Per un mondo SENZA GUERRE
Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

Pioggia di polimeri

 

clip_image001Nella stagione autunnale le operazioni aeree che prevedono il rilascio di polimeri si intensificano, poiché è il periodo dell’aratura e della semina. I filamenti, che fungono da vettori, infatti, sparsi nella biosfera, ricadendo al suolo, vengono incorporati nel terreno e nelle radici delle piante, con le disastrose conseguenze che si possono facilmente immaginare sui prodotti agricoli e sugli esseri viventi che se ne nutrono.
Come molti altri cittadini, Maria Grazia Campus, a Macomer, comune in provincia di Nuoro, ha fotografato il 6 ottobre scorso, tele artificiali, in seguito al passaggio di velivoli chimici. Questi fili polimerici, appicicatisi ed impigliatisi in ogni dove, non sono ragnatele secrete da Aracnidi. Ciò è stato dimostrato, in Italia, dal biologo Giorgio Pattera: la composizione dei polimeri "aerei" è diversa dalle ragnatele, non essendo formati da proteine.

clip_image002E’ stata inventata e diffusa una leggenda metropolitana dal corifeo del C.I.C.A.P. e negazionista incallito, Simone Angioni, secondo cui fantomatici ragni migratori sarebbero all’origine del fenomeno. Questi ipotetici ragni, che non sono mai stati né visti né catturati, semplicemente non esistono: è l’ennesima fandonia propalata dalla coorte dei disinformatori. Tra l'altro i polimeri di ricaduta si possono osservare in tutti i mesi dell'anno.

 

IL PRESIDENTE DELLA KALMIKIA, KIRSAN ILYUMZHINOV, INCONTRA DELEGAZIONE EXTRATERRESTRE

 

Kirsan Ilyumzhinov, presidente della Kalmykia l'unica repubblica buddista russa presente in Europa, ha dichiarato durante una intervista ad una emittente televisiva  nazionale, di aver ricevuto in visita una delegazione ET. "Questa visita è stata inaspettata " - asserisce durante l'intervista il presidente Kirsan, "il tutto è avvenuto qualche anno fa  e gli extraterrestri sono entrati nel mio appartamento di Mosca, come teletrasportati, dopodichè mi hanno portato dentro la loro astronave". Dal racconto dell'accaduto, emerge che Ilyumzhinov ha trascorso con loro qualche ora. "Gli alieni sono stati molto gentili con me e mi hanno ospitato a bordo della loro astronave fatta come un tubo semi-trasparente".

IL MUFON AFFERMA: IL CASO MEIER E’ REALE.

 

Billy MeierCon una mossa a sorpresa, il M.U.F.O.N. (Mutual Ufo Network) ha affermato in questi giorni l’autenticità del controverso e famoso caso che vide protagonista negli anni ‘70 il contattista svizzero Billy Eduard Albert Meier. Tutto ciò è stato reso noto da George A. Flier , presidente della famosa associazione ufologica statunitense, nonché ex ufficiale del U.S.A.F. e sostenitore del famoso disclosure project. Flier sostiene che le famose fotografie portate alla luce dal contattista svizzero, da sempre al centro di aperte e controverse polemiche tra gli ufologi di tutto il mondo, siano in realtà genuine come dimostrato dal supporto scientifico di alcuni esami, effettuati negli ultimi tempi sulle stesse, che confermerebbero la realtà e la genuinità delle fantastiche immagini che tutti conosciamo.

 

Gregg Braden - Fractal Time - Convegno di Montichiari, 13 ottobre 2010

 


GREGG BRADEN - FRACTAL TIME

13 ottobre 2010 - Sala Congressi del Centro Fiera Del Garda di Montichiari (BS)
18,00 – 20,00 - Il Codice del Tempo (Fractal Time)
20,30 – 22,30 - La scienza dei Miracoli (The Sciente of Miracles)

Sentiamo dal cuore di iniziare questo articolo con un ringraziamento agli amici e di Marcrolibrarsi. E’ grazie a loro che è stato possibile avere lo scienziato Gregg Braden qui in Italia. Ed è sempre grazie a loro che la redazione di Altro Giornale ha avuto un posto d’onore in prima fila. Ad Alvise e a tutto il gruppo Macro quindi vanno i nostri più sinceri ringraziamenti con l’augurio e la disponibilità da parte nostra che questa collaborazione sia l’inizio di un più grande progetto di collaborazione. Uniti per un nuovo futuro, ricco di pace, onestà e consapevolezza.

Il convegno ha come tema le ultime scoperte in rapporto alla ciclicità del tempo e sulla fine della nostra era; un periodo questo definito “uno dei più importanti nella storia del mondo”. Dalla ciclicità del tempo ai concetti dei momenti estremi, dal calendario Atzeco a quello Maya, dalla antiche civiltà scomparse ai rischi attuali, dal concetto dei frattali alla codifica del tempo, dal linguaggio del cuore ai punti critici di scelta.
Il messaggio che lo scienziato vuol passare è forte e chiaro: oggi siamo ad un punto critico della nostra civiltà, come è successo altre volte nella storia del pianeta. La sfida alla quale siamo chiamati è nel non commettere i soliti errori delle antiche civiltà che per paura ed incomprensione hanno fatto guerre segnando così la loro fine. Il palcoscenico è pronto, le possibilità ci sono tutte, la nostra coerenza e il nostro cuore sono il segreto.

Ore 18, Gregg Braden è atteso sul palco della sala del centro congressi di Montichiari. La sala è gremita, oltre 500 persone sedute, ordinate, in attesa. La prima fila è riservata a giornalisti ed associazioni; oltre noi che rappresentiamo Altro Giornale e Spirito Libero, riconosciamo il Messaggero Veneto, il Centro Olistico di Busto Arsizio. Accanto prendono posto Marco Columbro, Daniele Bogiatto, Barbara Comerio. L’equilibrata voce di Alvise, autorevole responsabile organizzativo della serata, annuncia l’arrivo di Gregg Braden, l’uomo più atteso.
PRIMA PARTE
Analisi della situazione attuale
Partendo dall’analisi delle crisi globali lo scienziato velocemente punta l’attenzione sul concetto di estremo. Gli stremi globali, gli estremi umani, gli estremi personali. Questo sarà un perno al di sopra del quale verrà strutturata tutta la conferenza. L’aspetto frattale del tutto vede nel nostro stato d’essere il principale responsabile dei rischi di questo cambio d’era.
Un sottile ma necessario passo indietro porta l’attenzione alla ciclicità del tempo e alle antiche civiltà che ci hanno preceduto. Dai resoconti indù degli yuga, al calendario Atzeco, fino al Lungo Computo dei Maya, la conclusione della nostra era è stata pronosticata come un periodo di guerre, sofferenze, sfrenatezze e disuguaglianze.
Attraverso una selezione di diapositive di antichissimi siti archeologici Braden ci presenta le tracce di civiltà scomparse che segnano ciclicamente i cambi delle ere mondiali. 5.000 anni fa in Perù (area del Coral), 10.000 anni fa tra India e Pakistan (Indus Valley) e 15.000 anni fa in Bolivia (nei pressi di Titicaca).
Una sequenza di grafici comparativi presenta la quantità dell’energia solare su scala millenaria. Tra alti e bassi la nostra attenzione viene diretta nei momenti critici di ogni cambio d’era. I grafici dimostrano chiaramente che la quantità di energia solare del nostro periodo storico è esattamente uguale a quella di 5.000 e 10.000 anni fa. Attraverso questo grafico lo scienziato spiega che il cambiamento climatico che stiamo vivendo oggi è diretta conseguenza dell’aumento delle temperature che deriva dalla quantità di energia solare emessa. Lo scioglimento dei ghiacci crea l’innalzamento dei mari e con questo il sostanziale cambio climatico. I cambiamenti che vediamo oggi sulla terra sono “normali” in questi momenti di cambiamento d’era.

La Sfida, il computo del tempo

“Quello che dobbiamo imparare è nel non fare come civiltà oggi quello che gli antichi popoli hanno fatto. Le antiche civiltà, per pura, hanno reagito a questi momenti di grande cambiamento con guerre, creando distruzione. Questa è la nostra grande sfida e la chiave è nella comprensione. Nella comprensione, nell’accettamento e nell’unione, di fronte alla ciclicità del tempo”.
Attraverso una sequenza di diapositive Gregg Braden spiega in parole semplici il concetto dei frattali. “E’ il metodo che la natura usa, su diversi livelli, per tutto” La differenza sta solo nella scala. L’esempio che viene presentato paragona l’atomo al sistema solare, il microcosmo con il macrocosmo, come in alto così in basso, come dentro così fuori.
Il concetto frattale apre la strada all’ultima delle teorie/scoperte dello scienziato. Partendo dal concetto che tutto è frattale e che tutto si rispecchia, se pur con scale diverse, studiando la ciclicità del tempo e i relativi punti critici documentati dell’umanità, Gregg Braden ci presenta un universo fatto di schemi. Schemi temporali ciclici che, tenendo conto della sezione aurea, possono rivelarci quando in futuro possono ripresentarsi momenti critici. Per questo è stato realizzato un particolare software che prende il nome di “computo del tempo”.
Lo studio parte da un evento germinale che getta il seme, le condizioni, affinché un evento simile si presenti nuovamente in futuro. Seguono adesso una serie di calcoli che attraverso questo software del computo del tempo (da lui stesso ideato), partendo da specifiche date critiche nel passato è possibile risalire a quando si possono riscontrare le solite circostanze.
Le date critiche presentate attraverso il computo del tempo sono:

  • Evento germinale: anno 1929 collasso economico
    Riflesso frattale: anno 2010
  • Evento germinale: anno 1941 attacco a sorpresa Pearl Harbor
    Riflesso frattale: anno 2001 attacco a sorpresa Torri Gemelle
  • Evento germinale: anno 2001 attacco a sorpresa Torri Gemelle
    Riflesso frattale: anno 2010
  • Evento germinale: anno 1914 guerra mondiale
    Riflesso frattale: anno 2011
  • Evento germinale: anno 1945 fine guerra mondiale
    Riflesso frattale: anno 2010

Lo scienziato sottolinea più volte l’aspetto probabilistico che è parte integrante del nostro sistema corporeo ed universale, dimostrato oggi dalla fisica quantistica. Il fatto che si verifichino o meno determinate tragedie è la risultante della coscienza collettiva. Questa risultante fa a sua volta da evento germinale, esattamente come uno schema frattale temporale. Il bene riflette bene, il male riflette male.
La coscienza collettiva in questo sistema assume il fondamentale ruolo di ago della bilancia. Le profezie ci indicano che nel nostro periodo storico esistono due futuri possibili. 1000 anni di pace o la morte della nostra civiltà. La presenza dei molti ordigni in grado di cancellare ogni forma di vita sulla Terra unita alla criticità degli equilibri psicologici dovuti alle incertezze del cambio d’era ci presentano uno scenario, purtroppo, possibile. Le scelte dell’umanità diventano oggi quanto mai importanti.
Una breve pausa di mezzora permette a tutti noi di mangiare un piatto vegetariano in un vicino ristorante giapponese e di metabolizzare le molte informazioni dello scienziato.
SECONDA PARTE
I limiti della fisica, gli insegnamenti passati e presenti
La seconda parte della serata ha come tema “La Scienza dei Miracoli”.
Attraverso le sue molte ricerche Gregg Braden ci presenta un essere umano ed una realtà scientifica diversa dalla comune interpretazione. “In questi messaggi è contenuta la grande speranza dell’umanità”.
Vengono presentati i limiti della fisica ed i falsi presupposti della scienza in cui tutto viene considerato separato e le emozioni ed i pensieri non hanno impatto sulla realtà. Oggi gli scienziati ci dicono esattamente il contrario. Ci dicono che dobbiamo pensare a noi stessi e di noi stessi in maniera diversa e che è possibile farlo attraverso l’analisi dei grandi pensatori del passato ed alla consapevolezza del nuovo paradigma quantistico.
La scienza contemporanea ha dimostrato che quello che è sempre stato considerato lo spazio vuoto dell’universo non esiste e che questo in realtà è formato da una ragnatela di filamenti energetici che permea e collega tutto. Una sequenza di diapositive mettono a confronto le immagini scattate dal telescopio Hubble (dove appare un universo separato) con quelle del telescopio Chandra (che dimostra la ragnatela energetica che unisce tutto). Questa ragnatela di collegamento universale oggi assume comunemente il nome di ologramma quantico, di campo universale, di matrice divina, di mente di Dio.
Vengono citati il libro “The Field” della giornalista Lynn McTaggert e i molti studi dello scienziato Max Planck.
“Tutto è connesso attraverso il campo. Dobbiamo capire il linguaggio per imparare a parlarci”.
Velocemente Gregg Braden sposta l’attenzione della sala sulla comprensione della connessione del campo. Attraverso chiari esempi, passando dal Vangelo di Tommaso, agli antichi testi nelle biblioteche di monasteri Induisti, dalle antiche filosofie e tradizioni Indigene alle nuove scoperte quantistiche lo scienziato esprime la sua chiave di interpretazione del linguaggio del campo.
Un’altra veloce sequenza di diapositive ricche di esperimenti permette allo scienziato di rafforzare le proprie teorie. Passano velocemente in rassegna articoli ed immagini sull’Effetto Placebo; dagli esperimenti del cardiologo L. Cobb degli anni 1990 negli Stati Uniti, fino a quelli di Fabrizio Benedetti dell’anno 2004 presso la Facoltà di Medicina di Torino. Lo scienziato sottolinea che l’effetto nocebo funziona esattamente al contrario. “Le malattie seguono le credenze”.
Ed ancora i Rotoli del Mar Morto che raccontano quanto il corpo dell’essere umano “puro” sia progettato per vivere centinaia di anni; i molti esempi di persone che vivendo in villaggi indigeni, nei cuori delle foreste e agli apici di montagne annoverano una media d’età decisamente superiore a quella “comune”.
Le emozioni, la coerenza, il DNA
“Io non conosco nessuno di voi eppure posso dire di sapere molte cose di ognuno. Voi siete quelle persone considerate strane, quelle che parlano di cose strane. So anche che quando qualcuno ha veramente bisogno è da voi che viene”. E continua “conosco le difficoltà che si provano a vivere una vita orientata ad un nuovo pensiero, fuori dal sistema e contestualmente all’interno. Voi siete testimoni della fine ed operatori dell’inizio”.
Con queste frasi Gregg Braden inizia un percorso di responsabilizzazione.
Gli insegnamenti che lo scienziato ha in programma per noi partono con una serie di diapositive che documentano alcune guarigioni da malattie gravi attraverso la metodologia delle “credenze”.
“Le emozioni umane producono effetti che sfidano le leggi della fisica convenzionale”
Abbastanza semplicemente viene spiegato che il concetto credenze si basa sui sentimenti e sulle emozioni che proviamo. Ogni nostro sentire emette delle vibrazioni che inevitabilmente dialogano con il campo. Il segreto da capire è nel mantenere in armonia un determinato stato vibrazionale equilibrato tra cuore e mente. Lo scienziato si spinge oltre, inquadrando queste frequenze nell’unità di misura di 53 GHZ. Nel mantenimento di questa frequenza il nostro stato d’essere emette delle vibrazioni/onde in grado di interagire perfettamente con il campo e di trasmettere il bene. Possiamo riconoscere il fluire delle nostre emozioni che dall’emisfero destro del cervello arrivano fino al cuore.
In questo “stato” il nostro cuore si apre in un sentimento di calore, unione, amore universale. Queste emozioni emettono una grande energia in perfetta armonia con quella creatrice. Così si è in grado di interagire con il campo e con la matrice che forma tutta la realtà. Gregg Braden individua in questa frequenza di 53 GHZ il canale attraverso il quale l’essere umano diventa un partecipante attivo di rilievo nella creazione. Un susseguirsi di diapositive ci presenta i differenti stati di energia nel cervello man mano che ci avviciniamo alla frequenza creatrice. E’ stupefacente vedere quanto queste energie rispecchino la forma del TAO e quante similitudini ci siano con tutte le antiche filosofie.
Per chiarirci ulteriormente questa metodologia creatrice Gregg Braden presenta un famoso esperimento che dimostra il comportamento dei fotoni in rapporto al DNA. Nello specifico si fa riferimento all’esperimento che porta il nome di “Effetto fantasma del DNA in vitro”. Un esperimento molto importante fatto nel 1995 dai 2 biologi quantistici russi Vladimir Poponin e Peter Garaiev. Collocando dei campioni di DNA all’interno di un cilindro in uno stato di vuoto gli scienziati dimostrarono che le particelle contenute immediatamente assumono una posizione diversa dalla precedente rispecchiando le forma dei filamenti del DNA. Questo esperimento dimostra che l’energia scaturita dall’unione del DNA alle cellule (quindi l'uomo) influenza la materia e il mondo.
Si prosegue con l’illustrazione dell’esperimento di non località dimostrato al Quantum Theory of Motion, presso l’università di Cambridge nel 1993. Gli scienziati hanno dimostrato che cambiando “il modo in cui sentiamo” si modifica istantaneamente anche il nostro DNA. Attraverso emozioni positive il DNA si allunga ed esprime il potenziale migliore. Attraverso emozioni negative accade esattamente il contrario.
  • Le emozioni cambiano il DNA
  • Il DNA cambia la materia
  • Le emozioni cambiano il mondo


E’ bellissimo constatare quanto dopo quattro ore di convegno lo scienziato Gregg Braden sia ancora trasportato dall’entusiasmo nel condividere con noi queste sue importanti scoperte.
“Queste informazioni vanno adesso contestualizzate. Siamo alla fine di un ciclo storico. Abbiamo dimostrato che in questo particolare periodo si stanno concentrando molte energie, che il pianeta sta cambiando e che in noi stessi stanno avvenendo grandi cambiamenti. Abbiamo visto quanto momenti come questo nel passato abbiano portato a guerre e distruzione. Il nostro impegno deve andare nella comprensione di queste informazioni, nella condivisione del bene, dell’amore, della compassione. Facciamo in modo che il nostro essere emetta buone onde e buona energia. L’umanità è a un punto critico; oggi, qui adesso, tutto è possibile. Possiamo cambiare il mondo, possiamo salvare l’umanità dall’autodistruzione. Abbiamo una grande responsabilità.”
“Le emozioni collettive hanno un forte impatto sulla Terra. Se riusciamo a mantenere il campo coerente, vinceremo la sfida in questo cambio d’era, tutto il pianeta ne trarrà grandi benefici. Il segreto è nel cuore, nel sentimento, nelle emozioni, in una parola “compassione” ”.
“Cosa scegliamo, l’amore o la paura? Focalizziamoci sul cuore e chiediamoci cosa stiamo scegliendo. Lo vedremo, ormai il palcoscenico è pronto, tutti gli attori sono in scena, la scelta è nostra.”
Con questa frese Gregg Braden termina il suo convegno.
Ma lo scienziato ha in serbo per noi ancora una cosa. Ci viene chiesto di lasciare ogni cosa, di porre al suolo i blocchi degli appunti e le macchine fotografiche. Sale sul palcoscenico Martha Reich, magicamente appaiono una chitarra ed un flauto.
Alla chitarra Martha e al flauto Gregg. L’invito è quello di chiudere gli occhi e farsi trasportare dalla musica. Così i due iniziano un meraviglioso canto armonico. E’ questo il giusto epilogo del convegno; le molte informazioni ed i molti messaggi che ognuno dei presenti ha ascoltato trovano attraverso questi canti melodiosi il giusto posto. Oltrepassando la mente razionale in totale armonia vanno posizionandosi nei più profondi stadi della nostra coscienza.
Attraverso questo speciale finale, che ci sentiamo di definire alchemico, Gregg Braden riesce nell’intento di oltrepassare qualsiasi giudizio cosciente arrivando così all’anima di ognuno di noi. I grandi concetti e le molte informazioni della serata non appartengono più alla mente, bensì alla coscienza; adesso sono pura esperienza e trovano la loro analisi a livello subconscio.
Tutti noi, chi prima chi poi, sentirà il fuoriuscire di questa esperienza. Siamo stati testimoni di una vera magia.
Finisce il canto, riapriamo gli occhi. Rimane adesso viva in ognuno la consapevolezza di aver vissuto un momento di una sacralità molto elevata. In sala si percepisce un campo stabile. Viviamo tutti collettivamente un “punto zero” di stato di coscienza.
Sono le 23, salutiamo con un veloce abbraccio Alvise e agli altri amici, fratelli in questa speciale avventura. Un veloce pensiero va già a marzo quando Gregg Braden tornerà in Italia. In quella occasione Marcolibrarsi sta già organizzando un seminario di due giorni con tema “La profonda Verità e la saggezza delle tradizioni”. Avremo certamente l’occasione di riparlarne e di presentare ai lettori questa nuova iniziativa.
Con il cuore e con gli occhi salutiamo Gregg Braden, meraviglioso protagonista di questo cambio d’era.
Possiamo dire di aver conosciuto un Gregg Braden leggermente cambiato negli anni. Molto spesso abbiamo percepito una sensazione di ultimatum nelle sue parole.


Redatto per Altro Giornale da xxo

Il Dottor Bhathal scrive al CUI

 

47tucanae Come ben saprete, qualche giorno fa la stampa mondiale pubblicò un articolo interessantissimo. Si approfondiva il discorso di un segnale laser, ricevuto nel dicembre 2008 dall'équipe presieduta dal Dottor Ragbir Bhathal (University of Wester Sidney), notizia di cui aveva accennato anche il Centro Ufologico Ionico. I giornalisti, cavalcando la presunta individuazione del pianeta "potenzialmente abitabile" Gliese 581g, hanno frettolosamente dichiarato che il segnale provenisse da quella zona, creando un pò di confusione. Il Centro Ufologico Ionico non si è accontentato degli articoli di stampa e ha deciso, grazie al sottoscritto, di contattare direttamente Bhathal via email. Nella missiva che ho inviato ho scritto ciò:
"Caro Dottor Ragbir Bhathal, mi chiamo Antonio De Comite, scrivo da Taranto (Italia), studio il fenomeno UFO e sono amministratore e redattore del sito del CUI (Centro Ufologico Ionico). Vorrei porle, se posso, una domanda sulla sua scoperta del segnale laser nel 2008. Il segnale si è davvero originato dal sistema stellare Gliese e apparentemente lanciato dal pianeta Gliese 581g? Oppure la sua origine si trova in un altro sistema stellare? La ringrazio in anticipo per la cortese risposta che vorrà darmi e, nel frattempo, vi invio i miei migliori auguri per un proficuo e brillante lavoro". Sin qui la missiva inviata il giorno 14 ottobre 2010. Ebbene, il giorno 15 ottobre 2010 ricevo la sua risposta ancora più sconvolgente: il segnale laser è stato davvero ricevuto, ma non proveniva da Gliese 581g bensì dall'ammasso globulare 47 Tucanae. Ecco la sua risposta in lingua inglese:
"Hi. There has been a mix up of stories by the press. I have sent the corrections to the newspapers but none of them has corrected it. We found a laser look alike signal from 47 Tucanae about two years ago. But we did not find the signal again after several months of search. So we had placed a big question mark against it and had discounted it."
Una breve descrizione di 47 Tucanae (che si trova a 13.400 anni luce dalla Terra) prese da Wikipedia: "47 Tucanae (noto anche con la designazione di Bayer ξ Tucanae, o NGC 104) è un ammasso globulare visibile nella costellazione australe del Tucano; è uno dei più grandi ammassi globulari conosciuti. Si trova ad una distanza di circa 13.400 anni luce dal sistema solare, ma è abbastanza luminoso da poter essere visto ad occhio nudo, essendo un oggetto di magnitudine +4,91; appartiene alla classe III, cioè molto concentrato".
Per concludere, abbiamo avuto una risposta precisa, la quale dichiara che la stampa non ha fatto la dovuta correzione, nonostante il dottor Bhathal abbia inviatato la stampa mondiale a farlo. Inoltre afferma che, anche se il segnale laser è stato ricevuto da 47 Tucanae, la fonte non si è più ripetuta, nonostante mesi di ricerca in quel punto, lasciando al dottor Bhathal e la sua équipe un grosso punto interrogativo su che cosa fosse.
Che dire, grazie al Dottor Bhathal sappiamo come sono andate realmente le cose e lo ringraziamo per la risposta che ha inviato al Centro Ufologico Ionico. Grazie ancora.
Antonio De Comite
Esclusiva del Centro Ufologico Ionico

Biografia del Dottor Ragbir Bhathal
Sotto (foto 1 e 2) le immagini del posizionamento dell'ammasso globulare di 47 Tucanae
47tucanae1
47tucanae2
47tucanae3
Sopra immagine che mostra (in alto a sinistra) Gliese (Costellazione Bilancia o "Libra). In basso a destra la costellazione 47 Tucanae. (*)
Si ringrazia l'amico Walter Conidi (Centro Ufologico Ionico) per l'elaborazione delle immagini delle costellazioni
47tucanaehst
(*) le immagini delle costellazioni sono state prelevate tramite la mappa stellare virtuale "Stellarium"
Fonte:
tratto da:Altro Giornale

Pubblicazione del Disclosure Project Briefing Document

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Nel 2001, un gruppo di ex militari, ex appartenenti ai servizi di intelligence e scienziati che hanno lavorato per la NASA si riunirono a Washington D.C., sotto la supervisione di Steven Greer. Era il cosiddetto "Disclosure Group", che aveva un compito ambizioso: quello di incominciare ad informare, con dati e testimonianze di prima mano, l'opinione pubblica sulla realtà del fenomeno UFO e le ipotetiche intelligenze extraterrestri che c'erano dietro. E poneva l'accento sulle tecnologia pulite e a costo zero che potevano fornire "i dischi volanti", essenziali per salvare il pianeta dalla catastrofe ambientale, apparentemente senza soluzione. Tutto fu condensato in un documento di 480 pagine in lingua inglese e che ora grazie a Danilo Iosz, blogger del sito discolosureprojectufo (link nei nostri siti amici) possiamo goderci in ligua Italiana, dopo alcuni anni di duro lavoro. Ringraziamo Danilo per averci fornito tramite Email il materiale e questo bellissimo documento da far conoscere a tutti i nostri utenti.

I complimenti da tutto lo staff del Centro Ufologico Ionico per questo stupendo lavoro.

Articolo scritto da Walter Conidi

Sotto l'annuncio nel suo blog ufficiale:

E' con grande piacere che vi annuncio la pubblicazione in italiano del famoso documento relativo al DISCLOSURE PROJECT, il programma statunitense ideato dal Dott. Steven Greer, volto alla divulgazione mondiale del problema UFO/ET.
Mi preme ringraziare anticipatamente coloro che hanno reso possibile questo mio lavoro: sto parlando della giornalista/ufologa italo americana Paola Leopizzi Harris e dell'amica, nonchè ricercatrice e giornalista, Lavinia Pallotta, attuale direttore editoriale della rivista mensile XTIMES, senza le quali oggi non sarei qui a scrivere su questo blog.
Oltre ai miei diretti collaboratori che ringrazio infinitamente e che elenco nella prefazione del documento qui pubblicato, voglio rendere sicuramente omaggio al coraggio, all'esperienza e alla dedizione di colui che ha ideato il DISCLOSURE PROJECT: mi riferisco al Dott. Steven Greer e a sua moglie Emily.
Ed è a loro che dedico questa mia pubblicazione.
Grazie e buona lettura.

DISCLOSURE PROJECT BRIEFING DOCUMENT
(traduzione italiana on line autorizzata dal dott. Steven M.D. Greer)

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Clicca sull'icona per scaricare il file

Fonte: C.U.I Centro Ufologico Ionico

DOSSIER SULLE SCIE CHIMICHE


Il governo britannico ammette esperimenti di irrorazione su milioni di cittadini usati come cavie inconsapevoli
Milioni di persone coinvolte in test di armi biologiche

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Una gran parte della Gran Bretagna fu esposta al contagio batteri irrorati nel corso di esperimenti segreti
Antony Barnett, redattore per gli affari pubblici
The Observer - Domenica 21 aprile 2002
Versione originale inglese disponibile all’indirizzo internet:
www.guardian.co.uk/politics/2002/apr/21/uk.medicalscience
La traduzione è del curatore del sito, che ha pure aggiunto l’enfasi ad alcune parole o frasi (evidenziate in grassetto) ed alcuni commenti che non ha saputo fare a meno di esprimere (sono in corsivo fra le parentesi quadre). Il video finale (in inglese) evidenzia alcuni dei contenuti dell’articolo.
Il Ministero della Difesa ha trasformato una gran parte del paese in un gigantesco laboratorio per la realizzazione di una serie di esperimenti per testare armi biologiche [agenti infettivi, N.d.T.] sulla popolazione.
Un rapporto governativo appena rilasciato ci fa conoscere per la prima volta la storia completa ed ufficiale degli esperimenti britannici sulle armi biologiche compiuti tra il 1940 ed il 1979. Molti di queste test rilasciarono micro-organismi e sostanze chimiche potenzialmente pericolose su fascie enormi della popolazione senza che i cittadini ne fossero informati. Mentre i dettagli di alcuni esperimenti segreti sono emersi negli ultimi anni, il rapporto di 60 pagine rivela nuove informazioni su più di 100 esperimenti segreti.

Il rapporto rivela che al personale militare furono date istruzioni di riferire a qualsiasi “investigatore curioso” che gli esperimenti erano parte di progetti di ricerca sul clima e sull’inquinamento dell’aria. I test, portati avanti da scienziati statali a Porton Down, furono progettati [ufficialmente, ma ci dobbiamo credere? N.d.T. ] per aiutare il Ministero della Difesa a stimare la vulnerabilità della Gran Bretagna nell’eventualità che i russi rilasciassero nuvole di germi mortali sul paese.
Nella maggior parte dei casi durante gli esperimenti non vennero usate armi biologiche, ma degli agenti alternativi che gli scienziati pensavano potessero imitare quelli biologici e che il Ministero della Difesa sosteneva fossero innocui. Ma famiglie che vivono in determinate zone del paese e che hanno avuto bambini con difetti congeniti stanno richiedendo un’inchiesta pubblica [ovviamente mai effettuata, N.d.T. ].
Un capitolo del rapporto “Gli esperimenti con particelle fluorescenti” rivela come tra il 1955 ed il 1963 aerei volarono dal nord-est dell’Inghilterra alla punta della Cornovaglia lungo le coste meridionali e occidentali, sganciando sulla popolazione enormi quantità di solfuro di zinco e cadmio [vi ricorda niente? N.d.T.]. I composti chimici andarono alla deriva per miglia nell’entroterra, e la loro fluorescenza permise di monitorarne la diffusione. In un altro test, durante il quale si utilizzò solfuro di zinco e cadmio, un nebulizzatore fu rimorchiato lungo una strada vicino a Frome, nel Somerset, dove riversò il composto chimico per un’ora.
Mentre il Governo ha insistito nell’affermare l’innocuità di tale composto chimico, il cadmio è riconosciuto come una causa di cancro al polmone e durante la Seconda Guerra mondiale esso fu considerato dagli Alleati come un’arma chimica.
In un altro capitolo “Esperimenti di copertura di grandi aree”, il Ministero della Difesa descrive come tra il 1961 ed il 1968 più di un milione di persone lungo la costa meridionale dell’Inghilterra, da Torquay alla New Forest [Foresta Nuova], furono esposte a batteri fra i quali e.coli e bacillus globigii, che simula l’agente dell’antrace. Questi rilasci provennero da una nave militare, la Icewhale, ancorata di fronte alla costa del Dorset che spruzzò i microrganismi in un raggio di 5-10 miglia.
Il rapporto rivela anche dettagli degli esperimenti DICE nel Dorset meridionale tra il 1971 ed il 1975. Questi esperimenti hanno coinvolto scienziati degli Stati Uniti e del Regno Unito che spruzzarono nell’aria massicce quantità di batteri di serratia marcescens, insieme ad un agente che simulava l’antrace ed al fenolo.
Batteri simili sono stati rilasciati nei “Test di sabotaggio” fra 1952 e 1964. Questi erano test per determinare la vulnerabilità all’attacco di grandi edifici statali e del trasporto pubblico. Nel 1956 i batteri furono rilasciati nella metropolitana londinese all’ora di pranzo lungo la Linea Nord tra Colliers Wood e Tooting Broadway. I risultati mostrano che i micro-organismi si diffusero lungo un tragitto di 10 miglia. Prove simili furono condotte in alcuni tunnel che scorrono al di sotto di edifici governativi a Whitehall.
Gli esperimenti che furono condotti tra 1964 e 1973 compresero l’attaccare germi alla ragnatele nelle cassette della posta per controllare come essi sarebbero sopravvissuti in differenti ambienti. Questi esperimenti furono eseguiti in una dozzina di località della nazione, incluso il West-End londinese, Southampton e Swindon. Il rapporto inoltre fornisce i particolari di più di una dozzina di altri esperimenti condotti su aree più piccole fra 1968 e 1977.
Negli ultimii anni, il Ministero della difesa ha affidato a due scienziati la verifica della sicurezza di questi test. Entrambi hanno affermato che non c’era rischio per salute pubblica, anche se uno dei due sospetta che le persone più anziane e quelle sofferenti di malattie respiratorie avrebbero potuto essere seriamente colpite se avessero inalato sufficienti quantità di microrganismi.
In ogni caso alcune famiglie che vivono nelle aree maggiormente coinvolte in questi test segreti sono convinte che gli esperimenti hanno causato ai loro bambini difetti congeniti, handicap fisici e difficoltà di apprendimento.
David Orman, un ufficiale dell’esercito di Bournemouth, sta richiedendo un’inchiesta pubblica. Sua moglie Janette nacque a Lulworth Est nel Dorset, nelle vicinanze di una delle aree dove vennero condotti molti di quegli esperimenti. Ha avuto un aborto spontaneo, quindi ha dato alla luce un figlio con paralisi cerebrale. Tre sorelle di Janette, anche loro nate in quel villaggio mentre gli esperimenti erano in corso, hanno dato alla luce dei bambini con dei problemi inspiegabili, così come è successo ad un certo numero di loro vicini.
L’autorità sanitaria locale ha negato che vi sia un’insolito raggruppamento di casi, ma Orman la pensa diversamente. Egli afferma: “Io ne sono convinto: è accaduto qualche cosa di terribile. Il villaggio era una comunità compatta ed il fatto di avere così tanti difetti congeniti in un lasso di tempo così limitato deve essere qualcosa di più che una coincidenza”.
I governi successivi hanno provato a mantenere segreti i particolari delle prove di guerra biologica. Mentre i rapporti di un certo numero di esperimenti sono emersi nel corso degli anni attraverso l’Ufficio del Pubblico Registro [Public Record Office, una sorta di archivio accessibile al pubblico, N.d.T. ]. Quest’ultimo documento del Ministero della Difesa - che è stato rilasciato su richiesta del parlamentare liberal-democratico Norman Baker - offre la più completa versione ufficiale disponibile al momento [chissà quante cose sono rimaste nascoste che non sapremo mai, N.d.T. ] sui test di guerra biologica.
Baker ha detto: “Accolgo favorevolmente il fatto che il governo abbia finalmente divulgato queste informazioni, ma mi chiedo perchè ci sia voluto così tanto tempo. È inaccettabile che i cittadini siano stati trattati come cavie inconsapevoli e voglio essere sicuro che siano veritiere le affermazioni del Ministero della Difesa sull’innocuità dei prodotti chimici e batteriologici utilizzati”.
Il rapporto del Ministero della Difesa descrive la storia della ricerca del Regno Unito sulla guerra biologica a partire dalla seconda guerra mondiale, quando a Porton Down furono prodotte cinque milioni di balle di frumento piene di mortali spore dell’antrace, che sarebbero state lanciate sulla Germania per ucciderne il bestiame. Esso fornisce anche dettagli sugli infami esperimenti con l’antrace su Gruinard, sulla costa scozzese che lasciò l’isola così contaminata che essa non potè più essere abitata fino alla fine degli anni ‘80.
Questo rapporto inoltre conferma l’uso dell’antrace e di altri germi mortali su esperimeti condotti a bordo delle navi nei Caraibi e fuori del litorale scozzese durante gli anni 50. Il documento dichiara: “L’approvazione tacita per prove di simulazione nelle quali i cittadini potrebbero essere stati contaminati è stata fortemente influenzata da considerazioni di sicurezza della difesa, mirate ovviamente a limitare la conoscenza pubblica. Un corollario importante era la necessità di evitare l’allarme e l’inquietudine pubblica circa la vulnerabilità della popolazione civile all’attacco di armi biologiche.”
Sue Ellison, portavoce di Porton Down, ha detto: “Le relazioni indipendenti [indipendenti da chi? e chi ci crede che siano davvero “indipendenti”? N.d.T. ] di eminenti scienziati [così eminenti da sostenere che un composto cancerogeno come il cadmio sia innocuo, N.d.T] hanno mostrato che non c’è stato nessun pericolo per la salute pubblica in seguito agli esperimenti di rilascio di tali sostanze, i quali sono stati effettuati per proteggere la popolazione [alle persone irrorate con questi veleni evidentemente non resta che ringraziare per I gentili regali, N.d.T. ]. I risultati di questi esperimenti salveranno delle vite, se il paese o le nostre forze armate dovessero affrontare un attacco di armi chimiche e biologiche”. Alla domanda se tali test sulla popolazione sono ancora in atto [Sue Ellison] ha risposto: “Non è nostra abitudine discutere delle ricerche in atto” [affermazione che potremmo liberamente tradurre: “sì, lo stiamo ancora facendo, cosa volete, che ve lo andiamo a raccontare?” N.d.T. ].

Fonte: http://scienzamarcia.altervista.org/app1.html


http://www.tankerenemy.com/

Concetti Alieni: Intervista col Dr.John Mack

 

Il Giornale Onlinedi Andrew Lawler

New Age Journal
Luglio 2001


La ricerca di John Mack sulle abductions aliene lo ha spinto lontano dal mondo accademico, ma lo Psichiatra di Harvard e il suo Program for Extraordinary Experience Research costruiscono la "scienza del sacro".
"Area di Virginia - emozionante", John Mack scrisse in una nota del 1964. Si riferiva ad una possibilità per sviluppare nuovi metodi per la cura mentale all'ospedale del Massachusetts. Però questo entusiasmo e questo spirito per il rischio è un riassunto pulito della lunga e controversa carriera dello psichiatra di Harvard, come scienziato e attivista.
Mack non ha mai evitato l'esplorazione di frontiera. Mentre molti dei suoi colleghi lavoravano tranquilli nella torre d'avorio di Harvard, Mack protestava contro i test nucleari nel Nevada, volava verso le guerre in Libano per dare aiuto alla diplomazia in Medio Oriente e collaborava con i colleghi Sovietici durante la Mosca della guerra fredda. Fatto più famoso, ascoltava le persone che gli raccontavano storie di visite aliene e di abductions e credeva in loro.
Il suo comportamento, inusuale per un accademico di alto livello, lo ha trasformato in una figura divertente di 71 anni per il mondo ufficiale, un moderno Don Chisciotte per quelli di orientamento progressista e un cavaliere sul cavallo bianco per quelli che credono che gli alieni siano fra noi. Persino quegli amici e colleghi contrari alle teorie sulle abductions di Mack, riconoscono il suo profondo impegno nell'affrontare i problemi a tutti i livelli personali, sociali e spirituali.

"La sua visione davvero importante è che le persone possono cambiare, possono aprirsi", dice un amico accademico.
Un altro amico dice che nel cuore di Mack c'è la passione del comprendere e alleggerire la sofferenza umana. Ironicamente, l'insolito viaggio di Mack nel reame alieno gli ha portato la sua quota di sofferenza, dai danni alla sua credibilità professionale, alla perdita di vecchi amici e alla rottura di un lungo matrimonio.
Mack stesso sembra faticare a spiegare il perchè è quello che è, data la mancanza passata sia nell'attivismo sociale che nelle materie spirituali. Un bambino introspettivo come si descrive, nato in una famiglia di accademici Ebrei Tedeschi a New York. Suo padre legge la Bibbia, ma solo come letteratura in questa famiglia atea.
Però la sofferenza non è stata un concetto astratto nella sua giovane vita. La madre biologica di Mack è morta per appendicite quando lui aveva solo 8 mesi. La sorella di sua madre si sposò più tardi con un sopravvissuto all'Olocausto, un uomo che divenne un esperto nel processo di gruppo e nella psicoterapia. Un altro zio era malato di mente e venne lobotomizzato. "Questo fu un grande fattore nella mia scelta di entrare in psichiatria", dice. Il manicomio che vedeva durante i viaggi verso il paese lo catturò. Per l'età di 12 anni, stava divorando libri di psicologia nella libreria della sua scuola.
Dopo aver finito la scuola di medicina e sposato Sally Stahl nel 1959, partirono per un'esperienza di due anni in cui Mack servì come psichiatra dell'Air Force in Giappone, dove il primo dei loro tre figli nacque. Lo shock culturale fu intenso. La vita in quel posto, ricordò più tardi, gli insegnò quanto "fantasticamente etnocentrici ed ecologicamente distruttivi possiamo essere noi Americani". La famiglia tornò negli Stati Uniti e Mack entrò in psichiatria ad Harvard negli anni '60, quando le idee sulla salute mentale erano state revisionate. Lui giocò un ruolo chiave nel creare una nuova clinica psichiatrica sia per pazienti esterni che interni nel vecchio ospedale di Cambridge di cui Harvard aveva preso il controllo.
La passione di Mack per T.E.Lawrence lo portò a scrivere una approfondita biografia dell'enigmatico uomo che giocò un ruolo chiave nella politica del Medio Oriente e nel 1977, lo sforzo lo portò al Premio Pulitzer. Lawrence visse una visione creativa del cambiare il mondo, cosa che fece appassionare, uno dei suoi amici dice ossessionare, Mack.
Per i primi anni '80, quando entrò in quella che per molti professori sarebbe la confortevole mezza età, Mack, sotto la spinta dei suoi figli, venne attirato in due altri territori vergini, il regno dei quesiti spirituali e il mondo dell'attivismo politico. Sperimentò la respirazione olotropica e le droghe psichedeliche. Venne attirato nella politica del Medio Oriente, incontrandosi con Yassir Arafat a Beirut per discutere prospettive di pace. In seguito si lanciò in un crescente sforzo antinucleare durante gli anni di Reagan, esplorando gli aspetti psicosociali della minaccia di guerra nucleare e testimoniò davanti al Congresso un problema come gli incubi infantili di un olocausto nucleare. Infine si spinse in un ruolo più attivo; la sua intera famiglia venne arrestata nel 1986 nel Sito di Test governativo del Nevada per aver protestato sulle detonazioni nucleari sotterranee.
Il suo lavoro respiratorio in particolare, impostò le basi per il suo interesse sugli alieni. "Ero aperto alla possibilità che esistesse un mondo oltre quello che possiamo vedere", ricorda. Mack iniziò a vedere pazienti che descrivevano una varietà di incontri alieni e creò il Programma per la Ricerca sulle Esperienze Straordinarie (PEER) nel Centro di Harvard per il Cambiamento Psicologico & Sociale. (Correntemente il Centro e il PEER non sono affiliati con Harvard.) Il suo libro del 1994 sul soggetto ( Abduction), che si concentra su interviste che descrivono le esperienze di un gruppo di 70 persone che affermarono di essere state addotte, provocò la ridicolizzazione e l'indignazione nei media ufficiali e una investigazione di Harvard nei suoi metodi scientifici.
Imperterrito, Mack rimase fermo, raccogliendo altri dati e intervistando persone da tutto il mondo, pubblicando Passport to the Cosmos: Human Transformation and Alien Encounters nel 1999, che si concentrava su miti relativi agli alieni ed esperienze nelle culture native, dall'Amazzonia all'Africa del Sud.
Di persona, Mack ha i tratti cauti di uno studioso, la combattività di una figura attaccata dai media e l'entusiasmo innocente di un giovane studente di college che scopre sè stesso. Durante una lunga intervista nei centri del PEER, Mack ha parlato con New Age sulla sua ultima frontiera. Quello che segue è un riassunto dell'intervista.
Domanda: Qual'è stato il primo incontro con il fenomeno alieno?
Risposta: Ho letto un articolo che trattava il fenomeno come emergenza spirituale e un collega nel mio corso di respirazione, mi portò a vedere Budd Hopkins (autore di diversi libri sugli alieni) nel Gennaio 1990. All'inizio io non credevo che fosse possibile incontrare esseri esterni alla Terra, ma divenne chiaro che non avevo altro modo per spiegare cosa stesse accadendo: se diverse persone che non sono connesse hanno le stesse dettagliate esperienze, allora non hai a che fare con un effetto generato internamente. Quindi divenni curioso.
D: Come verifichi l'attendibilità di queste affermazioni?
R: Faccio una valutazione psicologica accurata dei loro stati mentali, prendo la loro storia psicologica, gli esami clinici standard e, in alcuni dei primi casi, batterie di test psicologici. Valuterò se abbelliscono la verità. C'è altro, con cui ancora combatto. La sensazione che una persona stia parlando come se sia stata lì, questa viene dal linguaggio del corpo, lo sguardo nei loro occhi, dal non avere altri piani. Sto lavorando per definire meglio questi punti.
D: Quindi vedi quello che stai facendo come scienza?
R: Devo essere aperto al fatto che ci sono reami di dimensioni della realtà che non conosco. La conoscenza non è la stessa quando non puoi creare un esperimento controllato, ma rimangono ancora vie affidabili per conoscere. Non posso creare un esperimento che raccoglie un gruppo di UFO. Però credo che esista una qualità d'apertura di mente e rigore che possiamo applicare. Possiamo sviluppare degli standard di autenticità, attendibilità, molteplicità di testimonianze. Questa può essere considerata una scienza del sacro o dell'esperienza umana.
D: Quali tipi di standard visualizzi per tale scienza?
R: Abbiamo un progetto sulle esperienze anomale al PEER, che deriva da un workshop del 1999 sull'argomento che ha incluso teologi, antropologi, astrofisici e filosofi. Non guardiamo solo il fenomeno delle abduction, ma le esperienze di pre-morte e altri fenomeni simili che non cadono in una singola disciplina. Noi vogliamo esplorare le tradizioni dove esistono, se non standard, tradizioni sulla testimonianza oculare e sulla verità, metodi sul come decidere chi prendere seriamente. Le tradizioni Buddiste e Cattoliche affrontano questo in dettaglio, per esempio nel determinare cosa sia miracolo e cosa no.
Padre Corrado Balducci, un gentiluomo vicino al Vaticano, una volta mi colpì dicendo che la Chiesa prende molto seriamente questi rapporti sugli UFO e sulle abductions, perchè sembrano esserci molte testimonianze attendibili. Ho iniziato a pensare a questa nozione del testimone sacro o del testimone del sacro. Non vogliamo prendere, per esempio, gli standard Cattolici o Buddisti, ma possono essere delle guide.
D: Quindi questi standard possono essere applicati ad ogni sorta di esperienza anomala?
R: Il mondo New Age è pieno di persone che lavorano su tutto dalle esperienze aliene al channeling, ma non ci sono criteri reali per dire cosa prendere seriamente. Abbiamo molte critiche appropriate sul lavoro new age. Solo perchè qualcuno dice che può canalizzare qualcosa, non significa che sia vero. Il metodo scientifico ha mezzi per decidere sull'attendibilità di evidenze fisiche. Però se non ci sono evidenze fisiche, segni fisici sul corpo per esempio, ci devono essere modi per raccogliere dati e determinare la validità.
D: Stai cercando con forza di portare la scienza in un'area che è dominio della religione?
R: Barbara McClintock, vincitrice del Premio Nobel in genetica, ha descritto il suo modo di conoscere come altamente soggettivo. Lei potrebbe cadere in amore con spighe di grano; si è fusa con quello su cui lavorava. Chiaramente, dopo aver appreso in questo modo interconnesso e soggettivo, allora puoi usare la tua mente razionale per trovarne un senso. Però il tuo strumento di conoscenza è il tuo intero sè, il tuo sè intuitivo, la tua piena coscienza. Quello che i bravi scienziati e quelli che ci portano "oltre il velo" hanno in comune, è il pieno impegno con questo altro sè.
D: Dici che il lavoro respiratorio ti ha aperto ad altre visioni del mondo. Come si è rivelato questo?
R: Ho realizzato che non ero bloccato nella mia torre accademica e psicoanalitica, mi sono espanso oltre il guscio. Ho avuto questo senso di connessione con tutte queste persone, che era inspiegabile per me. Questo senso per cui ognuno di noi è in qualche modo una persona aperta e che ama e che eravamo una sola cosa in un certo modo, che in condizioni naturali possiamo connetterci in un modo molto differente dal solito isolamento competitivo in cui viviamo.
D: Come si relaziona questo con gli alieni?
R: Siamo esseri spirituali connessi con altre forme di vita e col cosmo in modo profondo e lo stesso cosmo contiene una intelligenza. Non è solo materia morta ed energia.
D: Le tue idee sulle abductions, sono più accettate ora nelle vie ufficiali, rispetto al 1994?
R: No, al contrario. Ci sono coloro che hanno paura di quello che vedono come il pericolo del ritorno dell'irrazionale. Però agli estremi c'è una crescente eccitazione e un interesse nel comprendere una realtà non conosciuta tramite il metodo scientifico tradizionale. Quindi c'è come un riscaldamento, non per una guerra di paradigma, ma un discorso non molto amichevole tra visioni in contrasto.
D: Gli "esperienti" del contatto alieno, vengono considerati pazzi nel mondo ufficiale. Li vedi come una minoranza oppressa?
R: La ridicolizzazione di questi individui e la negazione delle loro storie ha profonde implicazioni morali. Una società non può sopravvivere a lungo se chi racconta la verità viene respinto. Io credo che questi testimoni dicano la verità, nonostante il fatto che quello di cui parlano non può essere vero secondo la visione materialista dominante nel mondo. Il fatto che vengano respinti non li rende una minoranza soppressa. Ho iniziato a vedere che l'errato respingimento delle testimonianze di attendibili testimoni era dovuto al fatto che ciò che riportavano non combaciava con la visione dominante del mondo.
D: Come reagisci alle strane varietà di alieni descritti dagli addotti?
R: L'intero discorso della demografia aliena è piuttosto ironica in un certo modo, alcuni biondi, altri rettiliani, altri come insetti, altri come mantidi religiose e chiaramente i grigi. L'intero discorso in un certo modo è comico. Quindi arrivi sulla loro provenienza stellare. Sembra uno scherzo cosmico. Quando una cultura diviene sterile e limitata nella sua visione, arriva qualcosa che strappa l'intero sistema.
D: Quindi credi personalmente in questo fenomeno?
R: Non serve sforzo. Non si può spiegare in modi puramente interpsichici. Molte persone hanno queste esperienze nel mondo, spontaneamente. Deve arrivare da qualche luogo, quella che James William ha chiamato "provocazione dall'esterno". Lo vedo nel contesto della crisi ecologica globale. La Terra è una fonte di creazione e vita e per ignoranza, avidità e aggressione, la stiamo distruggendo. Vedo un risveglio delle coscienze in questo, una riconnessione spirituale col sacro, col divino.
D: Il pedaggio personale e professionale per aver scavato nel fenomeno abductions, è stato troppo alto?
R: Non ho rimpianti. Nonostante le critiche e gli attacchi, ho incontrato così tante incredibili persone aperte alla conoscenza. Ho probabilmente guadagnato più colleghi e amici da quando ho iniziato questo lavoro, rispetto a quelli che avevo nel periodo precedente, sono semplicemente differenti. Non risuono allo stesso modo con un numero di altre persone. E' stata come un'espansione dei miei orizzonti e un'apertura a connessioni e possibilità eccitanti, più che una sofferenza. Quello che mi ha portato a sentirmi bene è che le persone hanno iniziato a cercare in anomalie di altro tipo. Ci sono stati molti altri pionieri prima di me.
R: Vuoi avere un'esperienza di abduction?
R: Non penso. Una ragione è che spesso è spaventoso, ma penso che potrei gestirla. Secondo, la mia attendibilità e il mio ruolo come testimone dei testimoni, dipende sul mio essere pulito in questo punto. Ho visto esempi in cui investigatori che hanno avuto esperienze o hanno riconosciuto le loro esperienze, hanno perso credibilità come investigatori. Sento di avere un ruolo diverso. Non mi permetto di pensare troppo a questo.
Andrew Lawler è il corrispondente da Boston per il magazine Science.
Fonte:
Tradotto da Richard per Altrogiornale.org
Ringraziamo il John E Mack Institute per la gentile concessione

"Quei segnali captati provengono dalle astronavi su Saturno"

 

Scritto da: Flavio Vanetti


Questo post me l'ha inviato, mediante email personale, l'amico Alacran. E' ormai uno dei nostri più assidui commentatori e conoscete benissimo alcuni suoi dettagli: ha una scrittura inconfondibile (esperanto, gramelot o che altro?) e sostiene di avere natali... particolari. Gli cedo volentieri il palcoscenico per questo suo contributo che ho rispettato nelle caratteristiche.

In una intervista al dottor Norman Bergrun da parte di un ricercatore e giornalista di "UFO Magazine", è trapelata la notizia che "Il segnale captato dalla sonda Cassini proveniva dalle astronavi aliene in orbita su Saturno!" (qui, nell'immagine, vedete appunto il segnale registrato dalla Cassini)

sat0.jpgMa chi è Norman Bergrun? Bergrun ha lavorato come ricercatore alla NASA per 12 anni, poi è andato alla Lockheed Missili e Space Company (ora Lockheed Martin), dove era responsabile della pianificazione e analisi delle prove di volo per la Marina di lancio dei missili Polaris. Durante i suoi tredici anni alla Lockheed, egli ha anche servito in qualità di scienziato responsabile per le applicazioni satellitari e spaziali Norman Bergrun aveva intrapreso uno studio dettagliato di immagini della NASA provenienti dalle sonde spaziali Voyager 1 e Voyager 2 relative a fotografie degli anelli di Saturno. Egli ha scoperto come gli anelli sono formati da emissioni elettromagnetiche emergenti da gigantesche veicoli (EMV) e che questi sono controllati da una forma di intelligenza extraterrestre. In uno studio pubblicato sul suo libro "Ringmakers of Saturno" mette in risalto ricerche effettuate su molte immagini fotografiche a colori provenienti da Saturno ma di fonte NASA. Al Dottor Bergrun vanno le congratulazioni della comunità di ricercatori, per le sue migliaia di ore di studio e la documentazione delle sue conclusioni. 

I  velivoli  nei pressi degli anelli

sat11.jpg"I misteriosi segnali captati dalle sonde spaziali come le vecchie Voyager 1 e 2 e la super tecnologica Cassini Huygens, sono la dimostrazione della presenza di giganteschi veicoli spaziali che sono operanti nelle vicinanze di Saturno, il secondo pianeta più grande del nostro sistema solare. E non solo! La presenza di tali veicoli ET è sicuramente uno dei più importanti ... segreti di scoperte fatte nello spazio. Grandi veicoli cilindrici, appartengono ad una sconosciuta e altamente sofisticata civiltà extraterrestre; questi sono presenti anche nelle regioni di Marte e Luna." (N. Bergrun). Una enorme ombra di un'astronave aliena che si proietta sul suolo di Marte. Nel 1996, il grande telescopio spaziale Hubble era alla ricerca di nuove Lune su Saturno e Giove. Ma quel giorno il telescopio ha avuto modo di fare delle fotografie a infrarossi di Saturno e proprio sulle quelle fotografie, sono stati scoperti misteriosi veicoli, di origine sconosciuta, che potrebbero essere Astronavi madri o comunque un certo tipo di grandi vettori di trasporto alieni.

 sat55.jpgUna di queste misteriose astronavi sembra avere un diametro simile a quello della Terra e un'altra ha più di cinquantamila chilometri di lunghezza! Nel suo libro "Ringmakers di Saturno", il dottor Norman R. Bergrun, in collaborazione con Walter Vincenti, professore emerito di aeronautica e astronautica presso la Stanford University, ha descritto gli anelli di Saturno, che in realtà non sono del tutto naturali ma artificialmente costruiti dalle gigantesche astronavi cilindriche ET- veicoli operanti nelle vicinanze del pianeta. Chi sta facendo e creando questi anelli e altri dispositivi artificiali nel nostro sistema solare? Qual è il motivo di tutto questo? Non dimentichiamoci che il Colonnello Philip Corso, nel 1947, ebbe un incontro con un essere ET. In questo incontro, Corso chiese da quale pianeta venissero e quali erano i loro scopi. La risposta era: "Noi siamo I CREATORI". Noi siamo anche chiamati IGIGI". Loro sono quindi i creatori di Mondi? Se leggiamo gli antichi testi Sumeri (Enuma Elish), i famosi Nephilim erano descritti come i Guardiani e Creatori dei Mondi. Non sembra che desiderino contattarci per ora. Ma qualcosa si muove nella direzione giusta.

 sat66.jpgTutti sappiamo che si tratta di esseri e civiltà extraterrestri altamente avanzati, in grado di creare cose incredibili nel nostro sistema solare. Per il loro aiuto hanno enormi veicoli che possono essere misurati in diametri di pianeti come la Terra. Un veicolo ET di una tale enorme dimensione ha la capacità di sostenere tutta una civiltà.

 sat77.jpgSono anche in grado di creare gli anelli intorno a pianeti enormi come Saturno o Giove e di creare satelliti o lune intorno ad essi. Pare anche noi siamo parte di questo grande progetto. Che cosa si può interpretare da ciò?

Alacran

fonte:misterobufo.corriere.it

MESSAGGIO AI CAPI DI STATO: NOI SIAMO UNA PARTE DELLA TERRA

 

A cura dell’Ufficio delle Nazioni Unite – Roma. Nel 1854 il “grande capo bianco” Franklin Pierce di Washington si offrì di acquistare una parte del territorio indiano e promise di istituirvi una “Riserva” per il popolo indiano. La risposta del “capo” indiano Seattle, che vi trascrivo, è stata descritta come la più bella e la più profonda dichiarazione mai fatta sull’ambiente.

Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra?
L’idea ci sembra strana.
Se noi non possediamo la freschezza dell’aria, lo scintillio dell’acqua sotto il sole, com’è che voi potete acquistarli?
Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo. Ogni ago lucente di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ed ogni ronzio d’insetti è sacro nel ricordo e nell’esperienza del mio popolo. La linfa che cola negli alberi porta con sé il ricordo dell’uomo rosso.
I morti dell’uomo bianco dimenticano il loro paese natale quando vanno a passeggiare tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai questa terra magnifica, perché essa è la madre dell’uomo rosso. Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli; il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli; le coste rocciose, il verde dei prati, il calore dei pony e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia.
Per questo, quando il Grande Capo Bianco di Washington ci manda a dire che vuol acquistare la nostra terra, ci chiede una grossa parte di noi. Il Grande Capo ci manda a dire che ci riserverà uno spazio per muoverci affinché possiamo vivere confortevolmente fra di noi. Egli sarà il nostro padre, noi saremo i suoi figli. Prenderemo, dunque, in considerazione la vostra offerta, ma non sarà facile accettarla. Questa terra per noi è sacra.
Quest’acqua scintillante, che scorre nei torrenti e nei fiumi, non è solamente acqua, per noi è qualcosa di immensamente più significativo: è il sangue dei nostri padri. Se vi vendiamo le nostre terre, dovrete ricordarvi che esse sono sacre, dovrete insegnare ai vostri figli, che è terra sacra e che ogni riflesso nell’acqua chiara dei laghi, parla d’avvenimenti e di ricordi della vita del mio popolo. Il mormorio dell’acqua è la voce del padre di mio padre.

I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli. Se vendiamo la nostra terra, dovrete ricordarvi ed insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri, e i vostri fratelli, e dovrete dimostrare per i fiumi lo stesso affetto, che dimostrereste ad un fratello.
Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una fetta della terra è uguale all’altra, perché è come uno straniero, che arriva di notte, e alloggia nel posto che più gli conviene. La terra non è sua amica, anzi è una sua nemica e quando l’ha conquistata, va oltre. Abbandona la tomba dei suoi avi e ciò non lo turba. Toglie la terra ai suoi figli e ciò non lo turba. La tomba dei suoi avi, il patrimonio dei suoi figli, cadono nell’oblio. Tratta sua madre, la terra e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere, come si fa con le pecore o con le pietre preziose. La sua bramosia divorerà tutta la terra, e a lui non resterà che il deserto.
Io non so. I nostri costumi sono diversi dai vostri.

La vista delle vostre città fa male agli occhi dell’uomo rosso. Ma, forse, ciò è perché l’uomo rosso è un selvaggio e non può capire!
Non esiste un posto tranquillo nelle città dell’uomo bianco. Non esiste un luogo per udire le gemme schiudersi in primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma, forse, ciò, avviene perché io sono in selvaggio e non posso comprendere.
Sembra che il solo rumore offenda le orecchie. E che gusto c’è a vivere, se l’uomo non può ascoltare la notte, o il chiacchierio delle rane, attorno ad uno stagno? Io sono un uomo rosso e non comprendo. L’indiano preferisce il suono dolce del vento, che si slancia, come una freccia ed accarezza la faccia dello stagno e l’odore del vento stesso, reso terso dalla pioggia meridiana o profumata del pino.
L’aria è preziosa per l’uomo rosso, giacché tutte le cose respirano la stessa aria: gli animali, gli alberi, gli uomini tutti respirano la stessa aria. L’uomo bianco non sembra far caso all’aria, che respira. Come un uomo per più giorni in agonia, egli è insensibile al fetore.
Ma se vi vendiamo le nostre terre, dovete ricordare che l’aria per noi è preziosa, che l’aria partecipa col suo soffio a tutto ciò, che essa fa vivere.
Il vento, che ha dato il primo alito al nostro avo, è lo stesso, che ha raccolto il suo ultimo respiro. E se vi vendiamo le nostre terre, voi dovete custodirle in modo particolare, e tenerle sacre e considerarle come un luogo, dove anche l’uomo bianco può andare a godersi il vento, che reca le fragranze del prato.
Considereremo la vostra offerta di acquistare le nostre terre. Ma se decidiamo di accettare la proposta, io porrò una condizione: l’uomo bianco dovrà rispettare gli animali, che vivono su questa terra, come se fossero i suoi fratelli.
Io sono un selvaggio e non conosco altro modo di vivere. Ho visto in migliaio di bisonti imputridire sulla prateria, abbandonati dall’uomo bianco, dopo che erano stati abbattuti da un treno in corsa. Io sono un selvaggio, e non comprendo come il “cavalo di ferro” fumante possa essere più importante dei bisonti, quando noi li uccidiamo solo per sopravvivere.
Cos’è l’uomo senza gli animali? Se tutti gli animali sparissero, l’uomo morirebbe in una gran solitudine. Poiché ciò che accade agli animali, prima o poi, accade all’uomo. Tutte le cose sono connesse tra loro.
Dovete insegnare ai vostri figli, che il suolo che essi calpestano, è fatto dalle ceneri dei nostri padri. Affinché i vostri figli rispettino questa terra, dite loro che essa è arricchita dalle vite della nostra gente. Insegnate ai vostri figli ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri: la terra è madre di tutti noi.
Tutto ciò che di buono arriva alla terra, arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sul suolo, sputano su se stessi.
Noi sappiamo almeno questo: non è la terra che appartiene all’uomo, ma è l’uomo che appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo.
Tutte le cose sono connesse, come i membri di una famiglia sono connessi da un medesimo sangue. Tutto ciò che accade alla terra, accade anche ai figli. Non è l’uomo che ha tessuto la trama della vita: egli ne ha soltanto il filo. Tutto ciò che egli fa alla trama, lo fa a se stesso.
Lo stesso uomo bianco, col quale il suo Dio si accompagna e parla con lui, come due amici, non può sottrarsi al destino comune. Dopo tutto, forse, noi siamo fratelli.
Vedremo. C’è una cosa, che noi sappiamo e che forse l’uomo bianco scoprirà presto: il nostro Dio è il suo stesso Dio.
Voi forse pensate che adesso lo possedete, come volete possedere le nostre terre; ma non lo potete perché Egli è il Dio degli uomini e la sua pietà è uguale per tutti: tanto per l’uomo bianco, tanto per quello rosso.
Questa terra per Lui è preziosa; nuocere alla terra è come disprezzare il suo Creatore.
Anche i bianchi spariranno; forse prima di tutte le altre tribù.
Contaminate il vostro letto ed una notte vi troverete soffocati dai vostri rifiuti. Però, morendo, voi brillerete con splendore ardente della forza del Dio, che vi ha portato sino a questa terra e che per un qualche disegno particolare, vi ha fatto dominare questa terra e l’uomo rosso.
Questo destino è per noi un mistero, perché non riusciamo a comprendere quando i bisonti vengono massacrati tutti; i cavalli selvaggi domati; gli angoli segreti delle foreste invasi dagli uomini, quando la vista delle colline in pieno fiore, è imbruttita dai “fili che parlano”.
Dov’è finito il bosco? È scomparso. Dov’è finita l’aquila? È scomparsa.
È la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

fonte: fmboschetto.it

tratto da: Segnidalcielo

Presa di dimora atmica

 

Il Giornale Onlinedi Alessandro Bardi


Va detto prima di cominciare che sono necessarie tre dignità iniziatiche. Si tratta di qualità naturali (fisiche e psicologiche) e morali che il candidato deve avere e che sono innate. Esse sono l'esteriorizzazione di determinate armonie interiori volte a catalizzare gli influssi trascendenti. Queste due perciò appartengono agli ordini ylico o materiale e psichico o animico. Infine vi é l'influsso spirituale trasmesso mediante il rito iniziatico. E questo é parte dell'ordine pneumatico. Mukti Diksha in India. Per quanto al giorno d'oggi si possa vedere in ciò solo sciocca e retrograda superstizione bisogna dire che le prime qualità escludono ad esempio nei o peli o viso asimmetrico o naso troppo grande o scoliosi.

Chi ha presente certe vecchie superstizioni dell'Italia meridionale avrà un pò riconosciuto ciò che costituisce il complesso delle caratteristiche di un "menagramo". Si tratta di connotazioni innate che attirano influenze nefaste ovvero infernali, un pò come nel Levitico la lebbra é impura, non tanto nel senso del contagio attribuito oggi, ma da un punto di vista occulto checché gli ebrei possano dire della magia e per quanto impegno possano metterci a tentare di convincerci che l'ebraismo ne é totalmente estraneo.
Esiste un diritto ad essere iniziati? Certamente risponderemo di no. Per definizione questa condizione é certamente "esclusiva". Non per nulla si parla si parla di "cerchia di iniziati". Si presume che per ottenere questo status vi siano determinate qualità del tutto speciali. Che vi sia un nuovo ordine in merito a questo é del tutto errato. Steiner, per citare uno dei tanti sostenitori di questa dottrina errata, concepisce il tradizionale principio elettivo come un semplice espediente adottato in epoche in cui il "progresso" e la mentalità laica erano ancora poco più che un progetto di pochi o un motivo di persecuzione. Si confonde la libertà di pensiero col risveglio e l' uguaglianza con la coscienza "collettiva". In realtà é esattamente l'opposto. Anzi proprio nel mondo decaduto attuale l'iniziazione viene resa impossibile. Intanto il paganesimo é stato soppiantato da millenni dal cristianesimo. Già questo rende vano tutto ciò che si pone in relazione a ciò che stiamo esaminando non solo sul piano teorico ma anche e soprattutto a proposito della linea di trasmissione rituale. In secondo luogo le leggi rituali sono del tutto ignote e non praticate in primo luogo riguardo alla gerarchia sociale.
Alcuni sostengono addirittura che non vi sia alcun bisogno neppure di un rito e parlano di "presenza" o "testimonianza consapevole". Senza il rito é del tutto inutile parlare di questo. Non vi é alcuna "grazia" per cui l'iniziazione diventerebbe una facile aquisizione o addirittura un dono. Parlare di liberazione e di risveglio oggi é pura utopia. Senonché con i tempi nuovi e la fine dell'epoca presente lo stato di risveglio dovrebbe diventare uno stato innato e normale e non più eccezionale. La realizzazione veniva rappresentata dagli antichi come una serie di prove che un semidio guerriero doveva superare per vincere il premio concepito come un trofeo meraviglioso. Giasone ed il vello d'oro, Ercole e i pomi d'oro del giardino delle Esperidi, Thor e la lotta col serpente del mondo. Queste prove alludono al lavoro interiore di progressiva sublimazione delle passioni e paziente e lenta distillazione del liquore sacro della coscienza perfetta. Una divina alchimia, un solve et coagula, un discioglimento della materia per concentrazione, fissazione e un integrazione dello spirito, uno scioglimento dal giogo delle potenze e un'unione con la pienezza intellettuale.
La concezione buddhista é eretica. Sembra un positivismo primitivo. Non é testimonianza distaccata, la presa d'atto del fatto esteriore. L'essere buono e senza pretese. Non vi é una vacuità dei fenomeni (sunyata). Ciò é nichilismo. Né possiamo confondere la dottrina della realizzazione con la filosofia moderna occidentale. Va detto innanzitutto che non si tratta di conseguire un presente assoluto ma la soppressione del tempo. Non é un esserci (dasein heideggeriano), non é una onnipotenza della soggettività contro l'opacità del reale, l'assunzione di responsabilità della proiezione di senso. Il conseguimento del Sé non é un potenziamento dell'individualità, che esso trascende, il mero riconoscimento di un presunto potere assoluto dell'uomo. Non é una sostanza spinoziana, una natura naturante. Non é l'embrione di un superuomo. Si deve uccidere la bestia del sé inferiore per rubare il tesoro dell'antro della dimora atmica. E', non dalla morticazione, ma dalla morte dell'ego che potrà sorgere la fenice del super-ego.
Umiltà e orgoglio sono indifferenti perché entrambi pongono un oggetto ed é l'ego. Il distacco e l'osservazione oggettiva e spassionata di noi stessi (non negare i pregi né i difetti) é l'anticamera della restituzione dell'abito tenebroso alle potenze e della coscienza al regno della luce incorruttibile. Questo abito tenebroso, un vero e proprio vestito di sacco a confronto con la veste luminosa e regale, é costituito dal pensiero e dall'emotività. Da esso siamo agiti e non ne siamo attori. Kama e manas, formanti Suksma o Linga Sarira o veicolo sottile psichico intermedio, ci impediscono di agire con il Sé e di essere coscienti.
Il pensiero é sottomesso al tempo che ancora si manifesta nel mentale. Esso guarda verso il passato e verso il futuro come Giano. La mente cerca motivi per continuare ad esistere e questi motivi sono legati alla mutevolezza. In questo modo si rimane intrappolati in essa. Il nostro servo diventa padrone e diveniamo altro da noi stessi. Un essere oppresso da problemi da risolvere e sofferenze da evitare. Ma tutto questo é maya e vivere nella coscienza di maya ci rende schiavi di vicissitudini illusorie, ci attacchiamo al mutevole che non conosce affatto l'Essere che é trascendente. Memoria e progetto sono produzioni ingannevoli. Essi sono sovrapposti all'essere per intrappolarlo nella futile esistenza estrinseca. Non possono portare conoscenza se non quando diventano oggetto e non più soggetto nel risveglio. Vi é perciò la via esteriore (pavritti) ma cercheremo ciò che conduce alla saggezza ovvero nivritti. Non possiamo giungere alla felicità che é essenzialmente spirituale (ananda) senza congiungere essere e conoscenza. Essi coincidono. Possiamo conoscere solo portandoci fuori dall'esistenza. Dobbiamo vedere il film da fuori come registi e non come spettatori come potrebbero insinuare eventuali critici dell'idealismo tradizionale.
A questo punto agiremo la commedia umana. In una fase più avanzata riusciremo a dissolverla con la luce della Gnosi. Sophia riascenderà alla sua sfera, colei che é intelletto caduco. Riaquisteremo il veicolo luminoso della perfetta coscienza risvegliata nata dalle ceneri della brama vitale. Questo demone che domina con la paura della morte e la ricerca del piacere. Nella dimora non c'é piacere né dolore, non esistono stati attivi e mutevoli. Non vi é perciò una beatitudine come concepita nelle rappresentazioni consuete e comuni. La perfetta gioia é una non-gioia. Avviene prima che noi conquistiamo il governo di noi stessi (regalità iniziatica) e poi che lo dissolviamo nella conquista dell'Essere. Qui per Essere s'intende lo spirito e per Non-Essere la materia. Luce e tenebra o coscienza ed incoscienza. Ermete dice che un solo raggio intellettuale dissolve mille potenze della natura manifestata. E' il risveglio dal sogno. Noi viviamo in un subcosciente che contiene in potenza la coscienza e il superamento di sé. In esso si nascondono le sementi di una pianta sacra che vive della distruzione dello stato immanifesto intraterreno. La spada della conoscenza recide le radici dell'albero Ahvatta o dell'esistenza manifestata e transeunte. L'Atma é perciò dormiente in noi o piuttosto noi dormiamo senza di esso. In ogni caso se la perfezione non manca di nulla essa é priva in certo qual modo della sua progenie dispersa in terra straniera, la coscienza differenziata, il velo dell'ego.
Opposizione e accettazione sono complementari rispetto all'emotività e al pensiero. L'integrazione della coscienza rende vacuo questo complesso psichico. Tutto ciò che nuoce di esso, sofferenza in primis, é motore della dipartita della coscienza dal sonno in cui esso sprofonda. E' fatale che il ritorno o apocatasi sia una salita, o meglio risalita, dei gradini di una scala. La montagna alchemica, nel suo maccheronico linguaggio pseudochimico, simbolizza questo. Si deve insediarsi nella dimora della coscienza integra che non permette lo scivolamento nelle produzioni intellettuali. Si deve prima ritrarsi dall'emotività, poi dal pensiero e infine reintegrarsi nel centro interiore. L'emotività é intrinsecamente mutevole e uno sbilanciamento dell'essere indeterminato del Sé. Presa dimora nello stato atmico tutto ciò che é mentale ed emotivo accade senza essere agito fino a dissolversi negli elementi primigeni proiettati in noi dalla stessa natura immanente ed estrinseca delle potenze. Questo avviene dapprima in modo intermittente e poi in modo permanente.

tratto da: Altro Giornale