ti smuove qualcosa dentro, ma quel qualcosa devi averlo dentro anche tu. Poi serve la volontà e la determinazione perché devi essere tu a scegliere se vuoi cambiare oppure no».
P.H.: Sì, e non puoi costringere le persone a frequentare il liceo quando sono ancora in terza elementare.
M.C.: «Non puoi neanche costringere le persone a frequentare la seconda elementare; puoi solo suggerire, spiegare alle persone che ci sono delle classi e che è conveniente frequentare queste classi per un ampliamento della coscienza, per una maggiore saggezza, per conoscere... puoi solo suggerirlo».
P.H.: Ti esprimi sempre così, parlando alle persone?
M.C.: «Alcune volte sì, altre no. Spesso devo usare esempi più banali, più terra terra... te lo dico per sintonia. La vita mi ha insegnato anche ad essere attento e diffidente, a volte».
P.H.: La tua reputazione è questa e mi ha molto sorpreso la tua pronta risposta alle mie e-mail e che fossi così disponibile.
M.C.: «No, è semplicemente che non mi piace avere i riflettori addosso. Il palcoscenico non mi interessa perché sono soddisfatto di come sono. Posso avere tanti difetti, ma non la debolezza di desiderare di pormi su una ribalta per ottenere qualcosa di cui sono stato carente... io mi basto. Ormai ho imparato a vivere anche nella solitudine. Mi piace la solitudine e da solo ci sto anche bene».
P.H.: La tua storia è così concreta, così netta. C'è tanto materiale ed è un peccato che non ci sia qualcuno di molto affidabile che possa realizzare un documentario.
M.C.: «Potrei anche farlo io ma, come dici tu, ci vorrebbe qualcuno di molto affidabile. Mi hanno anche fatto delle proposte. Qualcuno a Milano voleva fare un documentario, avrei dovuto mandare i filmali e le fotografie... ma non mi sono fidato. Con una persona di cui mi fido... allora sì, si possono fare tante cose perché il materiale non manca».
P.H.: Come avvengono i contatti?
M.C.: «Solitamente hanno questi due modi: una proiezione direttamente nella tua mente e ti risvegliano, come se vivessi un ricordo di ieri. Può essere un ricordo anche di molti anni prima e tu lo vedi come se fosse ieri. Ti ricordi, ti viene alla mente ma è diverso dal ricordo perché tu lo vedi come uno schermo mentale, vedi proprio un'immagine, oppure ti fanno vedere attraverso una specie di monitor, non è un monitor, naturalmente, però è come se lo fosse e vedi delle immagini che sono state...».
P.H.: Tu sei entrato in una stanza e c'era un monitor?
M.C.: «Sì, esatto».
P.H.: Non mi dire che vedi cosa succederà nel 2012...?
M.C.: «Che avrebbe procurato al pianeta una lacerazione programmatica. Sarebbe capitato qualcosa di costruito che avrebbe portato l'umanità all'ultimo tratto della propria follia, questo mi avevano detto. E poi è successo che mi hanno dato delle profezie: "Leggi Nostradamus" mi hanno detto, "leggi questa e quell'altra profezia... ". Io le ho lette ma non ci ho capito nulla. Però... l'11 Settembre era un Sabato, mi sembra..: ».
P.H.: Era Venerdì.
M.C.: «Era il giorno in cui era venuta a trovarmi Florinda Balli».
P.H.: La conosco molto bene, è Svizzera.
M.C.: «Ci eravamo conosciuti a Lugano. Aveva voluto un paio di articoli da mettere nel suo sito e quel giorno mi aveva chiesto se c'erano delle novità nella dimensione aliena e io le avevo risposto: "Mah... qualcosa dovrebbe accadere...". Poi lei prese il treno perché doveva tornare a Lugano e mi telefonò dalla stazione dicendo che aveva sentito la notizia per radio... davano la notizia già nel pomeriggio di venerdì. Solo in quel momento io sono andato a rileggere le profezie, i passi profetici che mi avevano dato e ho capito che Nostradamus parlava dell'11 Settembre».
P.H.: Secondo te siamo abbastanza folli da causare una catastrofe nucleare?
M.C.: «Sì, questo non bisogna dirlo alla gente, però è così».
P.H.: Sarà un incidente?
M.C.: «Sarà un incidente voluto».
P.H.: Voluto... causerà problemi... come facciamo? Possiamo alterare lo spazio-tempo per evitare... Io non penso che tutto sia predestinato.
M.C.: «No, non è predestinato. Non esiste il destino. Il destino è il processo delle nostre scelte. Non è detto che io quando nasco devo fare per forza determinate cose. Io posso fare quelle cose ma posso farne delle altre. Non è programmato, le sorti dell'umanità non sono predestinate».
P.H.: Questo vuol dire distruzione completa della razza umana?
M.C.: «No, completa distruzione no. Non ci sarà. Se mi proietto tra 20 o 30 anni dirò... Ma è difficile che io tra venti o trent'anni... può darsi... è già un errore perché abbiamo posto delle limitazioni. Non riusciamo a vederci come creature immortali, perché siamo infiniti e fintanto che avremo queste chiusure noi, realmente, saremo dei mortali».
P.H.: Per quanti anni vivono?
M.C.: «Vivono a lungo, ma lasciano il corpo fisico anche loro. L'unica differenza tra noi è che Loro hanno la coscienza quando si reincarnano. Quando creano un corpo nuovo hanno la coscienza che avevano all'inizio, mentre noi la perdiamo. Loro sanno di essere sempre quello che sono».
P.H.: Hanno una società normale... hanno dei figli?
M.C.: «Su Clarion, sì».
P.H.: I loro figli sono partoriti dalle donne?
M.C.: Loro hanno una gestazione molto più corta, non sono nove mesi. Mi hanno accennato a circa tre mesi del nostro tempo e crescono normalmente, ma con delle capacità diverse dalle nostre. I bambini hanno tutta la saggezza immagazzinata, tutta la saggezza dell'intero popolo».
P.H.: Queste foto che mi hai mostrato sono di Clarion?
M.C.: «Quella bambina è di Clarion» (v. foto in alto, N.d.R.).
P.H.: Anche le altre donne?
M.C.: «Sì».
P.H.: Le donne aliene che sono sulla Terra, sono coscienti di essere di Clarion?
M.C.: «Sì, altre creature sono su piani astrali più sottili, ma Loro di Clarion vivono in una materia diversa dalla nostra. La loro densità atomica è diversa. Infatti devono rallentare il dinamismo atomico per rendersi visibili ai nostri occhi e per potersi adattare alla vita sulla Terra. Devono rallentare di molto queste frequenze però, tutto sommato, sono fatti di carne ed ossa come noi».
Howard Menger, uno dei contattisti più conosciuti degli anni '50, si è spento nella sua casa di Vero Beach in Florida il 25 Febbraio 2009. Aveva compiuto da pochi giorni 87 anni. Era nato a Brooklyn, New York nel 1922. Rimane un importante materiale fotografico e video, oltre alle sue dichiarazioni, ad attestare la genuinità della sua affascinante esperienza avvalorata anche da testimoni credibili, quali il dott. Tom Richards, fisico dell’università di Princeton e altri che furono partecipi di alcuni dei suoi incontri con gli extraterrestri.
Menger strinse un bel rapporto di amicizia con Eugenio Siragusa tanto da regalargli la pellicola originale di un oggetto da lui filmato in Ohio.
I primi avvistamenti di “oggetti circolari e luccicanti” cominciarono per Menger già all’età di 8 anni ed erano preceduti da una sorta di richiamo, da una voce che egli avvertiva dentro di sé. Fu proprio quella voce a guidarlo nel 1932 in un tratto di bosco situato nei pressi della sua abitazione di High Bridge, nel New Jersey, dove ebbe luogo il suo primo contatto con un essere extraterrestre. “Lì - raccontò il giovane Howard - seduta su un sasso vicino al ruscello, c’era la donna più bella che i miei giovani occhi avessero mai visto! La calda luce del sole le illuminava il volto e le spalle, accendendo di riflessi i suoi lunghi capelli dorati... mentre se ne stava seduta su quel sasso sembrava irradiare una luce scintillante e io mi domandavo se fosse a causa dell’insolita caratteristica del tessuto che indossava, che aveva uno splendore e una lucentezza simili a quelli del nylon. Quell’abito non aveva né bottoni, né chiusure, né cuciture, per quanto potevo vedere”. La bella signora rivelò a Menger di conoscerlo da “tanto, tanto tempo” perchè lui, in passato, era stato legato al suo popolo. “Non è colpa tua Howard se non puoi capire tutto ciò che sto dicendo”, lo tranquillizzò la donna, “non dartene pensiero... quando sarai più grande comprenderai qual è la tua missione... e ogni volta che qualcosa ti preoccuperà ricorda: noi ti saremo sempre vicini, ti osserveremo, ti guideremo”. I contatti con esseri provenienti da altri mondi continuarono anche durante il servizio militare che Menger prestò ad Okinawa. Durante uno di questi incontri gli fu profetizzata la distruzione di Hiroshima e Nagasaki per lo scoppio di due ordigni nucleari. Nel settembre del 1956, secondo il suo racconto, fu portato dagli extraterrestri sulla Luna dove scattò alcune istantanee mostranti una struttura cupolare ed un disco sospeso al di sopra.
Menger ricevette diversi messaggi dagli alieni che spiegavano il motivo della loro visita sul nostro pianeta. I “fratelli dello spazio”, come era solito chiamarli, giungono fino a noi da lontani lidi “per impedire una distruzione planetaria che causerebbe seri problemi all’equilibrio dell’intero sistema solare… loro ci considerano dei fratelli e ci amano… vivono in pace ed armonia e lavorano per servire Dio… migliaia di esseri dalle sembianze umane, venuti da altri pianeti vivono in mezzo a noi. Alcuni si sono incarnati in corpi terrestri, altri hanno raggiunto la Terra a bordo di un’astronave e poi si sono stabiliti qui. Può anche darsi che vivano nella casa accanto alla vostra, uno di loro potrebbe essere un vostro collega di lavoro, la cameriera che vi serve al bar o al ristorante. Ciò che comunque accomuna tutti questi spiriti è il loro amore per il prossimo”.
Nel maggio del 1999 il contattista Howard Menger rilasciò alla nostra redazione questa intervista telefonica:
D: All’età di dieci anni Lei si incontrò, per la prima volta, con un essere extraterrestre. Cosa ha provato in quel momento e quanto questo evento ha influenzato la sua vita?
R: Era il 1932 e io avevo 10 anni. Stavo passeggiando nel bosco quando vidi, vicino ad un ruscelletto, la donna più splendida che i miei occhi avessero mai contemplato: i lunghi capelli biondi le incorniciavano la testa e le spalle e l’abito che indossava ricordava quello di uno sciatore. Quando si voltò verso di me provai un forte sentimento d’amore e di attrazione fisica nei suoi confronti e la sensazione di conoscerla già. “Howard - mi disse mentre fremevo di gioia - ho intrapreso un lungo viaggio per venire a trovarti e per parlare con te”. Mi rivelò che sapeva da dove venivo e quale sarebbe stata la mia missione sulla terra; lei e i suoi simili mi osservavano da molto tempo con mezzi che io non potevo comprendere. Poi si avvicinò e disse di conoscermi da molto, molto tempo. Improvvisamente la sua espressione si fece triste e lei iniziò a parlarmi dei grandi cambiamenti che avrebbe sopportato il mio paese e il mondo intero: tremende guerre, torture e distruzione sarebbero state la conseguenza delle incomprensioni tra i popoli. “Quando sarai più grande - disse - comprenderai meglio la tua missione. E ricorda che noi contattiamo i nostri simili”.
D: Ha raccontato a qualcuno le sue esperienze?
R: Non parlai con nessuno di quanto mi era successo. Ero già considerato un po’ pazzo per le mie idee sull’esistenza di altri mondi abitati!
D: Durante il servizio militare un essere alieno le profetizzò l’esplosione della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. Come le parlò della bomba atomica che ancora non era stata inventata?
R:Una notte, al campo, mi svegliai di soprassalto a causa di una voce che mi chiamava con insistenza. Mi resi conto, dopo un po’, che si trattava di una comunicazione telepatica e quindi mi vestii in gran fretta e mi diressi verso una delle grotte situate nella zona occidentale dell’isola nella quale si trovava il nostro accampamento. Lì incontrai uno dei miei “amici”. Tra le altre cose mi parlò di un avvenimento che si sarebbe dovuto verificare molto presto e che avrebbe scosso il mondo dal suo letargo. “Ti chiederai cosa intendo dire - mi chiese - molto presto vedrai a cosa alludo”. Qualche giorno più tardi qualcuno schiacciò un bottone e un inferno incandescente polverizzò Hiroshima.
D: Gli extraterrestri le fecero altre profezie?
R: Mi dissero di conoscere molto bene gli uomini della Terra, molto meglio di quanto non ci conoscessimo noi stessi. Quando chiesi al mio amico perchè i nostri scienziati non avessero ancora scoperto la forza elettromagnetica lui mi rispose: “Ah, ma l’hanno scoperta! Non la sanno però utilizzare. Se ne conoscessero il segreto se ne servirebbero, probabilmente, per fini distruttivi. Finché non avranno raggiunto la maturità necessaria l’Onnipotente impedirà loro di utilizzarla”.
D: Lei ha più volte dichiarato di aver viaggiato in altre galassie e di aver visitato altri pianeti. Cosa ricorda di queste esperienze?
R: Il primo settembre del 1956 ebbi l’invidiabile possibilità di viaggiare a bordo di una delle loro astronavi. Mi fecero entrare in una grande sala circolare al centro della quale si trovava una sorta di macchinario a forma di spirale, apparentemente d’oro. Mi fecero sedere mentre uno dei tre uomini che costituivano l’equipaggio si sedette davanti al pannello di controllo. Un altro essere si mise accanto a lui mentre il terzo rimase vicino a me. Improvvisamente lo schermo si illuminò ed io vidi pianeti grandissimi su uno sfondo di stelle. Sorpassammo la luna e osservammo il passaggio di alcune meteore e, infine, raggiungemmo Venere. Sorvolammo il pianeta ed io vidi delle magnifiche costruzioni a forma di cupola con pianerottoli a spirale in mezzo a boschi e giardini. Vidi foreste, vaste distese d’acqua e persone in abiti dalle tinte pastello. Notai anche la presenza di animali che non mi erano familiari e di veicoli privi di ruote che sembravano fluttuare sul suolo. Quando ritornai sulla terra mi sembrò di entrare in una prigione. In seguito, comunque, ho fatto altri viaggi con loro. Sono stato, ad esempio, sulla luna.
D: Quante fotografie ha potuto scattare ai dischi volanti alieni e ai loro equipaggi?
R: Ho potuto scattare quante fotografie volevo solo che per farlo ho avuto bisogno di una lente speciale della quale mi fecero dono i viaggiatori dello spazio.
D: Le hanno mai parlato di Dio?
R: Alla fine di agosto del 1956 ebbi il privilegio memorabile di incontrare uno dei più evoluti fra gli uomini di altri pianeti. Mi ero recato in uno dei luoghi di contatto e vidi arrivare l’astronave. Somigliava ad un grande sole e per questo ripensai al miracolo di Fatima e all’enorme palla di fuoco che i testimoni identificarono con l’astro solare. Una volta atterrato il disco mi venne incontro un uomo grande e bello dai capelli biondi che trasmetteva un forte sentimento di compassione e d’amore. Penso che se mi fosse apparso il Maestro Gesù avrei provato per lui gli stessi sentimenti che sentivo per questo essere. Alzò le braccia e iniziò a comunicare con me telepaticamente, trasmettendomi in pochi minuti più informazioni di quante ne avrei potute apprendere in una settimana di colloqui. “Voi vivete in un mondo d’illusione - mi disse - non comprendete di essere esseri quadridimensionali in quanto possedete il pensiero che è il vostro sesto senso. Sappiate bene che lo spirito pensa sempre, anche dopo la morte che, in realtà, non è la fine di tutto. Conosciamo il vostro concetto errato sulla natura di Dio. L’intelligenza Suprema non ha forma. Dio non è un uomo. Dio è l’universo stesso. L’uomo è limitato ma Dio è senza limiti, è infinito: Egli si esprime in tutti gli uomini, in tutte le forme. Gli uomini sono dei che si formano alla scuola della vita, su questo e su altri pianeti, che ricercano il Sapere e la Saggezza per poter servire i loro fratelli e il Creatore. L’uomo avanza continuamente sulla scala che porta alla perfezione e anche se un gradino si rompe sotto il peso dei suoi errori, il suo scopo è sempre quello di diventare perfetto, una sola cosa con Dio. La sua Anima registra i suoi errori, le sue esperienze, i suoi pensieri. L’anima di un uomo come nel caso delle forme di vita inferiori, cani, gatti, mucche, cavalli ecc. è il risultato del processo di evoluzione di una Coscienza. Quella che voi chiamate reincarnazione è preceduta da un processo di transizione che voi chiamate morte, ma questa non rappresenta la fine della Coscienza ma la continuazione delle esperienze vissute senza l’aiuto del corpo fisico. La morte è solo un’illusione: tu sei sempre esistito ed esisterai sempre, tu sei eterno come l’Universo, come Dio. I vostri scienziati non sono ancora abbastanza aperti poiché rifiutano quanto non riescono a spiegare con l’aiuto del cosiddetto metodo scientifico. Ma un giorno dovranno imparare ad elaborare una nuova scienza”. Questo mi disse quel meraviglioso essere che con le sue parole mi trasmise forza e coraggio.
D: Ha mai provato un senso di sconforto a causa dell’indifferenza della gente?
R: Io e mia moglie non ci siamo mai scoraggiati anche se a volte siamo rimasti delusi di fronte alla reazione dell’umanità.
D: Pensa che sia cambiato l’atteggiamento delle masse nei confronti del fenomeno UFO?
R: Durante le mie conferenze ho sempre detto: “Voi tutti siete speciali... perchè? Perchè siete qui!” Penso che nelle masse si stia verificando un’apertura di coscienza.
D: E’ ancora in contatto con loro?
R: Certamente. Tutti lo siamo, semplicemente non sappiamo di esserlo.
D: Ha una visione ottimistica del futuro?
R: Sono ottimista perchè ho incontrato degli angeli. Anche mia moglie la pensa come me.
D: C’è un messaggio particolare che lei vorrebbe trasmettere a tutti?
R: Il mio messaggio e anche quello di mia moglie è il seguente: “Siamo tutti responsabili del nostro destino... ognuno individualmente... loro (gli extraterrestri) vogliono che ci salviamo da soli e non possono interferire con il destino dell’umanità... loro possono solo intercedere”.
D: Grazie.
R: Grazie a voi.

I misteri si svelano con i sensi interiori
. Chi li usa "vede" che la luna, in cielo, è un ologramma, il riflesso
di un piccolo satellite artificiale dove sono sbarcati i 12 astronauti delle Missioni Apollo.
La percezione umana si sta ampliando e molti maestri "spirituali" non lo sanno...
“Un piccolo passo per un uomo, un salto gigante per l’umanità” la storica frase di Neil Amstrong, era preparata; è molto diversa, infatti, dal banale colloquio che segue poi e che, dopo 40 anni, la NASA diffonde su Internet. Era il 20 luglio 1969 e, dopo due anni e mezzo, nel dicembre ’72, le Missioni sulla luna si sarebbero concluse, con l’Apollo 17. Da allora nessun uomo vi è più tornato: 6 le missioni coronate da successo e 12 gli astronauti a passeggiare sulla “ luna”.
Durante il percorso nessun contatto radio, le foto con incongruenze quali la bandiera americana che sventola all’aria in un mondo senza aria, le ombre effetti di varie fonti luminose e non dell’unica in teoria possibile, il sole. La zona ricoperta dai vari allunaggi piccola e il sospetto dilagante che siano una burla della NASA. Doveva vincere la competizione con l’URSS e distogliere l’attenzione dalla guerra in Vietnam, si dice. Il movente non convince però. Dopo 40 anni, la domanda “sono andati o no sulla luna?”, non ha una risposta. Il mistero continua.
C’è una regia occulta, dicono i sostenitori della terza via: sta nell’offrire tesi opposte, indurre gli uomini a schierarsi con l’una o con l’altra e così scatenare i conflitti. La base della regia occulta è il dualismo, evidente nelle “opposizioni” politiche e nelle azioni che provocano reazioni ecc. L’elenco è lungo, comprende extra-terrestri e crisi finanziaria, si arricchisce ogni giorno di novità, allarmi da un lato e offerte di salvezza dall’altro. La terza via non basta.
Serve una quarta via, una ricerca autentica, capace di usare le potenzialità del proprio cervello. Se le risposte non ci sono, è perché le domande sono sbagliate. Il problema è molto più radicale di quanto si pensi. E ai misteri, mi duole dirlo contribuiscono anche i maestri "spirituali" che ignorano la Forza, la Vita, e non usano i propri sensi interiori...
Pur essendo molto più piccola del sole, le dimensioni apparenti della luna sono tali da provocare le eclissi totali di sole. Le sue dimensioni sono anomale; in proporzione ai loro rispettivi pianeti, gli altri satelliti naturali sono tutti molto più piccoli, incapaci di oscurare il sole, se non in minima parte. Perché il disco lunare è grande esattamente quanto quello solare? Non è un caso, ma l’indizio di una “realtà” diversa da quella dipinta dall’astronomia e di un'ingerenza “aliena”
meno misteriosa di quanto si creda.
E se la luna, visibile in cielo, fosse non un corpo reale, ma un ologramma, un'immagine del vero satellite, forse molto più piccolo, il luogo extra-terrestre dove si sono recati gli astronauti delle Missioni Apollo?
Platone le chiamava ombre, il termine “ologramma” allora non c’era. Giordano Bruno e altri saggi e poeti parlano di realtà umbratile che oggi chiamiamo “film” o “matrix”. Tutto si spiega se si comprende la natura della materia nucleare che compone il film stesso. (vedi i miei libri
).
A favore dell’autenticità delle Missioni Apollo, i 380 chili di rocce lunari, riportate dagli astronauti. Materia quindi, materia tangibile ed esaminata da tutti i laboratori del mondo, materia che ha posto più problemi che soluzioni.
La luna non ha campo magnetico e le rocce “lunari” sono magnetizzate! Dove le hanno prese? Non sulla luna visibile e nemmeno sulla terra; le rocce “lunari”, infatti, contengono elementi radioattivi che a terra non esistono più perché sono decaduti. Il suolo dove hanno raccolto le pietre “lunari” deve essere extra-terrestre, tale da “congelare” il tempo, bloccare il decadimento radioattivo con cui si misura il tempo. Basta penetrare le "pieghe" della “mela” per comprendere che non è un'assurdità.
Composta di densi, supersonici e turbolenti fiumi di plasma, la “mela” che ci avvolge non è trasparente, contiene zone senza campo magnetico, quindi senza tempo e invisibili con i telescopi. In queste zone, individuate anche dalle sonde spaziali, si nascondono astronavi, alieni e satelliti artificiali, "visibili" con i sensi interiori.
Le rocce “lunari” contengono elementi refrattari quali il titanio. La crosta “lunare” è apparsa molto più dura di quanto si ritenesse prima del tentativo degli astronauti di perforarla; è un indizio della natura metallica, artificiale, del nostro satellite “naturale”.
Il fatto è inquietante. Lo sbarco sulla “ luna” sarebbe la prova di contatti tra gli alieni, usuali abitanti del satellite, il governo USA e alcuni scienziati della NASA, i pochi addetti a definire le traiettorie dei viaggi spaziali, i pochissimi consapevoli che la “mela” è come una gigante sala con schermi al plasma e specchi curvi che possono moltiplicare, distorcere e ampliare gli ologrammi.
Gli astronauti delle Missioni Apollo non sono rimasti a terra; sono andati su un satellite artificiale, immerso in una “zona” senza campo magnetico, quindi invisibile, ma qui vicino, forse dietro l’angolo, “dietro” la prima fascia di Van Allen, fuori dalla consueta visuale che chiamiamo “cielo”.
Nelle foto della NASA sulla " luna" il “cielo” è senza stelle.
Allora è un set cinematografico? Si, è possibile, ma è anche possibile che il “cielo” nella “zona” senza campo sia diverso da quello che vediamo da terra: il “cielo” non è uno spazio vuoto, trasparente, in sole 3 dimensioni, come ci fa credere l’astronomia. Il “cielo”, lo spazio che avvolge il sistema solare, è una Big Apple, una sala piena di schermi e di specchi; cambia se la posizione dell’osservatore cambia.
Ma se non c'era campo, come hanno comunicato gli astronauti e la base NASA a Houston? Qualcuno, esperto della natura speculare e cellulare della “mela”, li ha aiutati a stabilire il contatto. Alieni? Forse anche menti “alienate”.
Fantascienza? No, coscienza che osserviamo solo il passato. I segnali possono provenire dal futuro... Qui si apre uno squarcio su una questione che travolge l’astronomia e tutta la storia conosciuta: il TEMPO LINEARE, legato al denaro, al lavoro salariato e all’interesse bancario, la “tirannia” che soggioga scienze e società. Il tempo sta accelerando e la “tirannia” può cadere da un momento all’altro, perché è inventata… La previsione è emersa anche nel terremoto de L’Aquila, ma subito messa a tacere. (vedi video
)
La previsione è tipica dell’astrologia, la scienza che studia l’altro lato della Forza
, il campo debole. Tracce di questo lato cruciale per l'evoluzione, si trovano anche nelle Missioni Apollo, per chi le cerca, è ovvio. Gli astronauti hanno lasciato sulla “ luna” dei sismometri e così sappiamo che la “ luna” è scossa da frequenti lunamoti. Sono l'equivalente dei terremoti, con la differenza che sulla terra durano pochi minuti e sulla luna ore. I lunamoti, circa tre mila l’anno, hanno raggiunto spesso il 5° grado della scala Richter.
La convinzione generale è che la luna sia un guscio vuoto, ma anche ammessa questa ipotesi, eretica, c’è un altro problema. Non c’è attività vulcanica sulla luna. Da che cosa dipende la sua sismicità? Due geofisici dell'università di Austin, in Texas, hanno notato che la maggior parte dei lunamoti avveniva allorché la zona della Luna, dove era stato collocato il sismometro, era diretta verso la costellazione del Cancro. La causa? Un intenso flusso di quark strange , provenienti dalla costellazione del Cancro, una massa imponente, miliardi di volte più cospicua di quella dei due quark, u e d, che compongono la materia normale, visibile.
La scoperta non ha avuto eco. Eppure è un chiaro indizio di un invisibile, ma concreto legame tra la “ luna” invisibile e la Costellazione del Cancro. L’astrologia lo prevede mentre l’astronomia nega. Malgrado l'enorme cecità dei telescopi, riconosciuta dalla stessa astronomia tutti credono ancora all’astronomia! Il bello è che la “mela” sta cambiando a ritmi ultra celeri e potrebbe presto rivelarci grosse sorprese.
Un tempo, la Terra era senza luna.
Lo affermano Aristotele e Plutarco in Grecia, Apollonio e Ovi dio a Roma antica, nonché vari altri autori. Le loro tesi coincidono con i simboli trovati nel cortile di una casa a Kalasasaya, vicino alla città di Tiahuanaco, in Bolivia. La luna sarebbe apparsa in cielo tra 11.000 e 13.000 anni fa…
L’ipotesi è comprensibile con un improvviso spostamento della “mela”. Mi fermo qui. Per chi vuole approfondire, c'è il mio libro, Baby Sun
.
Giuliana Conforto
Fonte: 
tratto da Altro giornale

ANCORA una volta il Sole si "spegnerà" per una manciata di minuti lungo una fascia che attraverserà parte dell'Asia sud-orientale, una delle aree più popolose della Terra. Avverrà domani, il 22 luglio. Sarà la Luna, che interponendosi tra la Terra e il Sole oscurerà la luce di quest'ultimo per un tratto lungo circa 10.000 chilometri. Lungo questo percorso il Sole verrà via via oscurato per tempi sempre più lunghi per arrivare ad una duranta massima di totale buio di 6 minuti e 39 secondi, quando l'ombra si troverà su un arcipelago di isole vulcaniche giapponese e in Italia saranno le 4 e 25: in quel punto si avrà l'eclisse di maggiore durata del ventunesimo secolo. Ciò è conseguenza del fatto che il Sole si trova a meno di 3 settimane dall'afelio (il punto più distante tra la Terra e il Sole) e quindi ha le dimensioni più piccole dell'intero anno, mentre la Luna è abbastanza vicina al perigeo (il punto di minore distanza dalla Terra) e quindi ha le maggiori dimensioni apparenti. Pur lunga, questa eclisse non sarà quella di maggior durata in assoluto comunque, anche rispetto ad eclissi vicino a noi. Quella del 1991 che si osservò in Messico durò 6 minuti e 53 secondi, mentre il 30 giugno del 1973 sull'Africa centro-settentrionale il buio superò di poco i 7 minuti, per arrivare alla vera eclisse record, che si ebbe sul Mare Cinese Meridionale, quando il 20 giugno 1955, il Sole venne occultato dalla Luna per 7 minuti e 8 secondi. Ma poiché la Luna ruota con regolarità attorno alla Terra ci si potrebbe chiedere come mai non avviene un'eclissi ogni mese. "Perché le eclissi si verificano quando la Luna si trova in prossimità di uno dei due "nodi" (i nodi sono i punti dove il piano di rotazione della Terra e quello della Luna si incontrano) della sua orbita e poiché l'orbita lunare è inclinata di circa 5° rispetto a quella terrestre, il nostro satellite incrocia il percorso dell'eclittica solamente in due periodi contrapposti di circa 6 mesi l'uno dall'altro. Ma le eclissi non si verificano neppure ogni 6 mesi perché la posizione dei nodi non è costante, essa infatti, tende a "precedere" ossia tende a spostarsi progressivamente nel tempo e di conseguenza si sposta anche il periodo delle eclissi nel corso degli anni", spiega Fabio Peri, Direttore del Planetario di Milano. fonte: la Repubblica.it
Le eclissi di Sole si verificano quando la Luna viene a trovarsi tra la Terra e la nostra stella e nonostante il fatto che la Luna non sia certo paragonabile al Sole per dimensioni (il diametro della Luna è di 3.476 km, quello del Sole di 1.392.000 km) essa si trova ad una distanza tale dal nostro pianeta (384,000 km) che per una fortuita coincidenza si trova ad avere una dimensione apparente che è simile a quella del Sole (che si trova a 150 milioni di km) e ciò determina la spettacolare sovrapposizione che produce l'eclisse.
L'eclisse del 22 luglio inizierà lungo le coste dell'India a nord i Mumbai, dove i 14 milioni di abitanti della seconda città più popola al mondo potranno godersi lo spettacolo per circa 4 minuti, anche se sarà parziale. Poi l'ombra si sposterà in Tibet, in Nepal, in Bhutan e in Bangladesh per arrivare lungo le pendici dell'Himalaya. Quindi raggiungerà la Cina, interessando altre città molto popolose, come Shangai, ad esempio, che con i suoi 19 milioni di abitanti è la città record in tal senso. Poi l'ombra si sposterà sull'Oceano Pacifico dove coprirà varie isolette tra cui l'isola giapponese di Iwo Jima, dove si avrà la durata massima di copertura solare. Quindi dopo altri 7.600 km, durante i quali l'eclisse sfiorerà le isole Marshall e Kiribati l'ombra lunare abbandonerà il nostro pianeta.
Unico problema per i milioni di persone che si accingono a vivere l'evento risulta il tempo, in quanto questo evento cade in un periodo poco stabile dal punto di vista meteorologico.
Per chi volesse seguire l'eclisse dalla poltrona lo potrà fare collegandosi a questo sito.
Si ringrazia filodv31 per l'importante lavoro svolto e per la segnalazione
tratto da: Altro Giornale
«Non poteva essere nemmeno una stella - ha chiarito l'amica - perchè il centro era nero e intorno aveva delle luci». «Erano prima azzurre e poi gialline - ha raccontato ancora Michela - e non c'erano solo quelle, aveva anche delle specie di sporgenze». Il misterioso oggetto ha continuato a salire sulla linea dell'orizzonte mentre le ragazze col cellulare hanno tentavano di fotografarlo. Causa la scarsità di luce e la distanza le immagini che pubblichiamo non sono molto nitide. «A un certo punto - ha continuato Michela - l'oggetto si è fermato e poi è sparito del tutto». Un mistero nel mistero che ha lasciato a bocca aperta le giovani testimoni dell'evento. «Eravamo molto emozionate» , hanno spiegato le due amiche, sicure di essere state testimoni di un incontro ravvicinato. forse era questo l’oggetto non identificato? tratto da Altro Giornale
«Volava con un movimento ondulatorio con delle strane luci, si è fermato e poi è sparito»
TREVIGLIO - Oggetti volanti non identificati nel cielo della Zona Nord di treviglio. Lo scorso 5 luglio un gruppo di ragazze è stato testimone di un misterioso avvistamento. «Eravamo nel giardino della mia abitazione con alcune amiche - ha raccontato Michela Chiari, 18 anni - All'improvviso ho notato un punto nero che si muoveva nel cielo». «All'inizio non credevamo ai nostri occhi - ha aggiunto l'amica Naumova Veselina, 14 anni - Non sapevamo cosa pensare». «Non poteva essere un aereo - ha chiarito Michela - Si stava spostando dal basso all'alto e con un movimento oscillatorio. Non credo che neanche un pallone potesse avere un simile movimento».
Articolo pubblicato il 17/07/09 Pietro Tosca
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